Mag 07

Ogni film è necessariamente da ritenersi un prodotto e chiunque si occupi di cinema, ma vale per gli audiovisivi in genere, dovrebbe abituarsi a parlare di “prodotto filmico”.

PERCHÉ?

Perché è nella sua natura: la nascita dell’audiovisivo è stata la nascita del primo prodotto culturale riproducibile all’infinito senza che si possa distinguere tra originale, prototipo e copia, nonché frutto del lavoro coordinato di diversi soggetti creativi che divengono autore collettivo dell’opera.

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Apr 30

Mi pare ci sia parecchia confusione riguardo cosa sia il Brand.

Innanzitutto, a mio avviso, occorre fugare ogni dubbio su alcuni luoghi comuni rispetto a tale argomento…

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Gen 03

Il marketing vede spesso le sue teorie associate a dei numeri chiave.

A partire dalle 4 P del marketing mix
1. Product - 2. Price - 3. Place (distribution) - 4. Promotion

…che si ribaltano nelle 4 C del marketing mix se si considera il punto di vista dell’acquirente
1. Costumer value - 2. Cost - 3. Convenience - 4. Communication

si passa alle 4 S del viral marketing
1. S
esso - 2. Splatter - 3. Sadismo - 4. Stronzate

…fino a giungere alle 7 T del marketing utopico
1. T
alk - 2. Try - 3. Tell - 4. Test - 5. Trust - 6. True - 7. Transparency

Il “tour” si potrebbe concludere con i 10 peccati capitali del markeyting


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1. L’impresa non è sufficientemente focalizzata sul mercato e “cliente-centrica”
2. L’impresa non conosce a fondo i clienti obiettivo
3. L’impresa deve definire e monitorare meglio i concorrenti
4. L’impresa non ha gestito adeguatamente i rapporti con gli stakeholder
5. L’impresa non riesce ad individuare nuove opportunità
6. La pianificazione di marketing dell’impresa è inadeguata
7.
Le politiche aziendali relative a prodotti e servizi devono essere integrate
8. Le capacità comunicative e di costruzione del marchio sono insufficienti
9. L’impresa non è organizzata per attuare un’efficace strategia di marketing
10. L’impresa non ha tratto tutti i possibili benefici dalla tecnologia

Allora mi sono chiesta: qual è la mia visione “in numeri” del marketing?

Ecco le 9 fasi del marketing care

1. Feel - sentire, percepire la “situazione in esame” così da diventarne parte

2. Observe - analizzare le percezioni insieme ai dati oggettivi per avere, oltre a una “fotografia” del presente, una visione completa e complessiva del pregresso

3. Aim - stabilire una direzione, delle prospettive, una serie di obiettivi da raggiungere, stabilire una timeline e fissare alcune deadline di controllo

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Dic 11

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Ormai per gli operatori del settore conoscere e praticare il marketing non convenzionale, vale a dire l’insieme delle forme di visibilità e comunicazione di brand non appartenenti alla filiera classica, è - giustamente - una questione di vita o di morte.

Gli spazi tradizionali sono spesso saturi, i loro costi esorbitanti, le dinamiche di definizione ed evoluzione dei consumi sempre più complesse; quindi il viral marketing, l’ambient, il guerrilla, il direct, il geolocalizzato, e tutte quelle etichette che per qualcuno sono riconducibili al macroinsieme di “marketing postmoderno” (aggettivo che negli ultimi anni - diciamocelo - spesso serve a definire tutto ciò che è non-facilmente-definibile) possono effettivamente rappresentare delle valide alternative di linguaggio. Eppure sento che qualcosa non va…

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Dic 04

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Dal 5 al 21 dicembre a Milano, presso la sede dell’AIAP (associazione italiana per la progettazione della comunicazione visiva), sarà allestita la mostra “Creatives are bad”, di cui in passato avevamo parlato su questo blog. Continua, dunque, in tutta Italia, il tour della comunicazione rifiutata a cui partecipa anche Queimada. Se passate di lì e siete appassionati di marketing e pubblicità, fateci un salto!

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Nov 26

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Spesso linkiamo spazi web appartenenti a giganti del mercato, a multinazionali o a brand strafamosi che fanno della comunicazione la loro ragione di esistenza.

Oggi, al contrario, voglio segnalare un piccolo sito dedicato a un comune del basso Lazio, su cui spesso mi affaccio, che mi spinge a qualche riflessione sul social networking.

Ragioni biografiche a parte - confesso con piacere che sono vissuto lì fino a pochi anni fa, e lì si trovano ancora i miei genitori -, è interessante notare come il caso del portale di Sonnino (così si chiama il centro in provincia di Latina) sia emblematico dal punto di vista sociologico e comunicativo.

Per questioni legate sostanzialmente al lavoro e all’economia molti membri della comunità sono emigrati, a partire dalla la seconda metà del Novecento e negli ultimi anni, mettendo seriamente in discussione la continuità culturale e il ricambio generazionale sul territorio, come del resto accade in moltissimi paesi del Centro e del Mezzogiorno.

Ebbene, per questi comuni, grazie al web e ai nuovi media, oggi è forse possibile parlare di una “comunità di ritorno”. Molti (ex) concittadini si ritrovano virtualmente, da tutto il mondo, a condividere ricordi, racconti e materiale fotografico, impegnandosi costantemente nel gioco della ricostruzione delle parentele e delle amicizie. A volte a ritrovarsi e confrontarsi sono addirittura emigrati di seconda e terza generazione, i quali danno persino vita a blog e spazi web paralleli in lingua inglese o francese.

