Lug 20

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  • Da che deriva l’importanza di Milano Expo 2015 per i processi comunicativi? Se il consumo è la forma di religione moderna, lo spazio espositivo è l’altare in cui i riti si consumano
  • Lo spazio fieristico è il non-luogo in cui si producono, prima che le transazioni, le mostrazioni dei corpi del desiderio, degli oggetti da desiderare e consumare.
  • Le aree espositive, fisiche e virtuali, hanno rappresentato e rappresentano dei punti di riferimento insostituibili per la metropoli e per l’immaginario.
  • In senso traslato, la rete è un’esposizione continua di concetti, oggetti virtuali, immagini e corpi (anche corpi umani: si pensi alla pornografia).

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L’industria culturale 9 - Non luoghi
L’industria culturale 8 - Immagini e modernità
L’industria culturale 7 - Iconofilia e iconoclastia
L’industria culturale 6 - Scrittura
L’industria culturale 5 - Stampa

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Lug 13

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  • È lo studioso Marc Augé a introdurre il concetto di non-lieu, non luogo per indicare gli spazi della modernità in cui i soggetti perdono i consueti riferimenti oggettuali, e con essi il legame alla sfera del fattuale.
  • Il non-luogo è lo spazio de-territorializzato in cui si sta per desiderare, per sognare, per farsi rapire lo sguardo, e dunque anche per consumare. Sono stati di volta in volta definiti non-luoghi le stazioni, gli aeroporti, gli Autogrill, i musei di nuova generazione, e in generale i luoghi di passaggio.
  • Anche il web è un non-luogo, e comunicare in rete vuol dire sottostare alle regole dell’astrattezza, dello spaesamento testuale e iconografico.

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L’industria culturale 8 - Immagini e modernità
L’industria culturale 7 - Iconofilia e iconoclastia
L’industria culturale 6 - Scrittura
L’industria culturale 5 - Stampa
L’industria culturale 4 - Lavoro/non lavoro/festa
L’industria culturale 3 - Rivoluzione industriale
L’industria culturale 2 - Industria culturale
L’industria culturale 1 - Evasione: Orfeo e Euridice

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Lug 06

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  • Tutti gli oggetti sopra citati hanno una caratteristica comune: possono essere prodotti in serie. Cosa che non avveniva per le forme estetiche precedenti. Lo studioso Walter Benjamin scrive nel 1936 un saggio dal titolo L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica.

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L’industria culturale 7 - Iconofilia e iconoclastia
L’industria culturale 6 - Scrittura
L’industria culturale 5 - Stampa
L’industria culturale 4 - Lavoro/non lavoro/festa
L’industria culturale 3 - Rivoluzione industriale
L’industria culturale 2 - Industria culturale
L’industria culturale 1 - Evasione: Orfeo e Euridice

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Giu 29

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  • Il ruolo dell’immagine (eikon) nella comunicazione contemporanea è per certi versi complementare a quello della scrittura. Le modalità di utilizzo delle immagini dicono molto sulla cultura di una società. In questo senso il nostro Paese risulta avere delle caratteristiche culturali diverse da quelle di altri contesti.
  • Molti dei “ritardi” tecnologici italiani si spiegano in questo modo (dal tv color alla cultura artigianale del fumetto e della pubblicità, al ruolo della censura, all’importanza del doppiaggio nel cinema e negli spot, alla costruzione degli spazi comunicativi virtuali).

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L’industria culturale 6 - Scrittura
L’industria culturale 5 - Stampa
L’industria culturale 4 - Lavoro/non lavoro/festa
L’industria culturale 3 - Rivoluzione industriale
L’industria culturale 2 - Industria culturale
L’industria culturale 1 - Evasione: Orfeo e Euridice

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Giu 22

Proseguono le riflessioni sull’industria culturale tratte dalle lezioni tenute da Vincenzo Bernabei e Alessandra Colucci presso il Master IED “Web Media Design“.

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  • La vicenda dell’industria culturale moderna e contemporanea è interpretabile attraverso la vicenda della scrittura. La cultura orale è propria delle comunità premoderne, mentre con l’avvento della società di massa si ha bisogno di un codice in grado di esprimere l’astrattezza, di ampliare la concettualità al fine di rappresentare items non direttamente connessi ad oggetti e icone. Nell’Ottocento e nel Novecento, quindi, la scrittura – di pari passo con l’alfabetizzazione – rappresenta la possibilità di liberare l’espressione dalla referenza oggettuale.
  • Con la comunicazione postgeneralista, che è più interattiva e più settorializzata, e il digitale, tuttavia, l’immagine riconquista una importanza vitale. L’alfabetizzazione dei target, nel senso di competenza testuale, non coincide più con l’alfabetico. In questo senso risulta fondamentale il ruolo del linguaggio pubblicitario.

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L’industria culturale 5 - Stampa
L’industria culturale 4 - Lavoro/non lavoro/festa
L’industria culturale 3 - Rivoluzione industriale
L’industria culturale 2 - Industria culturale
L’industria culturale 1 - Evasione: Orfeo e Euridice

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Giu 15

Proseguono le riflessioni sull’industria culturale tratte dalle lezioni tenute da Vincenzo Bernabei e Alessandra Colucci presso il Master IED “Web Media Design“.

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  • La stampa è fondamentale per la comunicazione contemporanea soprattutto sotto tre aspetti: economizzazione dei processi produttivi (penny press), standardizzazione e industrializzazione della comunicazione, consapevolezza dell’appartenenza sociale e nazionale.

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L’industria culturale 4 - Lavoro/non lavoro/festa
L’industria culturale 3 - Rivoluzione industriale
L’industria culturale 2 - Industria culturale
L’industria culturale 1 - Evasione: Orfeo e Euridice

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Giu 08

Proseguono le riflessioni sull’industria culturale tratte dalle lezioni tenute da Vincenzo Bernabei e Alessandra Colucci presso il Master IED “Web Media Design“.

