Mag 23

Sono anni ormai che, fortunatamente, non ho più a che fare con connessioni preistoriche a 56k. Quelle col cavo del telefono staccato dalla cornetta e inserito nel pc con il numero che si digita e poi si attende, si attende, si attende…

Quando vivevo qui era effettivamente un dramma, considerando il fatto che 56k (tra l’altro teorici…) non riuscivano a garantire le mie esigenze di navigazione (mail e qualche sito), figuriamoci quelle di mio fratello… Se avevo bisogno di sentire qualcuno facevo prima a tirare in cameretta il filo del telefono, chiudere la porta e telefonare.

Ecco perché mi sento molto vicino alle testimonianze che a decine, continuano ad affluire in questi giorni presso il forum di Repubblica: “Banda larga, quanti sono ancora gli esclusi?”.

Invece di considerare la rete come una risorsa essenziale e imprescindibile, proprio come lo sono (o dovrebbero esserlo) in una casa i termosifoni e l’acqua calda, siamo ancora a livelli di frustrazione così diffusi e stratificati da fare spavento. Come parlare di connettività, telelavoro, always on, ecc. ecc. ecc. se uno poi, da casa sua, non riesce nemmeno ad aprire la posta?

Cito da forum:

“Se fossi andato fisicamente a Soci (Arezzo) presso la webfarm di Aruba munito di chiavetta USB con sù tutti i file di cui avevo bisogno, probabilmente avrei fatto prima… Nota: ora di inizio dell’upload: 17.27. Ora di fine dell’upload: alle 20.42 mancano ancora 3 mega da caricare…” [malvenkemo]

Ho provato a fare un giro sul sito della Telecom per informarmi sulle zone “servite” dalla banda larga. Il sito è allegro, colorato e canterino con quella vecchia canzone dei Beatles che ora fa da colonna sonora al loro simpatico spot con le persone che si piegano, avete presente?One, two, three, four can I have a little more? Five, six, seven eight nine ten I love you. A, B, C, D can I bring my friend to tea? E, F, G H I J I love you. Sail the ship, Jump the tree. Skip the rope, Look at me. All together now, all together now, all together now, all together now…”

Probabilmente se avessi avuto una connessione a 56K avrei fatto in tempo a scendere a fare colazione prima di vedere la pagina caricata. Per non parlare della canzone che, forse, non avrei mai sentito. E sarebbe stato proprio un peccato visto che i Beatles sono, da sempre, uno dei miei gruppi preferiti!

Risorse:

Banda larga, quanti sono ancora gli esclusi? - il forum di Repubblica
Telecom - il sito ufficiale

L’immagine del vecchio telefono pubblico della Sip viene da qui

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Feb 29

Nell’epoca del filesharing e dell’iPod (che non sono necessariamente collegati…), delle strategie di vendita e posizionamento dei nuovi prodotti discografici sui mercati internazionali, delle lamentele delle case discografiche e di (alcuni) cantanti, dei pre-ascolti su IBS, e degli ascolti su last.fm, spool.fm, deezler, delle recensioni sui dischi, dei complessi che hanno il proprio myspace in cui puoi ascoltare 3 canzoni ecc. ecc. ecc., esce “Studentessi” - l’ultimo album di Elio e Le Storie Tese -, in edicola con l’Espresso e Repubblica a 14.90 euro… e - come Akille.net -, lo compro immediatamente, senza pensare nemmeno al fatto che ho il lettore CD dell’auto rotto!

E a questo punto ce ne sarebbero di riflessioni da fare… :)

studentessi.jpg

“C’era proprio bisogno di un ennesimo ellepì in un panorama pop ormai saturo in cui l’offerta supera la domanda? Sì. C’era bisogno di ingenerare nell’utente il sospetto che la vita non sia tutta rose e fiori attraverso proposte musicali foriere, e fioriere, di dubbi inquietanti? Sì. Dovevano essere proprio gli Elio e le Storie Tese a farsi carico di tale mole di responsabilità? Sì. E non tanto perché gli altri complessi, da Snoop Dogg a Ludovico Einaudi, avevano altri impegni, quanto perché la posa in opera dell’ellepì STUDENTESSI è da attribuirsi proprio all’ensemble ambrosiano più longevo (toccandosi i maroni) della scena spiritosa nazionale”.

(liberamente tratto dalle news di elioelestorietese.it)

Risorse:

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Set 30

Allora, andiamo con ordine:

L’unione Sarda, pubblica la seguente notizia: un pensionato di Is Mirrionis (Cagliari) ruba, per fame, nel minimarket del suo paesino, pasta e formaggio ma, in ordine: viene sorpreso, perdonato e, attraverso una colletta, addirittura aiutato dai compaesani.

Repubblica (25 settembre 2007) riporta la notizia con tanto di virgolettati commoventi e - diciamola tutta - un po’ patetici.

Questo l’incipit cinematografico della storia, che ricorda una scena di Toto le heroes - un eroe di fine millennio (1991). Avete presente quando la madre del protagonista, in ristrettezze economiche ruba una bistecca di carne nel supermarket? Giunta alla cassa, comincia a sanguinare dalla testa: tutti pensano che sia ferita ma poi scoprono che sotto il cappello ha nascosto proprio la bistecca ancora sanguinante…

Ecco l’incipit:

Vedovo, 75 anni, una magra pensione da ex artigiano come unico reddito, al 25 del mese ha sempre avuto difficoltà ad arrivarci. Nicolò appartiene a quella schiera sempre più grande di anziani che non riescono più a sbarcare il lunario. La fame ieri l’ha spinto a rubare un pacco di pasta e un pezzo di formaggio dagli scaffali del piccolo negozio di generi alimentari sotto casa, a Cagliari. Ma alla cassa la refurtiva gli è scivolata a terra“.

ecco il “piccolo negozio di generi alimentari”:

alimentari

e queste le dichiarazioni della cassiera riportate nell’articolo che lasciano supporre (quantomeno) un’intervista e una relativa verifica degli eventi narrati da parte dell’Unione Sarda: a titolo esemplificativo: “L’ho visto così triste“; “Aveva le lacrime agli occhi. Prima era sempre stato puntuale nei pagamenti. Forse è colpa di questa crisi…“; “Nelle nostre strade sono tante le famiglie [...] che non riescono ad arrivare a fine mese e molto spesso non hanno neppure il denaro per poter comprare qualcosa da mangiare“; ecc.

Insomma: un anziano indifeso che ruba un pacco di pasta e un pezzo di formaggio e la piccola comunità che lo circonda che lo perdona e anzi, lo aiuta facendo una colletta… una storia di altri tempi, con una forte morale e in grado di far scaturire interessanti dibattiti su come-un-povero-vecchio-non-ce-la-fa-più-ad-arrivare-alle-fine-del-mese, su come l’euro-ci-ha-rovinato-a-tutti sul fatto che guardate-cari-politici-che-la-gente- non-ce-la-fa-più.

Materiale in grado di riempire almeno un paio di puntate di talk show serali strappalacrime… ma niente di tutto questo si è verificato a causa di un piccolo inconveniente: la storia del pensionato mariuolo di pasta e formaggio è falsa. Il giornalista dell’Unione Sarda ha infatti inventato ogni particolare.

La notizia si è diffusa con la stessa forza di una leggenda metropolitana ma non era altro che una bufala!

Il giornale EPolis svela che il fatto non è mai avvenuto, che non esiste alcun pensionato e che, addirittura non esiste nemmeno il piccolo supermarket della foto che sembra frutto di una semplice ricerca su Google immagini (e che, ironia della sorte, si troverebbe nientepopòdimenoche in Val d’Aosta).

Conseguenze?

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Set 20

Simpson - The movie (USA 2007) di David Silverman

Data di uscita: 14/09/2007

Visto il: 17/09/2007

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Il senso di grandiosità con cui le major americane presentano i propri prodotti al loro ingresso nel mercato culturale ha da sempre una doppia natura: da una parte essa risveglia costantemente il nostro stupore e la nostra incredulità; dall’altra rafforza il nostro senso di appartenenza a un contesto sociale che di continuo ha bisogno di richiami fittizi, cartooneschi, plastificati.

Come affermava Michele Serra qualche giorno fa sulle pagine di Repubblica, il film sulla famiglia Simpson uscito in Italia qualche giorno fa rappresenta emblematicamente questo fenomeno. I Simpson siamo noi: la nostra voglia di trascendere dalle miserie del quotidiano; la nostra profonda consapevolezza dei difetti, delle debolezze e persino delle marcescenze dell’attuale contesto sociale.

Sociologia e costume a parte, Simpson - Il film è un prodotto secondo me notevole, in grado di apparentare per tutta la sua durata masse di scalmanati fans accorsi in sala per assistere alle gesta dei personaggi di Springfield, i soliti, quelli che seguono da più di vent’anni. Un’autocelebrazione? Sì e no: Matt Groening, il creatore dei pupazzi gialli, assecondando il suo stile, ci avverte da subito che potevamo tranquillamente restarcene a casa a guardare (gratis) un episodio in TV, ben sapendo, d’altra parte, che nessuno di noi avrebbe potuto resistere al richiamo selvaggio di Homer… :)

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Set 19

E’ vero. Ormai è una moda. Tutto cambia. Tutto si rinnova. L’altro ieri L’Espresso, ieri il tg1, oggi Repubblica, uno dei più importanti quotidiani italiani.

I “vecchi” media cercano una nuova “infanzia” cambiando formato, disposizione di contenuti, e linguaggio (al tg1 ad esempio, nei primi minuti si è parlato di blog - altra parola vittima di mode lessicali - almeno tre volte!).

Tutti i media tradizionali sono caduti nella rete del concetto-ombrello “2.0″.

Ed è in questa ottica di cambiamento che deve essere “letta” la nuova versione del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, e d’altra parte basta leggere l’editoriale del direttore Ezio Mauro per comprenderne le motivazioni e tutti i “buoni propositi”.

Secondo me, una delle più grandi conquiste del nuovo quotidiano - oltre all’inserto denominato, appunto, R2 - è la pubblicazione di immagini prese da internet e finalmente “adattate” al cartaceo nel modo giusto: era ora! Non più (si spera) foto allargate oltremisura e orrende gigantografie pixelate…

R2

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Mag 22

Leggo su Repubblica del sondaggio che qualche settimana fa Sky Movies Sci-fi & Horror channel ha fatto in Inghilterra, nel quale si traccia la classifica dei film-tormentone, quelli, per intenderci, che avete visto, rivisto e poi ri-rivisto nuovamente prima di diventare insopportabili cinefili…

I risultati?

Per i maschietti: al primo posto la trilogia di Star Wars, poi Alien e Terminator, poi Blade Runner e Il Padrino.

Per le femminucce invece abbiamo: al primo posto Dirty Dancing, seguito, di nuovo, da Star Wars e poi da Grease, Tutti insieme appassionatamente e Pretty Woman.

Allora, premesso che classifiche del genere sono impossibili (perché devo scegliere il migliore se posso vederli e rivederli tutti e dieci?)…

proviamo a fare un giochetto: elencate i 5 film che vi hanno “ossessionato” da piccoli.

Visto che è solo a scopo di divertimento cercate di essere poco cinefili e molto “viscerali” quindi:

  • Valgono quei film che vi hanno segnato dalla nascita sino a 13-14 anni di età.
  • Non valgono i 10 film già citati sopra (diamo per scontato che facciano parte del background di ognuno di noi)
  • Evitate “titoloni” come 2001, Odissea nello spazio o Hiroshima mon amour… che tanto non ci crede nessuno!
  • Non pensateci per più di 5 minuti, altrimenti voi perdete solo tempo e il gioco perde la sua validità :)

Confesso subito che la mia ossessione cinematografica di sempre (ciò vuol dire da una notte autunnale del 1994-95) è questo film: Toto le heros, un eroe di fine millennio che però non ho mai avuto modo di ri-ri-rivedere perché non sono riuscito più a trovarlo in nessun modo.

Toto le heros, un eroe di fine millennio
…e dunque è fuori dalla classifica!

per il resto ecco i miei 5 film-ossessione (attenzione: non sono in ordine di importanza):

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