Sono un paio di giorni che numerosi blog riportano la notizia della presenza di due tasti della lettera "M" a sfavore di una lettera "B". Guardate la sequenza delle lettere sulla tastiera del nuovo Mac: "V N M M" al posto di "V B N M".
Ecco, ora provate a immaginare la faccia di chi ha appena comprato uno di questi nuovi gioielli.
Continuano, numerosi, gli spot che vedono il povero pc (ma sarà poi così da “sfigati” usare un pc?) soccombere, sotto qualsiasi punto di vista, alle infinite armi di seduzione di un mac che poi, a ben vedere, ce ne sarebbero di soluzioni sia a windows che a mac osx, ma questo certamente non possiamo aspettare che ce lo dica uno spot della apple .
La serie di spot, iniziata ormai da un anno, continua a vivere di vita propria generando emulazioni e definendo un vero e proprio “genere” di spot di tipo comparativo.
Queste le tre nuove storie, sulle quali spicca, triste e malinconico, il blues del pc, composto, probabilmente, dopo essere stato abbandonato dalle cheerleader e (sempre probabilmente) prima di finire in terapia di gruppo con altri pc che si compiacciono di non aver fatto “errori” per ben 1 settimana:
Spopolano nuove enciclopedie di tipo “wiki” che utilizzano la stessa modalità di condivisione del sapere di Wikipedia (cioè contenuti generati dagli stessi utenti).
L’ultima in cui mi sono imbattuto è Chickipedia che ironizza la sua appartenenza e la sua (ancora solo) presunta superiorità rispetto a Wikipedia attraverso questo spot dal sapore Mac vs PC:
per chi di voi non avesse ben chiaro di cosa si occupa, Chickipedia è l’enciclopedia nella quale sono “inventariate” donne (e che donne…) nelle seguenti categorie: Tv, Film, Music, Sport, Fashion, Politics, Business, Misc.
Una veloce ricerca su Chickipedia vi porterà a scoprire indispensabili nozioni come questa: Uma Thurman e Sofie Marceau hanno le stesse “misure” di Marilyn Monroe…
ANTEFATTO
Dopo mesi e mesi di riflessioni ponderate sul “momento storico migliore” per cambiare il mio computer personale sono finalmente giunto alla conclusione che il nuovo MacBook- Intel Core 2 Duo a 2,2GHz - 1GB di memoria - Disco rigido da 120GB - SuperDrive doppio strato era esattamente ciò che faceva al caso mio.
SI, PASSO ALLA MELA
Ieri pomeriggio, pieno di speranze e aspettative mi reco in uno dei più famosi Apple Store di Roma per acquistare quello che già da diversi giorni definivo come “il mio nuovo computer”.
Prima convinco il commesso che il MacBook che voglio è PROPRIO QUELLO che ho visto sul sito (quello con il chip intel Santa Rosa per intenderci… che un mio amico esperto di Linux definisce ironicamente “il nuovo pc della Apple“, ma questa è un’altra storia…) e non QUELLO DI PRIMA CHE E’ IN OFFERTA E CHE “TANTO ALLA FINE E’ UGUALE”.
Poi scelgo il mouse (ma non quello della Apple che ancora non sono un “maniaco del brand”) e una cover rossa per proteggere il mio computer “che non si sa mai”. Pago il conto: 1290 €.
Non ho più un euro ma vado via contento. Aspetto di arrivare a casa per aprirlo. Ceno felice con la certezza che mi ricorderò della serata per un bel po’ di anni!
ORE 21:30: LA TRAGEDIA
Sistemo religiosamente lo scatolone e lo apro delicatamente. Inebriato dal profumo-di-apple sono felice come quando scartai il mio primo computer nel 1991 (un Commodore 64).
Una patina grigia mi separa dall’oggetto che mi accompagnerà per chissà quanti anni (si spera).
Recido l’adesivo che mi avvisa in tutte le lingue di controllare le licenze bla bla bla… estraggo il MacBook. Nell’estrazione un pezzo dell’adesivo si incolla incidentalmente proprio sotto la mela del computer, trascinando una parte consistente di istruzioni in cinese e restando li attaccato. Non ci credo subito: mi ci vogliono 10 minuti.