Durante la mia rassegna mattutina di feed rss leggo, con molto interesse, un post sul successo di Facebook suTecnoetica e una curiosa e altrettanto interessante notizia sugli usi dello stesso social network sulDisinformatico.
Sarei molto curioso di conoscere meglio Facebook ma credo che ancora non sia arrivato il momento giusto per fare il grande passo.
Ho scoperto infatti casualmente che su Facebook esiste un mio omonimo, anche coetaneo e, incredibile, con i miei stessi interessi che è diventato amico di persone che normalmente frequento nella vita tridimensionale (anche mio fratello per un periodo è stato suo amico convinto che fossi io…).
Ora la mia tragica condizione è bene espressa dall’account di default che la gmail ha aperto mesi fa per conto mio su Orkut (il social network di Google che non ho mai aggiornato) nel quale, impietosa e tragica regna una scritta che rappresenta il mio rapporto attuale con i social network: "non hai ancora aggiunto alcun amico".
Il fatto è che il web è troppo piccolo per due omonimi coetanei dagli stessi interessi e che hanno gli stessi amici…
Da una recente ricerca sembra che le grandi aziende non usino (ne intendano usare) social netwok.
Ora, uno non è che si aspetta di trovare su Facebook tutti gli amici di un grande manager (anche se…) o le foto della sua famiglia su Flickr (figuriamoci), ma almeno un profilo sintetico e qualche informazione su Linkedin, ad esempio, non sarebbe così controproducente (ne porterebbe via tempo prezioso).
Ecco Lively, il social network in tre dimensioni realizzato da Google:
Se avessi una vita parallela sicuramente sarei dentro Lively già da una settimana e, anzi, lo saprei usare anche benissimo dato che, sempre se avessi una vita parallela, avrei già da un paio danni una residenza stabile e innumerevoli amici su Second Life.
Terminano oggi le riflessioni sul web di Simone Mulargia, Dottore di Ricerca presso la facoltà di Scienze della Comunicazione (Sapienza Università di Roma). Oggi Simone ci parlerà del rapporto tra fiction tv e file sharing e dell’utilizzo che fa degli istant messenger:
Un doveroso ringraziamento ovviamente a Simone Mulargia che si è dimostrato estremamente disponibile (e paziente) alle nostre numerose domande.
Il mio amico Stevetk mi segnala un interessante social networking tutto italiano: My Open City (per gli amici MOC) dove è possibile condividere pensieri e stati d’animo associandoli non solo alle emoticons ma anche ai luoghi della mappa.
Un interessante modo per farsi conoscere (per i più svariati motivi) utilizzando la geolocalizzazione per segnalare luoghi significativi (chi di voi non ha una spiaggia, un molo o almeno una particolare panchina da ricordare, nel bene e nel male?) ma anche per promuovere eventi o cercare nuovi amici vicino casa.
Leggo sul MOC che “il nostro obiettivo è costruire insieme una nuova geografia della città fatta di volti, racconti, emozioni, idee e suggerimenti di chi la vive giorno per giorno”, niente male come mission no?