Sono un paio di giorni che numerosi blog riportano la notizia della presenza di due tasti della lettera "M" a sfavore di una lettera "B". Guardate la sequenza delle lettere sulla tastiera del nuovo Mac: "V N M M" al posto di "V B N M".
Ecco, ora provate a immaginare la faccia di chi ha appena comprato uno di questi nuovi gioielli.
E’ andata più o meno così: qualcuno, nella redazione di Bloomberg (famoso canale USA dedicato alla finanza) stava aggiornando il coccodrillo su Steve Jobs (sapete quei pezzi che si scrivono prima che un VIP muoia così da averli sempre aggiornati e pronti per l’evenienza?).
Insomma un attimo di distrazione e probabilmente il giornalista in questione invece di cliccare su “salva e continua” ha cliccato su “pubblica” e la notizia che Steve Jobs era morto ha viaggiato sul web, più o meno, alla velocità della luce.
La notizia poi è stata prontamente ritirata e smentita ma si sa, da quando ci sono di mezzo questi maledetti blogger uno non può più nemmeno fare un errore che subito lo viene a sapere tutto il mondo.
Risorse:
Se interessa, qualcuno qui ha addirittura fatto in tempo a copiare/incollare il necrologio che suppergiù, sarà rimasto pubblicato per circa un minuto.
Continuano, numerosi, gli spot che vedono il povero pc (ma sarà poi così da “sfigati” usare un pc?) soccombere, sotto qualsiasi punto di vista, alle infinite armi di seduzione di un mac che poi, a ben vedere, ce ne sarebbero di soluzioni sia a windows che a mac osx, ma questo certamente non possiamo aspettare che ce lo dica uno spot della apple .
La serie di spot, iniziata ormai da un anno, continua a vivere di vita propria generando emulazioni e definendo un vero e proprio “genere” di spot di tipo comparativo.
Queste le tre nuove storie, sulle quali spicca, triste e malinconico, il blues del pc, composto, probabilmente, dopo essere stato abbandonato dalle cheerleader e (sempre probabilmente) prima di finire in terapia di gruppo con altri pc che si compiacciono di non aver fatto “errori” per ben 1 settimana:
Quando ero piccolo e i videogames erano grandi quanto i flipper messi in verticale, e il rapporto era 1 consolle-cabina / 1 gioco e, a casa, avevo a disposizione “solo” 64 KB di memoria,sognavo che un giorno tutto questo sarebbe diventato “portatile” (anche perché esistevano già i game boy e i game gear, per non parlare dei walkman…).
Quello che non potevo prevedere era “questo” livello di integrazione e “portabilità”: