Giu 14

Terminano oggi le riflessioni sul web di Simone Mulargia, Dottore di Ricerca presso la facoltà di Scienze della Comunicazione (Sapienza Università di Roma). Oggi Simone ci parlerà del rapporto tra fiction tv e file sharing e dell’utilizzo che fa degli istant messenger:

Un doveroso ringraziamento ovviamente a Simone Mulargia che si è dimostrato estremamente disponibile (e paziente) alle nostre numerose domande.

Per rivedere le precedenti interviste:

Brand Care intervista Simone Mulargia - Parte 1: La blogosfera

Brand Care intervista Simone Mulargia - Parte 2: I Videogames

Brand Care intervista Simone Mulargia - Parte 3: Home page personalizzate, sfondi desktop e documents sharing

Brand Care intervista Simone Mulargia - Parte 4: Musica 2.0

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Giu 07

Continuano le riflessioni su Brand Care blog di Simone Mulargia, Dottore di Ricerca presso la facoltà di Scienze della Comunicazione (Sapienza Università di Roma). Questa settimana Simone ci parlerà di musica 2.0 e dei consumi musicali nell’epoca del file sharing e dei myspace:

Appuntamento alla prossima settimana, con l’ultima parte dell’intervista a Simone, dedicata a fiction tv, file sharing e istant messenger.

Potete rivedere le precedenti interviste a Simone Mulargia seguendo i link:

Brand Care intervista Simone Mulargia - Parte 1: La blogosfera

Brand Care intervista Simone Mulargia - Parte 2: I Videogames

Brand Care intervista Simone Mulargia - Parte 3: Home page personalizzate, sfondi desktop e documents sharing

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Mag 31

Eccoci al terzo appuntamento con Simone Mulargia, Dottore di Ricerca presso la facoltà di Scienze della Comunicazione (Sapienza Università di Roma).

Oggi abbiamo chiesto a Simone qual’è la sua “pagina di partenza” quando accende il computer e accede al web:

Ci siamo chiesti a questo punto se fossimo davanti a una svolta “epocale” segnata dalla definitiva scomparsa degli “sfondi” per il desktop:

Infine ci incuriosiva conoscere l’opinione di Simone riguardo la possibilità di condividere documenti personali attraverso svariate applicazioni web duepuntozero (come ad esempio Google docs):

L’appuntamento è a Sabato prossimo con le riflessioni di Simone sulla Musica 2.0 e i consumi musicali.

Potete vedere le precedenti interviste a Simone Mulargia seguendo i link:

Brand Care intervista Simone Mulargia, esperto di comunicazione - Parte 1: La blogosfera

Brand Care intervista Simone Mulargia, esperto di comunicazione - Parte 2: I Videogames

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Mag 28
La vita è complicata; ho ucciso, contrabbandato, venduto persone. Forse qui, le cose cambieranno.”
(Liberamente tratto dal trailer di Grand Theft Auto IV, Things Will Be Different)
Sabato abbiamo pubblicato la seconda parte dell’intervista con Simone Mulargia, nella quale, tra le altre cose, si rifletteva sul rapporto videogames-violenza.

Su Freddy Nietzsche, il blog di Matteo Bordone, leggo un commento a una di quelle notizie che quando le hai davanti sei indeciso se rimanere completamente attonito e senza parole o fare un risolino nervoso facendo finta che “no, non può essere dai, sicuramente non è così, avranno esagerato, maffigurati se…”

Insomma, per chi di voi ha tempo e voglia (di stupirsi):

La notizia: La Procura indaga sul videogame violento. Violenze e rapine per essere capomafia: a Livorno GTA IV (Grand Theft Auto) finisce sott’inchiesta - Il Tirreno

Il commento di Matteo Bordone su Freddy NIetzsche (che appoggio in pieno, parola per parola)

L’intervista con Simone Mulargia sui Videogames di Sabato su Brand Care (per chi l’avesse persa)

Chiudiamo con una di quelle notizie che lasciano sperare in un mondo migliore in cui i videogiochi non sono più il male-da-combattere-dopo-aver-debellato-il-rock-il-giradischi-e-le-minigonne…

I videogiochi? Non solo violenza “Stimolano anche la creatività” - La Repubblica Tecnologia & Scienza

Qui, infine, qualche notizia sul gioco più discusso (e atteso) del momento.

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Mag 24

Prosegue l’intervista con Simone Mulargia, Dottore di Ricerca presso la facoltà di Scienze della Comunicazione (Sapienza Università di Roma).

