Nov 26

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Spesso linkiamo spazi web appartenenti a giganti del mercato, a multinazionali o a brand strafamosi che fanno della comunicazione la loro ragione di esistenza.

Oggi, al contrario, voglio segnalare un piccolo sito dedicato a un comune del basso Lazio, su cui spesso mi affaccio, che mi spinge a qualche riflessione sul social networking.

Ragioni biografiche a parte - confesso con piacere che sono vissuto lì fino a pochi anni fa, e lì si trovano ancora i miei genitori -, è interessante notare come il caso del portale di Sonnino (così si chiama il centro in provincia di Latina) sia emblematico dal punto di vista sociologico e comunicativo.

Per questioni legate sostanzialmente al lavoro e all’economia molti membri della comunità sono emigrati, a partire dalla la seconda metà del Novecento e negli ultimi anni, mettendo seriamente in discussione la continuità culturale e il ricambio generazionale sul territorio, come del resto accade in moltissimi paesi del Centro e del Mezzogiorno.

Ebbene, per questi comuni, grazie al web e ai nuovi media, oggi è forse possibile parlare di una “comunità di ritorno”. Molti (ex) concittadini si ritrovano virtualmente, da tutto il mondo, a condividere ricordi, racconti e materiale fotografico, impegnandosi costantemente nel gioco della ricostruzione delle parentele e delle amicizie. A volte a ritrovarsi e confrontarsi sono addirittura emigrati di seconda e terza generazione, i quali danno persino vita a blog e spazi web paralleli in lingua inglese o francese.

Al di là del lato emozionale, in questi contesti si misura realmente la potenza della comunicazione digitale:

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Apr 23

Mio Fratello è figlio unico (2007) di Daniele Luchetti, con Riccardo Scamarcio, Elio Germano, Angela Finocchiaro, Massimo Popolizio, Luca Zingaretti.

Data di uscita: 20 aprile 2007 (cinema)
Visto il: 22 aprile 2007 (cinema)

Vedere Mio fratello è figlio unico a Latina è stata un’esperienza altamente formativa non solo per via dei numerosi, piccoli problemi di visione della sala che avevo completamente rimosso: pellicola saltellante, dolby a tratti inesistente, scortesia dell’esercente ai limiti della tolleranza umana, ma anche e soprattutto per via del pubblico “di provincia” del sabato sera che celebrava la propria città esorcizzando e ridendo (finalmente) dei suoi cliché e luoghi comuni, sebbene poi, di Latina, nel film si vede solo qualche esterno rappresentativo. Una consistente percentuale del suddetto pubblico poi - a cui va tutta la mia più profonda comprensione - era composta da ignari e pazienti fidanzati provenienti da Latina e paesi limitrofi, trascinati al cinema dalle proprie ragazze attratte dai magnetici occhi verdi di Scamarcio-Step-Ho-Voglia-Di-Te.

Mio fratello è figlio unico

Si, è vero, lo confesso, sono andato prevenuto a vedere il film di Luchetti. Vittima anch’io di cliché e luoghi comuni su Latina e su la sceneggiatura del film (stessa squadra de La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana). C’è voluto tutto il primo atto del film per scacciare dalla mente l’idea che Mio fratello è figlio unico fosse una sorta di Meglio gioventù “de noantri, depurata da tutte le implicazioni politico-sentimentali-sociali del modello di riferimento e ricca di comicità con slang romanesco (Latina non ha un dialetto, essendo un melting pot di culture italiche differenti, ma ha da sempre assunto il ruolo di “provincia dell’impero” mutuando dalla capitale tic, comportamenti e linguaggi). Col proseguire delle scene però ho capito che stavo “entrando” del film dalla parte sbagliata e mi stavo ingiustamente pregiudicando la visione.

La storia di Accio/Germano e Manrico/Scamarcio è tratta dal libro il fasciocomunista, vita scriteriata di Accio Benassi, dell’autore pontino Antonio Pennacchi, a cui la pellicola deve sicuramente il contesto sociale e gran parte degli episodi-aneddoti raccontati.

Il film si sofferma principalmente sul rapporto tra i due fratelli basato su categorie di “opposti sentimentali” che vanno dal rigetto all’emulazione. Per questo risulta addirittura commovente il “tema delle botte” come sistema di comunicazione diretto tra i due fratelli, come atto d’amore (e protezione) prima di Manrico nei confronti del fratellino sbandato Accio e poi di Accio nei confronti del fratello maggiore eversivo Manrico.

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