Lug 31

Per un’insolita combinazione, nello stesso giorno della morte di Ingmar Bergman, muore, a Roma, un altro grande “vecchio” del cinema: Michelangelo Antonioni.

Regista, documentarista e sceneggiatore (anche per Rossellini e Fellini), la produzione di Michelangelo Antonioni accompagna e indirizza l’evoluzione del cinema italiano dal secondo dopoguerra.

Tra i suoi film ricordiamo Cronaca di un amore (1950), La signora senza camelie (1953), I vinti (1953), Il grido (1957), L’avventura (1960), La notte (1961), L’eclisse (1962), Il deserto rosso (1964), Blow-up (1966), Zabriskie Point (1970), Professione Reporter (1975).

Per ricordare Antonioni eravamo indecisi nella scelta tra il famoso (e stra-citato) piano-sequenza finale di Professione Reporter , la scena di Blow-up in cui il fotografo si trova nello stesso locale in cui suonano gli Yardbirds, le esplosioni fantasmagoriche e rallentate di Zabriskie Point (su musiche dei Pink Floyd) ma poi, alla fine, abbiamo scelto il videoclip di Fotoromanza, la canzone di Gianna Nannini, di cui Anonioni, nel 1984, curò la regia:

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