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  • Dalla rivoluzione industriale in poi la scansione del tempo dei soggetti cambia. Se precedentemente non esisteva il tempo di non lavoro, o era molto ridotto, ora è essenziale non solo per i consumatori, ma anche per chi produce: il prodotto deve essere consumato, quindi i lavoratori devono avere il tempo libero (dal lavoro) per farlo.
  • Per questo il tempo di non lavoro assume una vera e propria centralità culturale, e la dimensione del rito e della festa cambiano di prospettiva. Se prima il rito e la festa erano legati alla religione e alla ridefinizione dei ruoli nelle società rurali, ora in un certo senso è il consumo la vera religione (religo è legare, costruire legami sociali, comunità).

Gli “appunti” qui presentati si ispirano liberamente al lavoro di Alberto Abruzzese e Davide Borrelli L’Industria culturale. Tracce e immagini di un privilegio.

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L’industria culturale 3 - Rivoluzione industriale
L’industria culturale 2 - Industria culturale
L’industria culturale 1 - Evasione: Orfeo e Euridice

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Giu 01

Continuano le riflessioni sull’industria culturale tratte dalle lezioni tenute da Vincenzo Bernabei e Alessandra Colucci presso il Master IED “Web Media Design“.

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  • Simbolicamente e storicamente è il fenomeno da cui partono la cultura e la comunicazione contemporanee. Solo grazie ad alcuni fenomeni legati ad essa è possibile interpretare i prodotti culturali attuali. L’inurbamento smodato, e quindi la nascita della città e della metropoli (location essenziale per i processi comunicativi); il cambiamento delle modalità di fruizione dei messaggi (dalla comunità rurale alle nuove forme di socializzazione, che cambiano il palcoscenico e l’immaginario); il passaggio dalla dimensione artigianale a quella, appunto, industriale: il nuovo rapporto con le macchine, che fabbricano in sequenza e con continuità; la catena di montaggio, anche estetica, che crea la cosiddetta proletarizzazione intellettuale; il passaggio dal lavoro concreto al lavoro astratto.

Gli “appunti” qui presentati si ispirano liberamente al lavoro di Alberto Abruzzese e Davide Borrelli L’Industria culturale. Tracce e immagini di un privilegio.

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L’industria culturale 2 - Industria culturale
L’industria culturale 1 - Evasione: Orfeo e Euridice
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Mag 29

Sin dalla nascita Queimada ha avuto modo di misurarsi con gli aspetti didattici connessi al marketing e alla comunicazione, e dunque da qualche tempo sul nostro spazio è presente un’apposita sezione riguardante i corsi e la formazione.

Come avrete modo di leggere, l’approccio che proponiamo è decisamente “business-oriented“, ideale per gli universitari previdenti che già hanno deciso di affacciarsi sul mercato del lavoro, per i professionisti che hanno l’obiettivo di aggiornarsi e - perché no - per i manager e i titolari di piccole e medie imprese, i quali vogliono approfondire gli aspetti gestionali e di comunicazione al fine di veicolare al meglio il brand della propria attività.

Oltre ai corsi già previsti è possibile dar luogo a percorsi formativi personalizzabili, secondo le esigenze di ciascun richiedente. Ciò che rimarrà invariato è l’estrema competenza del personale docente, unita all’efficacia di un metodo fortemente interattivo, moderno e basato sul confronto diretto tra frequentante e trainer.

Partecipa al workshop gratuito BRAND & BRAND BUILDING il 19 giugno alle 18.00 presso il Tuma’s Book Bar a Roma (consumazione 5 euro) e scopri da vicino i nostri corsi e i nostri docenti.

Puoi, inoltre, prenotarti per “Costruire la comunicazione integrata”, il corso che si terrà in via Veneto, 169 a Roma presso la nostra sede, Sabato 28, Domenica 29 Giugno e Sabato 5 luglio.

Risorse:

Scarica liberamente il programma in pdf del corso “Costruire la comunicazione integrata”

Come raggiungere il Tuma’s Bookbar in Via Dei Sabelli 17 (San Lorenzo - Roma)

Come raggiungere la sede di Queimada in Via Veneto, 169 a Roma.

Per ulteriori informazioni su ogni singolo corso basta entrare nella sezione dedicata o contattarci.

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Mag 25

Proseguiamo con le riflessioni sull’industria culturale tratte dalle lezioni tenute da Vincenzo Bernabei e Alessandra Colucci presso il Master IED Web Media Design“.

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  • La definizione di industria culturale è quella che meglio interpreta la modernità e quella che gli studiosi chiamano postmodernità. Questo perché risolve una (apparente) contraddizione tra la sfera della produzione economica e la sfera del piacere, del godimento. Industria: endo + struere / Cultura: dalla stessa radice di coltivare (colo), che dall’era moderna in poi assume il significato di coltivare rapporti, costruire reti e relazioni sociali, vivere e alimentare il proprio contesto.
  • Al di là dell’etimologia, è solo con il concetto di industria culturale, e con le sue derivazioni (sempre solo in apparenza) contraddittorie che si spiega l’attività del comunicare, del pubblicizzare, del promuovere, del fare comunicazione. Alcune derivazioni? Cultura tecnologica/Tecnologia culturale; Pubblico / privato (comunicare è, letteralmente, mettere in comune); Produzione e consumo (consumare è un po’ produrre, e viceversa).

Gli “appunti” qui presentati si ispirano liberamente al lavoro di Alberto Abruzzese e Davide Borrelli L’Industria culturale. Tracce e immagini di un privilegio.

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L’industria culturale 1 - Evasione: Orfeo e Euridice

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