Proprio oggi debuttano sul piccolo schermo i 90 secondi della maison, dove i protagonisti non saranno i prodotti bensì il mood del brand, raccontato attraverso il concept del viaggio come esperienza unica:
Lo spot segue quelli che hanno visto come protagonisti Mikhail Gorbachev, Steffi Graf e Andre Agassi, Catherine Deneuve.
La notizia mi ha colpito perché il titolo era “Louis Vuitton va in tv”. Direte cosa c’è di strano?
Tempo di vacanze sulla neve? Indecisi sulla destinazione? Vorreste sapere se gli impianti sciistici della vostra località preferita sono aperti? Quanti centimetri di neve si sono già accumulati?
“Bollettino neve”, un nuovo gadget di iGoogle, vi permetterà di fare questo e altro:
Con “Bollettino Neve” avrete a disposizioni le previsioni meteo continuamente aggiornate sulla vostra pagina personalizzata di Google:
1500 stazioni sciistiche in tutta Europa (Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Norvegia e Svezia)
Webcam live sulla località designata
“Maggiori informazioni sulla località”: per conoscere la visibilità delle piste e la consistenza della neve
via Michel Gondry è l’autore dell’ultimo, onirico, spot televisivo di Motorola
Ex batterista dei Oui Oui, nonché ideatore di videoclip musicali per Björk, Rolling Stones, White Stripes, Chemical Brothers, Foo Fighters, Massive Attack, Kylie Minogue, Daft Punk, Lenny Kravitz, Radiohead, nonché regista di famosi (e premiatissimi) spot pubblicitari. Tanto per ricordare qualche brand: Smirnoff, Gap, Levi’s (vi ricordate lo spot Drugstone? Il ragazzo che entrava in farmacia con aria da sbruffone e chiedeva dei preservativi per scoprire poi, davanti la porta dell’abitazione, che la ragazza che deve portare fuori non è altri che la figlia del farmacista?)
Ma Gondry è anche regista e sceneggiatore di Human Nanture (2001), Se mi lasci ti cancello (2004) e del recente L’arte del sogno (2006),nonché attore in svariati film…
Ma se credete che le “abilità” creative di Gondry siano terminate vi sbagliate di grosso in quanto il nostro è in grado anche di esibirsi in imprese impossibili su You tube…
Un mese fa dal blog ufficiale - e dai coloratissimi uffici - di Google era partita questa iniziativa: creare un video in cui persone diverse si passavano di mano in mano un messaggio dell’ormai famosissima posta elettronica di Google: la Gmail.
Il risultato? Potete trovarlo suo You Tube: 1.100 clip provenienti da oltre 65 nazioni.
Da pochi giorni (19 giugno 2007) Google ha definitivamente completato la localizzazione di uno dei suoi ultimi acquisti: You Tube, il famoso sito di videosharing.
Così come avviene per altri servizi di Big G, sarà possibile ora, usufruire del videosharing in maniera “locale”. Sono già disponibili, oltre alla versione italiana anche quella inglese, francese, giapponese, spagnola, brasiliana, irlandese, olandese, spagnola e ovviamente statunitense.
Niente male per un servizio di videosharing nato quasi per gioco nel febbraio del 2005 e che oggi è il sito internet con il maggior tasso di crescita.
Qualche numero?
Clicca su continua a leggere per scoprire i numeri di You Tube
Annoiati dai lunghissimi (si far per dire) video dei Tubi famosi e inflazionati? Credete sia pura follia stare incollati su Google Video a vedere un film o stralci di interviste e pubblicità su You Tube o Dailymotion?
Beh, dovete mettervi l’anima in pace. Tutto questo è solo l’inizio.
Però non disperate.
Potreste affezionarvi anche a tipi di video sharing più sintetici, come ad esempio Moblr, il raccoglitore di video realizzati con i telefonini, dove i filmati che durano più di 30 secondi vi sembreranno lungometraggi!
Certo, per ora il montaggio delle immagini è inesistente, tutti i video sono in presa diretta e la grammatica visiva sembra legata solo alla tipologia di ripresta stile “camera a mano amatoriale”, però non siate affrettati nei giudizi: il futuro del linguaggio audiovisivo (e cinematografico) è anche qui…
Guardate ad esempio il primo video, apparentemente solo un’anonima scenetta tra un uomo e un bambino. Ma osservando meglio non sembra anche a voi di rintracciare l’essenza della slapstick comedy di Mack Sennet e Hall Roach delle origini di Hollywood o, perché no, qualcosa del pestifero monello di Chaplin?