Set 05

Questa si che potrebbe essere una bella notizia: “All’IFA è riapparso un marchio storico: Commodore, che propone un netbook che fa concorrenza a Eee PC e Aspire One.

Ecco il nuovo, impronunciabile, portatile Commodore: UMMD 8010/F

Certo, visto così (e lette le caratteristiche tecniche) non sembrerebbe avere nulla di speciale ma quelli della Commodore lo sapranno che i loro prodotti hanno un’eredità impegnativa da rispettare fatta di innovazione, usabilità e diffusione di massa (il Commodore 64 fu il primo personal computer domestico):

Ma sì, ma sì che lo sanno. Speriamo.

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Ago 30

E’ andata più o meno così: qualcuno,  nella redazione di Bloomberg (famoso canale USA dedicato alla finanza) stava aggiornando il coccodrillo su Steve Jobs (sapete quei pezzi che si scrivono prima che un VIP muoia così da averli sempre aggiornati e pronti per l’evenienza?).

Insomma un attimo di distrazione e probabilmente il giornalista in questione invece di cliccare su “salva e continua” ha cliccato su “pubblica” e la notizia che Steve Jobs era morto ha viaggiato sul web, più o meno, alla velocità della luce.

La notizia poi è stata prontamente ritirata e smentita ma si sa, da quando ci sono di mezzo questi maledetti blogger uno non può più nemmeno fare un errore che subito lo viene a sapere tutto il mondo.

Risorse:

Se interessa, qualcuno qui ha addirittura fatto in tempo a copiare/incollare il necrologio che suppergiù, sarà rimasto pubblicato per circa un minuto.

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Giu 23

Ora non avrò più scuse per dimenticare le cose. E per una distratta cronica come me è una salvezza: cari vecchi foglietti gialli addio, anche perché poi, puntualmente, dimenticavo anche loro!

Da semplici foglietti sparsi dappertutto a tavolette su cui scrivere messaggi che arrivano direttamente via sms o sul computer… fantastico!

Possiamo lasciarli veramente ovunque perché sono immediatamente rintracciabili e consultabili in qualunque posto: tra le pagine di un libro, sullo sportello del frigorifero,  in bagno… possono essere anche archiviati con parole chiave, tipo “appuntamento”, “riunione”, “anniversario”, “spesa”, ecc.

Inventati nei laboratori del MIT-Massachussetts Institute of Technology sono stati soprannominati Quickies.

fonte: airone

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Giu 16

Significa “beni senza etichetta” ed è considerato il simbolo del design no logo.

Che NO LOGO proprio non è
Inizialmente era un progetto nato all’interno di una catena di negozi giapponese SEIYU per creare linee di articoli da contrapporre alle grandi marche.
Nato come il regno del prodotto funzionale, ora è diventato un brand molto ricercato.

A dimostrazione che la grande facoltà narrativa dei prodotti e della filosofia che li concepisce, può raccontare nuove ed entusiasmanti storie, consentendo la costruzione di un’identità di marca.
Muji si differenzia per il concept che propone, per i prodotti diventati ormai simbolo di un lifestyle. Oltre ad essere molto belli e di classe, gli oggetti Muji, tendono a mettere in risalto alcuni bisogni dei consumatori moderni, come l’esigenza di relax e di protezione, proponendo loro spunti per i diversi acquisti. Chi è attratto dal prodotto raffinato, chi ne riconosce la bellezza nella sua semplicità, chi invece ne apprezza il grande valore ecologico.
Oggetti tecnologici, accessori per uomo e donna, articoli casalinghi e di cancelleria, lettori cd da parete, abbigliamento, oggetti d’arredo e da regalo, sono pensati per offrire al cliente il massimo confort nell’utilizzo.
Lo store riflette la filosofia del marchio, che è quella della semplicità ed eleganza: materiali naturali e spesso riciclati, tinte sobrie, scaffali grafici in ferro nero, rigorosità giapponese.

Attualmente in Giappone Muji vende più di 5.000 prodotti diversi.
Il brand giapponese, di fama mondiale grazie ai suoi punti vendita nelle principali capitali quali Londra e Parigi, New York, in Italia è presente a Milano e Torino, considerate città sempre in movimento.
Nella Grande Mela i negozi Muji sono entrambi ospitati all’interno dei MoMA store, le location che il museo più famoso di Manhattan utilizza per fare merchandising e sfruttare il suo celebre brand.
In Italia è prevista l’apertura di altri store.
Sarà la risposta tutta giapponese alla Svezia? Staremo a vedere…

fonte:

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Mag 07

Ogni film è necessariamente da ritenersi un prodotto e chiunque si occupi di cinema, ma vale per gli audiovisivi in genere, dovrebbe abituarsi a parlare di “prodotto filmico”.

PERCHÉ?

