La cultura post-alfabetica (dunque il ritorno all’immagine), i non-luoghi virtuali, le forme contemporanee del desiderio, le immagini, la scrittura e l’integrazione di esse non sembrano poter fare a meno della multimedialità e dell’interattività.
Entrambe nascono dalla crisi dei linguaggi generalisti, che dovendo raggiungere alti standard di uniformità chiedevano un grado di interazione basilare ai soggetti destinatari
La multimedialità è connessa alla natura evasiva (transvasiva) dei prodotti culturali. In un certo senso un solo mezzo non basta più a contenere un messaggio
L’interattività riconduce la comunicazione a un originario bisogno di face to face, di possibilità di interagire con l’altra parte
Il desiderio è il primo motore del consumo (quindi del linguaggio pubblicitario e promozionale). Desiderare è letteralmente de-siderare (fissare le stelle da lontano): il consumo è spinto dal desiderio, dalla brama dell’oggetto pubblicizzato
Lo stile e la moda sono i due fattori che per primi rimettono in discussione il concetto di massa. Lo stile dal punto di vista degli spazi e dei gruppi sociali, la moda dal punto di vista temporale.
Stile deriva da stylos, cioè da acuminato, tagliente: gli stili tagliano, segmentano i pubblici, attribuendogli marche relative alle modalità di consumo dei sottogruppi
Anche la moda segmenta, ma temporalmente: dà l’idea di uno stile di consumo temporaneo, passeggero
Per comunicare e fare marketing è necessario tener conto degli stli e delle mode per parlare ai target e ai sottotarget
La differenza tra immaginazione e immaginario è fondamentale. Anche se entrambi i concetti parlano di ciò che non si vede, la prima non ha una rilevanza sociale, mentre il secondo sì.
Per un buon comunicatore o un buon designer entrambi i concetti sono rilevanti, ma è solo tenendo conto delle mappe dell’immaginario che si riesce ad interpretare lo spirito del tempo e a far presa sui pubblici e sui target.
Lo sbarco sulla Luna ha rappresentato per l’immaginario collettivo mondiale una cesura culturale pressoché unica (insieme forse alle guerre mondiali). È possibile, come per gli eventi epocali, distinguere tra un prima e un dopo l’allunaggio.
L’abbandono della Terra da parte delle astronavi, e quindi la visione del nostro pianeta da un punto di vista esterno ad esso ha fatto in modo che iniziassimo a considerarlo come un territorio circoscritto in cui vivere, come una casa
E proprio la consapevolezza della sua limitatezza territoriale ci ha portato a porci il problema della sua conservazione: il genere umano non ha un’altra casa in cui andare. Nasce e si sviluppa l’ecologia (da oikos = casa), che tanta importanza ha assunto e assumerà nei prossimi anni per la comunicazione
I mezzi di trasporto a motore hanno rivoluzionato la percezione dei soggetti osservatori. Raymond Williams ha parlato di privatizzazione mobile e di sguardo panoramatico (messo in relazione anche a quello cinematografico)
Colui che guarda muovendosi (o che guarda corpi in movimento) tende ad espellere il proprio corpo dalle forme d’esperienza che compie: lo isola, lo tralascia, fino – al limite – a renderlo atrofico (si pensi all’esperienza televisiva, al cinema, alla consolle, al pc)