Al di là del lato emozionale, in questi contesti si misura realmente la potenza della comunicazione digitale:

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Nov 05

Dopo l’emotional branding, l’experiential marketing e il marketing aesthetics, ecco che si fa largo una nuova tendenza, quella dell’ecological branding. Vediamo le pompe di benzina Erg dipingersi di verde, Wpp Group che per farsi perdonare delle emissioni di CO2 prodotte dalla compagnia finanzia progetti verdi… e il Vaticano che per espiare le proprie colpe per le emissioni di anidride carbonica ha piantato un bosco di 15 ettari in Ungheria!

Tra allarmismi e previsioni di catastrofi naturali che potrebbero abbattersi su di noi da un momento all’altro la rivoluzione verde sembra essere in atto…

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Già l’anno scorso la pubblicità di Marithè + François Girbaud recitava: “Madre Natura se ne frega dei vestiti che portiamo, dei nostri portafogli sempre più gonfi, dei nostri diplomi e delle nostre priorità. Si vendicherà senza pietà”. Da qui l’eco trend ha investito non pochi brand.
Diesel ha lanciato una campagna che definirei “apocalittica”, rappresentando gli effetti del surriscaldamento della Terra: la Cina diventa un immenso deserto, la Tour Eiffel una foresta equatoriale, New York è sommersa dalle acque, Piazza San Marco a Venezia si riempie di pappagalli e l’Europa si trasforma in una giungla.

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Ott 22

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Sarà per il fatto che a volte in Italia i comici - come Beppe Grillo - hanno più autorevolezza di alcune istituzioni (e magari di questo parleremo in un apposito post); sarà perché in pochissimo tempo c’è stata una sorta di “rivolta virtuale” dei blogger… Fatto sta che il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, scrive sul suo blog che il ddl sull’editoria - di cui avevamo parlato l’altro ieri - contiene “un errore da correggere”. In altri termini la norma, secondo lui, risulta ambigua, quanto meno rispetto all’iscrizione al Roc per i blog, e questo - come detto - dopo le proteste di Beppe Grillo, Giuseppe Giulietti (Articolo 21) e di molti blogger.

Sempre per il ministro, il ddl «va corretto perché‚ la norma sulla registrazione dei siti internet non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive». Appunto…

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Ott 20

Aldo Fontanarosa, giornalista di Repubblica, che chi - come me - ha frequentato la facoltà di Scienze della Comunicazione a La Sapienza di Roma ricorderà sicuramente per le sue lezioni, ha dato notizia di un “inquietante” (almeno per i blogger) disegno di legge sull’editoria.

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In sostanza, il Governo ha deciso di concepire delle regole nel settore della comunicazione on line, includendo nella dicitura “Attività editoriale” tutte le pubblicazioni che utilizzano Internet come mezzo di diffusione principale. In particolare, a quanto pare tutti gli spazi web che pubblicano notizie dovranno sottostare a un regime burocratico del tutto simile a quello che attualmente vige nell’editoria tradizionale. Sarà predisposto un particolare registro di iscrizione facente capo all’Autorità per le Comunicazioni, e verrà istituito un iter - più o meno tortuoso - per fare in modo che ogni soggetto in causa sia iscritto in quello che si profila come un vero e proprio “ufficio anagrafe” del web.

Al di là della giustezza del principio (si potrebbe discutere a lungo su cosa significhino le parole “editoria”, “pubblicazione” e “notizia” nell’attuale panorama sociale e tecnologico) colpisce l’inadeguatezza, a mio avviso, dell’obiettivo finale di un tale provvedimento. Regolamentare le modalità di espressione nella Rete, infatti, non può certo significare applicare acriticamente degli strumenti che (forse) possono ancora andar bene per i circuiti di informazione tradizionale… La velocità di trasmissione dei contenuti, la non verificabilità assoluta delle fonti e il processo di deterritorializzazione e smaterializzazione che investono il modo di comunicare contemporaneo, suggerirebbero probabilmente di approntare metodi e strumenti altrettanto innovativi.

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Ott 19

Il genere satira rappresenta una delle principali attrazioni del cinema - il mezzo che più di ogni altro ha dimostrato di sapersi e volersi autocitare -, tanto dal punto di vista dell’immaginario (si pensi a un capolavoto classico come Frankenstein Junior), quanto sotto l’aspetto economico e industriale/seriale (basterebbe citare la fortunata saga di Scarymovie). Senza parlare delle meravigliose performances tutte italiane di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, i quali hanno spopolato per anni con titoli come Farfallon, Il bello, il brutto e il cretino, L’esorciccio, I barbieri di Sicilia, Pugni, pupe e marinai, Brutti di notte, Indovina chi viene a merenda?, ecc…).

Volendo affrontare la questione attraverso un approccio più “epistemologico” ci sarebbe da riflettere sul fatto che ogni mezzo di comunicazione dispone, in verità, di svariati modi di riprendere e riconsiderare i testi classici, riproponendone l’essenza tramite affinità stilistiche, estetiche o letterarie (anche il fumetto, ad esempio, ha molto da dirci su questo: si pensi, oltre che ai celeberrimi Paperinik e Superpippo, al Rat-man di Leo Ortolani).

Quello che (molto meno noiosamente) ho intenzione di fare qui è segnalare un simpaticissimo sito in cui in soli 30 secondi sono rese in cartoon le trame dei più famosi film. I protagonisti sono… conigli - la galleria si chiama, appunto, The 30-Second Bunnies Theatre Library - e vi assicuro che le parodie di Kill Bill, di Casablanca, de L’Esorcista e di King Kong vi faranno sorridere anche nel bel mezzo di una terribile giornata d’ufficio ;)

Visitate The 30-Second Bunnies Theatre Library (Angry alien productions)