Perché è nella sua natura: la nascita dell’audiovisivo è stata la nascita del primo prodotto culturale riproducibile all’infinito senza che si possa distinguere tra originale, prototipo e copia, nonché frutto del lavoro coordinato di diversi soggetti creativi che divengono autore collettivo dell’opera.

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Apr 30

Mi pare ci sia parecchia confusione riguardo cosa sia il Brand.

Innanzitutto, a mio avviso, occorre fugare ogni dubbio su alcuni luoghi comuni rispetto a tale argomento…

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Apr 12

Gli inguaribili romantici che hanno gradito l’idea dei lucchetti dell’amore, diventati tanto famosi, purtroppo (o per fortuna), grazie a Moccia e Scamarcio (che tra l’altro sono ben distanti dall’essere gli autori di questa tradizione, dato che quando i primi innamorati capitolini - e non solo - si scambiavano promesse d’affetto senza fine a Ponte Milvio, i nostri due amici, probabilmente, dovevano ancora nascere!) non possono non visitare il sito lucchettipontevilmio.com .

Questo sito infatti permette a chiunque, in qualsiasi parte del mondo, di attaccare, virtualmente s’intende, il proprio lucchetto al luogo divenuto simbolo dell’amore eterno: Ponte Milvio e i suoi lampioni.

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Se il motivo che ha portato alla realizzazione di questo portale sia quello di soddisfare le esigenze dei fidanzatini di tutto il globo, la volontà di tutelare il bene culturale “alleggerendo” il peso dei lampioni (e dell’amministazione comunale!) o banalmente un’insolita operazione pubblicitaria di un gruppo dei creativi… poco importa. Ciò che conta, ovviamente, è il risultato.

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In questo modo ognuno può vivere la sua esperienza romantica come preferisce: può decidere in quale momento della giornata recarsi sul ponte, può ascoltare il suono del Tevere che scorre lì sotto, può scrivere la sua promessa e gettare la chiave in acqua. Oltre a questo, che potrebbe essere definito come il core business del portale, il sito propone

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Mar 31

Quando si passeggia su Via Veneto, da sempre culla della Dolce Vita romana, il locale che più attrae lo sguardo è sicuramente Doney.

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A iniziare dalla cura con cui è organizzato lo spazio antistante il locale, sia che si vada per prendere un aperitivo o un semplice caffè nella zona lounge bar, sia che si voglia cenare nella parte riservata al ristorante, quel che innanzitutto colpisce è l’arredamento: se lo si guarda attentamente si nota che, dati gli elementi che lo compongono, veramente facile sarebbe stato scadere nel kitsch e nel cattivo gusto, ma da Doney la contaminazione stilistica delle componenti d’arredo è tanto sapientemente dosata da incarnare il sublime.

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Dalla magnificenza delle applique e dei lampadari a forma di cascate di cristallo alla semplicità minimalista delle sedute in cuoio, tutto è in perfetto equilibrio nel creare l’avvolgente atmosfera completata dal sottofondo musicale.

L’altra sera ho avuto anche l’occasione di testare la cucina del ristorante Doney rimanendo affiascinata tanto dalla presentazione dei piatti quanto dal trionfo di sapori egregiamente accostati: misto di antipasti di mare “Mare Nostrum”, ravioli di aragosta con zucca e spinaci, boccone di dentice alla griglia con parmigiana di melanzane e zucca, torta di zucca e cioccolato con Barolo Chinato pasteggiando con un Müller Thurgau che sottolineava le delicate tonalità dei cibi. Un bicchiere di Porto Sandeman per chiudere la serata.

La ricercatezza e la classe della composizione delle portate, la creatività degli accostamenti senza la rinuncia ai sapori della tradizione, il sublime del contesto, l’atmosfera soffusa e rilassante, insieme all’inappuntabilità e alla discrezione del servizio, fanno della cena al Doney un’esperienza unica per chi ha gusti raffinati!

Mar 28

In questo video dal design di uno storyboard animato ho trovato la perfetta sintesi, resa ancora più affascinante dalle immagini semplici e “pastellate”, del rapporto che vorrei poter avere con la tecnologia

Per quanto mi riguarda, se aggiungessero tra le utilities anche il teletrasporto, sarebbe la perfezione! ;)

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Mar 19

Brand Care ricorda il geniale autore del ciclo “Odissea nello spazio“, e di “Rama“, e di innumerevoli altri romanzi (e racconti) attraverso le sue tre leggi sulla previsione:

“Quando un anziano affermato scienziato dichiara che qualcosa è possibile, ha quasi certamente ragione; quando dichiara che qualcosa è impossibile, ha probabilmente torto”

“L’unico modo di scoprire i limiti del possibile è avventurarsi un poco oltre, nell’impossibile”.

“Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia”.

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Su You Tube potete ascoltare le riflessioni di Clarke per il suo novantesimo compleanno (dicembre 2007) e sul Disinformatico di Paolo Attivissimo potete leggerne la traduzione.

Qui invece trovate tutti i suoi libri tradotti in italiano:

Risorse:

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