Mag 28
La vita è complicata; ho ucciso, contrabbandato, venduto persone. Forse qui, le cose cambieranno.”
(Liberamente tratto dal trailer di Grand Theft Auto IV, Things Will Be Different)
Sabato abbiamo pubblicato la seconda parte dell’intervista con Simone Mulargia, nella quale, tra le altre cose, si rifletteva sul rapporto videogames-violenza.

Su Freddy Nietzsche, il blog di Matteo Bordone, leggo un commento a una di quelle notizie che quando le hai davanti sei indeciso se rimanere completamente attonito e senza parole o fare un risolino nervoso facendo finta che “no, non può essere dai, sicuramente non è così, avranno esagerato, maffigurati se…”

Insomma, per chi di voi ha tempo e voglia (di stupirsi):

La notizia: La Procura indaga sul videogame violento. Violenze e rapine per essere capomafia: a Livorno GTA IV (Grand Theft Auto) finisce sott’inchiesta - Il Tirreno

Il commento di Matteo Bordone su Freddy NIetzsche (che appoggio in pieno, parola per parola)

L’intervista con Simone Mulargia sui Videogames di Sabato su Brand Care (per chi l’avesse persa)

Chiudiamo con una di quelle notizie che lasciano sperare in un mondo migliore in cui i videogiochi non sono più il male-da-combattere-dopo-aver-debellato-il-rock-il-giradischi-e-le-minigonne…

I videogiochi? Non solo violenza “Stimolano anche la creatività” - La Repubblica Tecnologia & Scienza

Qui, infine, qualche notizia sul gioco più discusso (e atteso) del momento.

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Mag 24

Prosegue l’intervista con Simone Mulargia, Dottore di Ricerca presso la facoltà di Scienze della Comunicazione (Sapienza Università di Roma).

Questa settimana Simone rifletterà sulla reale portata del fenomeno “Second Life“, il mondo virtuale più amato dai media tradizionali:

I giochi online aumentano le possibilità di comunicazione e relazione sociale. Ecco, in sintesi, la tesi di Simone in controtendenza rispetto all’immagine che i media tradizionali spesso ci offrono dell’universo dei videogames:

Impossibile parlare di videogames e comunità di giocatori online senza affrontare la questione della “violenza” associata al “gioco”. Ecco cosa ne pensa Simone che, nel suo Dottorato di Ricerca presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione, sta conducendo, proprio in questi mesi, una ricerca su tali tematiche:

La prossima settimana, nella terza parte dell’intervista, Simone ci parlerà di:

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Mag 17

Inauguriamo oggi una serie di interviste con Simone Mulargia, Dottore di Ricerca presso la facoltà di Scienze della Comunicazione (Sapienza Università di Roma).

Simone è un sociologo della comunicazione, esperto conoscitore di videogames (e di tante altre cose che scoprirete) che qualche giorno fa è venuto a trovarci, e a cui abbiamo prontamente sottoposto numerose ed eterogenee domande che spaziavano dalla blogosfera ai nuovi utilizzi dei social sharing.

Quello che vi presentiamo qui di seguito è il risultato dello stimolante confronto con Simone (diviso in tre post per agevolarne la visione).

Brand Care intervista Simone Mulargia, esperto di comunicazione - Parte 1: La blogosfera

Abbiamo iniziato chiedendo a Simone cosa ne pensasse delle potenzialità dei “new” media e dei tanto discussi “contenuti generati dagli utenti”.

La discussione è proseguita poi “entrando” nella blogosfera e analizzando le nuove forme “narrative” presenti in rete: dai diari personali degli adolescenti ai blog di tipo politico e giornalistico:

Ma uno studioso è anche un utente con le proprie passioni:

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Apr 30

Non so se dipenda da un movimento nostalgico o da un concreto (e auspicabile) cambiamento nella logica di relazione umana con i videogames… fatto sta che è un periodo che noto con piacere un nuovo fenomeno, a metà tra body art e ingegneria elettronica: gli “human games”.

via Ict blog

Il sogno di tutti noi giocatori “dipendenti” però (fidatevi, io riesco a essere dipendente di qualsiasi gioco: da Prince of Persia a Tetris sino s GTA San Andreas…) è anche questo: poter finalmente unire l’esercizio fisico a quello mentale e non distinguere un’ora di attività fisica da un’ora di gioco davanti a qualche playstation. Impossibile? Non direi…

via Nòva 24 Ora!Nel frattempo godiamoci i motori di ricerca umani come quello della divertente MsDewey (Live Search, Microsoft), sicuramente più affascinante della barra bianca di Google (ma in quanto ad usabilità…).

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