Questa settimana Simone rifletterà sulla reale portata del fenomeno “Second Life“, il mondo virtuale più amato dai media tradizionali:

I giochi online aumentano le possibilità di comunicazione e relazione sociale. Ecco, in sintesi, la tesi di Simone in controtendenza rispetto all’immagine che i media tradizionali spesso ci offrono dell’universo dei videogames:

Impossibile parlare di videogames e comunità di giocatori online senza affrontare la questione della “violenza” associata al “gioco”. Ecco cosa ne pensa Simone che, nel suo Dottorato di Ricerca presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione, sta conducendo, proprio in questi mesi, una ricerca su tali tematiche:

La prossima settimana, nella terza parte dell’intervista, Simone ci parlerà di:

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Mag 17

Inauguriamo oggi una serie di interviste con Simone Mulargia, Dottore di Ricerca presso la facoltà di Scienze della Comunicazione (Sapienza Università di Roma).

Simone è un sociologo della comunicazione, esperto conoscitore di videogames (e di tante altre cose che scoprirete) che qualche giorno fa è venuto a trovarci, e a cui abbiamo prontamente sottoposto numerose ed eterogenee domande che spaziavano dalla blogosfera ai nuovi utilizzi dei social sharing.

Quello che vi presentiamo qui di seguito è il risultato dello stimolante confronto con Simone (diviso in tre post per agevolarne la visione).

Brand Care intervista Simone Mulargia, esperto di comunicazione - Parte 1: La blogosfera

Abbiamo iniziato chiedendo a Simone cosa ne pensasse delle potenzialità dei “new” media e dei tanto discussi “contenuti generati dagli utenti”.

La discussione è proseguita poi “entrando” nella blogosfera e analizzando le nuove forme “narrative” presenti in rete: dai diari personali degli adolescenti ai blog di tipo politico e giornalistico:

Ma uno studioso è anche un utente con le proprie passioni:

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Feb 27

Oggi facciamo due chiacchiere con Alexander Possov, l’ideatore di motogp.somee.com, il sito di Fanta MotoGP 2008 on line dal 5 febbraio e frequentato già da numerosi appassionati.

moto.JPG

DOMANDA: Ciao Alexander, innanzi tutto perché proprio un sito di fanta MotoGP?
RISPOSTA: Ciao Diego, ho deciso di fare questo sito per riunire, in un’unica modalità automatizzata, quello che fino all’anno scorso facevo in 3 modi diversi: in ufficio e su 2 forum.

D: In cosa si differenzia il tuo sito di Fanta MotoGP rispetto agli altri?
R: Nel fatto che motogp.somee.com è un sito di Fanta MotoGp gratuito infatti non prevede iscrizioni né compensi per il vincitore. Vuole semplicemente essere l’angolo di un bar dove prevale l’agonismo, la sfida, il sano divertimento. E’ l’occasione per riunire persone diverse, di luoghi diversi ma con un massimo comun denominatore: la passione per le moto, per l’agonismo, per la sfida, per le pieghe, per la velocità e per la motoGP ;-)

D: Quanto tempo ci hai messo per realizzare questa tua idea?
R: Circa 4 mesi, anche perché l’appetito vien mangiando e quindi man mano che realizzavo le varie sezioni aggiungevo concetti e meccanismi nuovi.

D: A proposito, che tecnologie hai scelto per progettare il tuo FantaMotoGp e perché?
R: Il sito è fatto in ASP con Vbscript su database Access. Ho scelto queste perché sono le tecnologie che, per quanto riguarda la programmazione web, conosco meglio e per quanto riguarda il database mi danno più flessibilità.

D: Ma non potevi fare come tutti che si comprano un bel gioco alla play e sgommano con il joypad :)?

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Ott 22

Sabato 27 ottobre si svolgerà a Roma presso l’Università di Tor Vergata – dalle 9.30 alle 18:30 - il Linux Day (ma se non siete a Roma, potete consultare su linuxday.it le altre 109 città italiane coinvolte nell’evento).

Linux Day 2007

Ho deciso, a questo proposito, di fare due chiacchiere con un esperto di Gnu/Linux, mio grande amico (nonché ex compagno di banco delle elementari…): Francesco Cecconi.

