Set 07

- Lo sbarco sulla Luna ha rappresentato per l’immaginario collettivo mondiale una cesura culturale pressoché unica (insieme forse alle guerre mondiali). È possibile, come per gli eventi epocali, distinguere tra un prima e un dopo l’allunaggio.
- L’abbandono della Terra da parte delle astronavi, e quindi la visione del nostro pianeta da un punto di vista esterno ad esso ha fatto in modo che iniziassimo a considerarlo come un territorio circoscritto in cui vivere, come una casa
- E proprio la consapevolezza della sua limitatezza territoriale ci ha portato a porci il problema della sua conservazione: il genere umano non ha un’altra casa in cui andare. Nasce e si sviluppa l’ecologia (da oikos = casa), che tanta importanza ha assunto e assumerà nei prossimi anni per la comunicazione
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L’industria culturale 16 - Motorizzazione dei corpi e atrofia dell’esperienza
L’industria culturale 15 - Metropoli
L’industria culturale 14 - Miti moderni e divismo
L’industria culturale 13 - Avanguardia e massificazione
L’industria culturale 12 - Morte dell’arte
L’industria culturale 11 - Seduzioni Visive
L’industria culturale 10 - Mercati / fiere / mostre / grandi esposizioni universali
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Tags: Alberto Abruzzese, Ecologia, Industria culturale, Luna, Vincenzo Bernabei
Ago 10

- In altri termini l’industria culturale, soprattutto in Occidente, traduce in termini collettivi quello che in pochi (gli artisti delle avanguardie) avevano provato a esprimere storicamente e sociologicamente, oltre che a livello estetico.
- La cultura di massa non è che la prova di tale traduzione. Gli orizzonti di fruizione si dilatano e l’opera d’arte ”esce fuori dalla cornice” per penetrare nelle città, nella quotidianità, nei cinema, sulla stampa (sotto forma di pubblicità), successivamente nella televisione.
- Non si potrebbe parlare di pubblicità e di marketing tralasciando l’importanza della cultura di massa. Essa è il luogo in cui la comunicazione ha potuto svilupparsi dall’Ottocento a oggi.
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L’industria culturale 12 - Morte dell’arte
L’industria culturale 11 - Seduzioni Visive
L’industria culturale 10 - Mercati / fiere / mostre / grandi esposizioni universali
L’industria culturale 9 - Non luoghi
L’industria culturale 8 - Immagini e modernità
L’industria culturale 7 - Iconofilia e iconoclastia
L’industria culturale 6 - Scrittura
L’industria culturale 5 - Stampa
L’industria culturale 4 - Lavoro/non lavoro/festa
L’industria culturale 3 - Rivoluzione industriale
L’industria culturale 2 - Industria culturale
L’industria culturale 1 - Evasione: Orfeo e Euridice
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Web Media Design - il master a cura dello IED
Tags: Alberto Abruzzese, Avanguardie, Industria culturale, Vincenzo Bernabei
Lug 13

- È lo studioso Marc Augé a introdurre il concetto di non-lieu, non luogo per indicare gli spazi della modernità in cui i soggetti perdono i consueti riferimenti oggettuali, e con essi il legame alla sfera del fattuale.
- Il non-luogo è lo spazio de-territorializzato in cui si sta per desiderare, per sognare, per farsi rapire lo sguardo, e dunque anche per consumare. Sono stati di volta in volta definiti non-luoghi le stazioni, gli aeroporti, gli Autogrill, i musei di nuova generazione, e in generale i luoghi di passaggio.
- Anche il web è un non-luogo, e comunicare in rete vuol dire sottostare alle regole dell’astrattezza, dello spaesamento testuale e iconografico.
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L’industria culturale 7 - Iconofilia e iconoclastia
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L’industria culturale 5 - Stampa
L’industria culturale 4 - Lavoro/non lavoro/festa
L’industria culturale 3 - Rivoluzione industriale
L’industria culturale 2 - Industria culturale
L’industria culturale 1 - Evasione: Orfeo e Euridice
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Giu 22
Proseguono le riflessioni sull’industria culturale tratte dalle lezioni tenute da Vincenzo Bernabei e Alessandra Colucci presso il Master IED “Web Media Design“.

- La vicenda dell’industria culturale moderna e contemporanea è interpretabile attraverso la vicenda della scrittura. La cultura orale è propria delle comunità premoderne, mentre con l’avvento della società di massa si ha bisogno di un codice in grado di esprimere l’astrattezza, di ampliare la concettualità al fine di rappresentare items non direttamente connessi ad oggetti e icone. Nell’Ottocento e nel Novecento, quindi, la scrittura – di pari passo con l’alfabetizzazione – rappresenta la possibilità di liberare l’espressione dalla referenza oggettuale.
- Con la comunicazione postgeneralista, che è più interattiva e più settorializzata, e il digitale, tuttavia, l’immagine riconquista una importanza vitale. L’alfabetizzazione dei target, nel senso di competenza testuale, non coincide più con l’alfabetico. In questo senso risulta fondamentale il ruolo del linguaggio pubblicitario.
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L’industria culturale 5 - Stampa
L’industria culturale 4 - Lavoro/non lavoro/festa
L’industria culturale 3 - Rivoluzione industriale
L’industria culturale 2 - Industria culturale
L’industria culturale 1 - Evasione: Orfeo e Euridice
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Giu 15
Proseguono le riflessioni sull’industria culturale tratte dalle lezioni tenute da Vincenzo Bernabei e Alessandra Colucci presso il Master IED “Web Media Design“.

- La stampa è fondamentale per la comunicazione contemporanea soprattutto sotto tre aspetti: economizzazione dei processi produttivi (penny press), standardizzazione e industrializzazione della comunicazione, consapevolezza dell’appartenenza sociale e nazionale.
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L’industria culturale 4 - Lavoro/non lavoro/festa
L’industria culturale 3 - Rivoluzione industriale
L’industria culturale 2 - Industria culturale
L’industria culturale 1 - Evasione: Orfeo e Euridice
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Giu 08
Proseguono le riflessioni sull’industria culturale tratte dalle lezioni tenute da Vincenzo Bernabei e Alessandra Colucci presso il Master IED “Web Media Design“.

- Dalla rivoluzione industriale in poi la scansione del tempo dei soggetti cambia. Se precedentemente non esisteva il tempo di non lavoro, o era molto ridotto, ora è essenziale non solo per i consumatori, ma anche per chi produce: il prodotto deve essere consumato, quindi i lavoratori devono avere il tempo libero (dal lavoro) per farlo.
- Per questo il tempo di non lavoro assume una vera e propria centralità culturale, e la dimensione del rito e della festa cambiano di prospettiva. Se prima il rito e la festa erano legati alla religione e alla ridefinizione dei ruoli nelle società rurali, ora in un certo senso è il consumo la vera religione (religo è legare, costruire legami sociali, comunità).
Gli “appunti” qui presentati si ispirano liberamente al lavoro di Alberto Abruzzese e Davide Borrelli L’Industria culturale. Tracce e immagini di un privilegio.
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L’industria culturale 3 - Rivoluzione industriale
L’industria culturale 2 - Industria culturale
L’industria culturale 1 - Evasione: Orfeo e Euridice
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