Nov 01

"Che fare della protesta? Tornare a scuola e STUDIARE, possibilmente evitando di scrivere K cmq tt smp nk in caratteri cirillici o greci…"

(liberamente tratto dal forum di Repubblica)

Sono giorni di ampie e colorate manifestazioni trasversali per la scuola pubblica nelle quali potete incontrare contemporaneamente la vostra vecchia insegnante di latino con bandiera e fischietto e le amiche di vostra sorella con il megafono in mano mentre urlano a squarciagola slogan come "il grembiule mettitelo te".

Quello che più mi ha incuriosito però è l’ampio risalto dato all’aspetto "creativo" (e, per forza di cose, multimediale) della manifestazione.

Solo sulla home di Repubblica è possibile accedere a:

Senza contare i numerosi articoli e approfondimenti vari redatti dai giornalisti della testata.

E senza nemmeno iniziare a citare le decide e decine di blogger che hanno commentato il tutto. A solo titolo esemplificativo e riassuntivo segnalo Akille.net e il suo post sul caso del video del presunto infiltrato dall’esaustivo titolo: "sempre meglio il tubo che la spranga"

infine, la trovata migliore: La Sapienza su eBay. Asta di partenza 3 euro:

Aggiornamento:

Poco prima della pubblicazione del post noto che Repubblica ha raccolto tutto in due macro aree:

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Lug 25

Ieri, su Nova (l’inserto “tecnologico” del Sole24Ore), si parlava (anche) dei Wardrivers, e la giornalista Alessandra Viola partiva da un saggio di Davide Bennato sull’argomento per analizzare il fenomeno.

I wardrivers (semplifico) sono degli hacker notturni automuniti e girovaghi, che con pc portatili e laptop “modificati” vanno alla ricerca di reti wireless da violare, senza però provocare alcun danno sensibile agli utenti.

Davide Bennato (docente all’Università di Roma, La Sapienza) è stato uno dei primi studiosi italiani a raccontare l’etica dei wardrivers e degli hacker e, quando preparavo la tesi, la lettura di questo saggio mi tolse dalla testa molti stereotipi e preconcetti che avevo sedimentato nel corso degli anni.

Su Tecnoetica (il blog di Davide Bennato) trovate, in calce, l’articolo di Alessandra Viola su Nova, mentre qui di seguito il saggio “Culture tecnologiche emergenti. Analisi di una comunità di wardrivers“:

Risorse:

Nova - Il Sole24ore

Wardriving su Wikipedia

Per coloro che volessero approfondire l’argomento oltre al saggio sulla comunità dei wardrivers di Davide Bennato, contenuto nel libro Nuovi media, vecchi media, edito da Il Mulino nel 2008, a cura di Marco Santoro,

consiglio la lettura di PopWar. Il Netattivismo contro l’Ordine Costituito, di Arianna Dagnino e Stefano Gulmanelli, edito da Apogeo nel 2003 che affronta sin dal primo capitolo i fenomeni delle Smart Mobs, dei Wardriver e dei FreeNetwork.

Se poi foste interessati all’etica hacker il riferimento “obbligato” da cui partire è senz’altro L’etica Hacker e lo spirito dell’età dell’informazione, di Pekka Himanen edito da Feltrinelli nel 2003.

E infine, uscendo un po’ fuori dall’argomento (ma nemmeno poi tanto), per coloro che avessero voglia di ripercorrere i processi evolutivi dei sistemi informatici scoprendo che in realtà non è stata solo la tecnologia a determinarne l’evoluzione che conosciamo, ma anche i cambiamenti sociali (e i comportamenti, appunto), è necessario ritornare a Davide Bennato e al suo libro Le metafore del computer, edito da Meltemi nel 2003.

fonte:

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