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Venerdì alle 21 e domenica alle 18, presso il teatro D’Annunzio di Latina, andrà in scena Cenerentola e …
E vissero tutti felici e contenti… così si conclude – com’è ovvio – una delle fiabe più famose, …
Spesso linkiamo spazi web appartenenti a giganti del mercato, a multinazionali o a brand strafamosi che fanno della …
Si, è vero, lo confesso, sono andato prevenuto a vedere il film di Luchetti. Vittima anch’io di cliché e luoghi comuni su Latina e su la sceneggiatura del film (stessa squadra de La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana). C’è voluto tutto il primo atto del film per scacciare dalla mente l’idea che Mio fratello è figlio unico fosse una sorta di Meglio gioventù “de noantri”, depurata da tutte le implicazioni politico-sentimentali-sociali del modello di riferimento e ricca di comicità con slang romanesco (Latina non ha un dialetto, essendo un melting pot di culture italiche differenti, ma ha da sempre assunto il ruolo di “provincia dell’impero” mutuando dalla capitale tic, comportamenti e linguaggi). Col proseguire delle scene però ho capito che stavo “entrando” del film dalla parte sbagliata e mi stavo ingiustamente pregiudicando la visione.