DOMANDA: Ciao Francesco, innanzi tutto cos’è il Linux day?
RISPOSTA: Un giorno dedicato alla persone che, come me, condividono o vogliono imparare a conoscere questa comunità, perché disperati dalla mediocrità che affligge questo mondo fatto di bit… Un giorno dedicato a tutti i “curiosi” di questo settore che si sta ingrandendo sempre di più, anche grazie all’interesse di aziende leader come Dell, IBM, Sun, Novell

D: Nella community di Gnu/Linux tu di cosa ti occupi?
R: Mi definirei un grande appassionato innanzi tutto, e poi uno sviluppatore di software open source e free. In questo momento mantengo dei “pacchetti” in una distribuzione di Gnu/Linux - per la precisione Debian -, inoltre ho pubblicato delle applicazioni rilasciandole sotto licenza GPL. Infine, sono un componente dell’lslug che sta per La Sapienza - Linux User Group: un gruppo con il quale diffondiamo Gnu/Linux offrendo consigli e assistenza.

D: Perché oggi Gnu/Linux si pone come una concreta alternativa ai sistemi operativi come Microsoft e Mac?
R: Perché Linux è un sistema operativo fatto dalle persone per le persone: esiste il contatto diretto! Non è un prodotto fatto da una grande multinazionale che non pensa al misero utente che giornalmente è costretto ad usarlo… Certo, c’è ancora del lavoro da fare per cercare di migliorare il tutto, sarei un esaltato se la pensassi diversamente… Collaborare, anche come semplici utenti, per creare qualcosa che in fondo ci appartiene: è questa la filosofia che ispira il nostro mondo. Ma, mettendo anche da parte la filosofia, resta il fatto che Gnu/Linux oggi supporta moltissimo hardware e ha una scelta smisurata di software di ogni genere, compresi 2 pacchetti di applicazioni Office competitivi - OpenOffice e KOffice - che migliorano ad ogni nuova release e che sono costruiti su una “base” solida, stabile e, ovviamente, di pubblico dominio.

D: Tu sei uno di quelli che una volta si chiamavano “autori” giusto? Dovresti sentirti minacciato dalla logica collaborativa di Gnu/Linux e dal copyleft… e invece ne sei un convinto sostenitore, perché?

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Lug 09

Presentiamo oggi un blog estremamente interessante che ha mosso da qualche settimana i suoi primi passi e a cui auguriamo un futuro ricco di visite e commenti: Proteck, Home Server Configuring and Hacking Test, interamente dedicato alle sperimentazioni (e all’eventuale risoluzione di problemi) del sistema operativo Linux su computer domestici.

Carmine Esposito (system administrator), uno degli autori di Proteck, ci ha concesso questa intervista per spiegarci l’idea alla base del blog e per raccontare a noi (quasi) profani come funziona il sistema operativo Linux.

Proteck

DOMANDA: Ciao Carmine, che vi siete messi in testa di fare con il vostro blog?

RISPOSTA: Il nostro blog è nato essenzialmente dalla voglia di testare su una realtà concreta gli studi fatti e quelli che vorremo fare. E’ nato come un vero e proprio block notes di appunti dove vogliamo far confluire le esperienze fatte nella configurazione di server basati su Linux e, principalmente, sul tentativo di rendere tali servizi sicuri.

D: Che cosa vuol dire montare Ubuntu su un computer domestico e che rischi comporta per un utente mediamente imbranato come me?

R: Montare Ubuntu, o qualunque distribuzione Linux su un pc vuol dire abbandonare tutti quei software proprietari, che fanno delle restrizioni e delle limitazioni il culto aziendale. Questo non vuol dire non poter fare quello che facciamo con un pc, ma solamente trovare una valida alternativa open source. Considera comunque che oggi la realtà open source è tutta intorno a noi, e spesso l’utente domestico non se ne rende conto, basti pensare a Firefox, Thunderbird, Openoffice (solo per citarne alcuni).

D: Ma Linux è ancora un sistema operativo per “smanettoni” o anche per persone normali?

R: Non voglio negare che il primo impatto con Linux da parte di un utente pc (Windows per capirci) può sembrare ostico, ma basta superare lo scoglio della diversità e sarà difficile tornare indietro. Dipende sempre naturalmente dall’utilizzo che se ne fa del pc: l’utente “smanettone” su Windows non troverà difficoltà su Linux. L’utente normale quasi non se ne accorge della differenza: mio padre usa da oltre un anno un pc con Ubuntu ed il passaggio da Windows è stato del tutto indolore, specialmente se, come detto prima, su Linux trovi gli stessi applicativi che usi su win (Firefox, ecc).

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