Articles tagged with: Alberto Abruzzese
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E’ on line il terzo numero di Brand Care magazine, la rivista di marketing, tecnologie e …
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Gentili lettori di Brand Care on line,
è con grande piacere che vi presentiamo Brand Care magazine, …
L’industria culturale o, se si vuole, la cultura industriale, sta divenendo sempre più cultura convergente. Jenkins individua alcune sue caratteristiche: essa è
1. innovativa
2. convergente
3. quotidiana
4. interattiva
5. partecipativa
6. globale
7. generazionale
8. ineguale
La serialità è un’altra forma di religione (sero = intrecciare, unire; similmente a religo). A partire dalla fiction televisive generaliste (serie, serial, telefilm) in poi, il consumo delle forme estetiche è divenuto rituale e sequenziale (anche se la sequenzialità si sta perdendo). Le campagne multisoggetto sono un bell’esempio di serialità.
La cultura post-alfabetica (dunque il ritorno all’immagine), i non-luoghi virtuali, le forme contemporanee del desiderio, le immagini, la scrittura e l’integrazione di esse non sembrano poter fare a meno della multimedialità e dell’interattività.
Entrambe nascono dalla crisi dei linguaggi generalisti, che dovendo raggiungere alti standard di uniformità chiedevano un grado di interazione basilare ai soggetti destinatari
La multimedialità è connessa alla natura evasiva (transvasiva) dei prodotti culturali. In un certo senso un solo mezzo non basta più a contenere un messaggio
L’interattività riconduce la comunicazione a un originario bisogno di face to face, di possibilità di interagire con l’altra parte
Il desiderio è il primo motore del consumo (quindi del linguaggio pubblicitario e promozionale). Desiderare è letteralmente de-siderare (fissare le stelle da lontano): il consumo è spinto dal desiderio, dalla brama dell’oggetto pubblicizzato
Lo stile e la moda sono i due fattori che per primi rimettono in discussione il concetto di massa. Lo stile dal punto di vista degli spazi e dei gruppi sociali, la moda dal punto di vista temporale.
Stile deriva da stylos, cioè da acuminato, tagliente: gli stili tagliano, segmentano i pubblici, attribuendogli marche relative alle modalità di consumo dei sottogruppi
Anche la moda segmenta, ma temporalmente: dà l’idea di uno stile di consumo temporaneo, passeggero
Per comunicare e fare marketing è necessario tener conto degli stli e delle mode per parlare ai target e ai sottotarget
La differenza tra immaginazione e immaginario è fondamentale. Anche se entrambi i concetti parlano di ciò che non si vede, la prima non ha una rilevanza sociale, mentre il secondo sì
Per un buon comunicatore o un buon designer entrambi i concetti sono rilevanti, ma è solo tenendo conto delle mappe dell’immaginario che si riesce ad interpretare lo spirito del tempo e a far presa sui pubblici e sui target.







