E’ on line, in beta test, Knol, la “wikipedia” di Google
Con la più famosa enciclopedia libera del web però Knol non ha molti elementi in comune e, anzi, a guardarla bene, sembra essere molto più vicina, concettualmente, alle più classiche enciclopedie cartacee.
Accedendo a Knol (da knowledge, “conoscenza”) ogni utente potrò realizzare una propria “versione” dell’argomento a differenza di Wikipedia, dove tutti modificano un’unica “versione” (d’altra parte il “wiki” non è nient’altro che questo).
Quindi esisteranno più pagine sullo stesso argomento e a decidere quali saranno le migliori saranno gli utenti.
Nelle pagine è ovviamente prevista la presenza di Adsense, il famoso sistema di web advertising di Google che permetterà a chi ha scritto la pagina di guadagnare con i clic generati dalle pubblicità di quella pagina.
Fattori positivi: basta avere una Gmail e si può iniziare subito a scrivere voci.
Fattori negativi: è ancora solo in inglese.
Spopolano nuove enciclopedie di tipo “wiki” che utilizzano la stessa modalità di condivisione del sapere di Wikipedia (cioè contenuti generati dagli stessi utenti).
L’ultima in cui mi sono imbattuto è Chickipedia che ironizza la sua appartenenza e la sua (ancora solo) presunta superiorità rispetto a Wikipedia attraverso questo spot dal sapore Mac vs PC:
per chi di voi non avesse ben chiaro di cosa si occupa, Chickipedia è l’enciclopedia nella quale sono “inventariate” donne (e che donne…) nelle seguenti categorie: Tv, Film, Music, Sport, Fashion, Politics, Business, Misc.
Una veloce ricerca su Chickipedia vi porterà a scoprire indispensabili nozioni come questa: Uma Thurman e Sofie Marceau hanno le stesse “misure” di Marilyn Monroe…
La settimana scorsa (4 aprile 2007) ascoltavo Dispenser, una delle mie trasmissioni preferite in assoluto, ricca di stimoli, spunti, riflessioni, suggerimenti. Si parlava dell’evoluzione del sistema Wiki (è possibile leggere il testo del servizio qui).
Wikiè divenuto ormai un vero e proprio way of life, un sistema alternativo di produzione/consumo di contenuti con un livello di personalizzazione talmente specifico ed estremo da far riconsiderare l’intero sistema di distribuzione del sapere “ufficiale”.