Ott 29

Grazie alla festa del cinema di Roma, qui su Via Veneto sono aumentate le già numerose foto di attori e registi: i noti caffè (e ristoranti) che potevano già vantare una loro galleria fotografica non indifferente per motivi di prestigio storico - in fin dei conti è tra i loro tavoli che è nata la “dolce vita” - non hanno fatto altro che implementare le loro “bacheche” con ulteriori volti noti che - presumibilmente - sono passati di li… (c’è chi ha Mastroianni e Fellini, chi Alba Parietti, Magdi Allam e Fausto Bertinotti…)

Quei negozi che invece non possedevano “visitatori” così famosi e autorevoli si sono un po’ arrangiati come potevano e così, solo per fare un esempio, in una vetrina si possono osservare lussuosi (e costosissimi) oggetti in pelle posizionati tra locandine cinematografiche in bianco e nero (avete presente quelle di Charlie Chaplin che si vendono a 5 € su Via del Corso o a Termini o lungo le bancarelle di Piazza della Repubblica? Si, proprio quelle…)

Ma c’è anche chi ha scelto una “terza via” utilizzando come “testimonial involontari” dei loro prodotti, protagonisti del cinema italiano del passato. Me ne sono accorto stamattina. Mentre andavo a prendere un caffè sono passato davanti a questa vetrina e non ho resistito all’impulso di fotografare immediatamente (con il telefonino) una sobria e casta Claudia Cardinale posizionata tra braccialetti, collanine e orologi…

Caludia Cardinale Via Veneto

Ma qual è il messaggio? Forse “in questa vetrina trovi cose che sarebbero state bene addosso a Claudia Cardinale?”. Un po’ debole. Allora ho pensato “Claudia Cardinale è già di per se un “gioiello” e non ha bisogno di indossare nulla, mentre invece tu, povera mortale che guardi la vetrina…”. Se fosse così il corollario sarebbe: “se sei Claudia Cardinale puoi anche vestirti sobriamente, mentre invece se non lo sei… beh, sei davanti al posto giusto…”. Possibile?!? Mi sono girato sovrapprensiero chiedendomi quale altra “figura” avessero scelto - dall’altro lato - per sottolineare il messaggio…

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Lug 31

Per un’insolita combinazione, nello stesso giorno della morte di Ingmar Bergman, muore, a Roma, un altro grande “vecchio” del cinema: Michelangelo Antonioni.

Regista, documentarista e sceneggiatore (anche per Rossellini e Fellini), la produzione di Michelangelo Antonioni accompagna e indirizza l’evoluzione del cinema italiano dal secondo dopoguerra.

Tra i suoi film ricordiamo Cronaca di un amore (1950), La signora senza camelie (1953), I vinti (1953), Il grido (1957), L’avventura (1960), La notte (1961), L’eclisse (1962), Il deserto rosso (1964), Blow-up (1966), Zabriskie Point (1970), Professione Reporter (1975).

Per ricordare Antonioni eravamo indecisi nella scelta tra il famoso (e stra-citato) piano-sequenza finale di Professione Reporter , la scena di Blow-up in cui il fotografo si trova nello stesso locale in cui suonano gli Yardbirds, le esplosioni fantasmagoriche e rallentate di Zabriskie Point (su musiche dei Pink Floyd) ma poi, alla fine, abbiamo scelto il videoclip di Fotoromanza, la canzone di Gianna Nannini, di cui Anonioni, nel 1984, curò la regia:

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Giu 22

Come credo ormai sappiate il nostro ufficio è a Roma in via Veneto (si, proprio la via Veneto di Fellini e della “Dolce vita“). Non è che ci sia ancora la vita mondana degli anni ‘50 ma, nonostante ciò, questa strada concede ancora la possibilità di fare degli incontri tanto meravigliosi quanto inaspettati.

Ieri sono sceso a prendere un caffè e ho visto Lino Banfi seduto in uno dei locali più famosi di questa strada. Sono tornato velocemente in ufficio, ho preso una postcard che ho sempre attaccata sulla mia “bacheca creativa”, l’ho appiccicata su un foglio bianco e sono sceso fiducioso…
e questo è il magnifico risultato:

Autografo Lino Banfi

Notate la firma: prima Lino Banfi e poi, tra parentesi, Oronzo Canà.

Per Lino: non ti “incazzère” se qualcuno sfrutta la tua immagine senza chiederti il permesso come i “disgrazièti” che hanno fatto la postcard usando il tuo Oronzo Canà. Questo aprirebbe discussioni infinite sul diritto d’autore e sullo sfruttamento delle tue commedie, oggi rientrate pienamente nella moda dei “film cult” che continuano ad essere venduti a prezzi esorbitanti in librerie e videoteche, nonostante poi di quei soldi a te andrà sicuramente (e ingiustamente) una parte infinitesima, se non nulla…

Quindi guarda gli aspetti positivi: la realtà è che sei entrato pienamente nell’immaginario collettivo di più di una generazione, hai la possibilità di vederlo e di goderti questo meritato successo.

Grazie Lino,
per tutte le risate che mi hai fatto fare con i tuoi film
e, ovviamente, per l’autografo
:)

Siamo tutti in attesa del ritorno di Oronzo Canà e de L’allenatore nel Pallone 2 che dovrebbe uscire nelle sale per natale 2007.

Mentre aspettate l’allenatore Canà però, passate a trovare Lino Banfi sul suo simpatico blog: una parola è troppa e due sono blog, pieno di racconti, riflessioni, commenti e aneddoti scritti da nonno Lino: non resterete delusi!

Video di Nonno Libero che diventa Oronzo Canà
Una parola è troppa e due sono blog, il blog di Lino Banfi

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