Dic 02

C’è un gran parlare in giro di come il web amplifichi sindromi ipocondriache. Come? Uno va su Google e scrive sintomi banali come ad esempio "mal di testa", clicca su invio ed ecco che scopre che è affetto da malattie come la gotta, l’ebola o , addirittura, che ha un tumore.

Tanto sembra elevato l’allarme che questa cosa non solo ha un nome: Cybercondria, ma anche importanti ricerche che cercano di spiegarne sintomatologie e possibili cure. Microsoft Research, ad esempio, ha portato a termine un esperimento raccontato qui dal NY Times e qui dal Sole 24Ore

Ecco, io vorrei dire, con le dovute e necessarie precauzioni: si, è tutto vero. Io lo so, sono Ipocondriaco e, anzi, potrei raccontarvi innumerevoli aneddoti di uso distorto del web che ho fatto insieme a Salvatore il mio ex coinquilino con il quale condividevo segretamente le più cupe fobie.

Ma, almeno per quanto mi riguarda, facevo la stessa cosa anche a dieci anni con il Grande-Dizionario-Medico-Illustrato-De-Agostini che era nello scaffale alto della libreria del salotto e che aprivo spesso per controllare sintomi da cui ero affetto. Mi batteva forte il cuore? Tachicardia, ovvio. E così via.

Quello che ho imparato grazie al web però sono questi semplici principi che vorrei condividere con voi:

ATTENZIONE! Queste sono le solite vecchie regolette universali a cui uno dovrebbe attenersi qualsiasi cosa cerchi sul web.

  • Evitate a priori di googlare i vostri sintomi. A meno che non siate anche masochisti. Il che, se siete già ipocondriaci è molto probabile.
  • Se proprio non resistete al suddetto impulso autolesionista imponetevi questo semplice dogma "tutto ciò che leggo potrebbe non essere vero". D’altra parte lo dice anche Wikipedia che non da consigli medici (ne tantomeno di carattere psicologico). E di Wikipedia ci si può fidare.
  • Fidatevi dei siti "ufficiali" e "altamente autoritari".  Un esempio? Con tutto il dovuto rispetto per la community che lo compone, se dovessi controllare dei sintomi forse Yahoo Answers non sarebbe il primo sito su cui andrei… magari mi farei consigliare da altri.
  • Non fidatevi MAI e dico MAI di un solo sito, anche se"ufficiale" e "altamente autoritario". E comunque: almeno tre prima di sprofondare nel panico. Anzi quattro.
  • Se pensate di avere degli attacchi di panico andate nella camera di Salvatore. Lui saprà consolarvi con la sua infallibile tecnica "qualsiasi cosa credi di avere io ne ho una peggiore, ecco guarda cosa ho trovato ieri sera…"
  • Non fate che mi cadete nelle pseudoscienze altrimenti dimostrate di essere degli ipocondriaci poco informati o, peggio, dei neofiti nel campo delle ricerche auto-allarmanti.
  • Se proprio avete deciso che siete affetti da qualche malattia, sceglietene almeno una rara. Vi sentirete pieni di un fascino intellettuale insolito… e finalmente potrete farvi consolare da uno come Salvatore.
  • Chiamate sempre un medico (il mio ne sa qualcosa) oppure,
  • Circondatevi di amici specializzandi in medicina (ovviamente in settori diversi: due gastroenterologi sarebbero inutili, e andrebbero in conflitto tra loro) e invitateli a cena separatamente per poi, a tradimento, riempirli di domande ultra specialistiche facendo finta di parlare del più e del meno. Scusa Federica. Scusa Luigi. Scusa Manuela. Scusa Marina. Evitate però la classica frase: "Sai, a un mio amico è capitato di…" perché tanto non ci cascano più. Sono furbi questi specializzandi.

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Lug 02

Non ho visto il film e amo (di un “puro” amore da spettatore) Naomi Watts e Tim Roth (un po’ di meno Michael Pitt) ma dopo questo trailer la visione del film è leggermente “caricata” e anzi, ora il film avrà una esagerata “ansia da prestazione”:

Ma comunque, ora che ci penso:

1) a me Alex Delarge e i suoi tre drughi hanno inizato a spaventarmi da un pomeriggio del 1994 e non nel 1971. Ma questa, è un’alra storia…

2) Proprio perchè conosco abbastanza bene la loro ultraviolenza sono preparatissimo e, se dovessero veramente arrivare a casa mia non avrei alcun problema perchè ho buttato da anni il dvd di Gene Kelly Cantando sotto la pioggia e ho tutta la discografia di Beethoven pronta…

E ora vediamo cosa ci dirà di nuovo Funny Games

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