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Gli inguaribili romantici che hanno gradito l’idea dei lucchetti-dell’amore, diventati tanto famosi, purtroppo (o per fortuna), grazie a Moccia e Scamarcio (che tra l’altro sono ben distanti dall’essere gli autori di questa tradizione, dato che quando i primi innamorati capitolini – e non solo – si scambiavano promesse d’affetto senza fine a Ponte Milvio, i nostri due amici, probabilmente, dovevano ancora nascere!) non possono non visitare il sito lucchettipontevilmio.com .
Questo sito infatti permette a chiunque, in qualsiasi parte del mondo, di attaccare, virtualmente s’intende, il proprio lucchetto al luogo divenuto simbolo dell’amore eterno: Ponte Milvio e i suoi lampioni.
Se il motivo che ha portato alla realizzazione di questo portale sia quello di soddisfare le esigenze dei fidanzatini di tutto il globo, la volontà di tutelare il bene culturale “alleggerendo” il peso dei lampioni (e dell’amministazione comunale!) o banalmente un’insolita operazione pubblicitaria di un gruppo dei creativi… poco importa. Ciò che conta, ovviamente, è il risultato.
Si, è vero, lo confesso, sono andato prevenuto a vedere il film di Luchetti. Vittima anch’io di cliché e luoghi comuni su Latina e su la sceneggiatura del film (stessa squadra de La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana). C’è voluto tutto il primo atto del film per scacciare dalla mente l’idea che Mio fratello è figlio unico fosse una sorta di Meglio gioventù “de noantri”, depurata da tutte le implicazioni politico-sentimentali-sociali del modello di riferimento e ricca di comicità con slang romanesco (Latina non ha un dialetto, essendo un melting pot di culture italiche differenti, ma ha da sempre assunto il ruolo di “provincia dell’impero” mutuando dalla capitale tic, comportamenti e linguaggi). Col proseguire delle scene però ho capito che stavo “entrando” del film dalla parte sbagliata e mi stavo ingiustamente pregiudicando la visione.
… ma volevo solo far notare l’imponente mole di produzione di contenuti di successo che continuo a osservare e monitorare sempre più affascinato.
..e che poi non ci vengano a dire che i “gggiovani” di oggi non leggono, che non vanno più al cinema o a teatro…. che non ascoltano più musica o che navigano solo siti porno…