Ott 01

Antonella mi segnala questa innovativa modalità di virale (trattasi di Wario Land, gioco per wii):

Non conoscevo il personaggio e ho scoperto su wikipedia che Wario è il peggior nemico di Super Mario (o almeno così si autodefinisce) è simile ad esso ma molto più grasso, goffo e codardo. La massima ambizione di Wario è avere un castello tutto suo, ma la cosa che dimostra di amare di più al mondo è il denaro.

ps. no, Antonella, la clip non l’avevo ancora vista.

Risorse:

Wario su Wikipedia

Wario Land The Shake Dimension su Unilibro

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Ago 19

Qualcuno ha ricreato con gli omini lego alcune cover di album famosi e il risultato è molto divertente.
Estrapolo dalla collezione, le cover dei Beatles (e inizio da Abbey Road perchè non potrei fare altrimenti…):


ma ce ne sono anche altre, molte altre…

fonte:

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Ago 18

Vi consiglio di provarli entrambi, per godetevi le differenti “armi segrete”.

Sarà il caldo, sarà la stanchezza, ma c’ho messo un po’ per capire che dovevo muovere il mouse e, contemporaneamente, usare i tasti “A” e “B”.

Buon divertimento!

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Lug 05

Chi di voi non ha sognato di avere uno di questi headpop?

Decisamente inquietante. Sul sito Archie Mcphee potete trovare questo e altro, molto altro ancora…

Buona ricerca di oggetti per regali incredibili.

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Giu 20

Qualcuno ha pensato di far re-interpretare agli omini lego gli scatti fotografici più famosi del Novecento con questo gradevole risultato.

Divertitevi a riconoscere questi “pezzi” di immaginario collettivo:

fonte (e altre foto):

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Giu 12

Da Simply Addicted ecco un bel modo di lottare:

Io sono arrivata all’ultimo quadro ma “la madre dell’amico” mi ha distrutto, nonostante i bonus :8

Risorse:

Mentos Kissfisght

fonte:

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Mag 28
La vita è complicata; ho ucciso, contrabbandato, venduto persone. Forse qui, le cose cambieranno.”
(Liberamente tratto dal trailer di Grand Theft Auto IV, Things Will Be Different)
Sabato abbiamo pubblicato la seconda parte dell’intervista con Simone Mulargia, nella quale, tra le altre cose, si rifletteva sul rapporto videogames-violenza.

Su Freddy Nietzsche, il blog di Matteo Bordone, leggo un commento a una di quelle notizie che quando le hai davanti sei indeciso se rimanere completamente attonito e senza parole o fare un risolino nervoso facendo finta che “no, non può essere dai, sicuramente non è così, avranno esagerato, maffigurati se…”

Insomma, per chi di voi ha tempo e voglia (di stupirsi):

La notizia: La Procura indaga sul videogame violento. Violenze e rapine per essere capomafia: a Livorno GTA IV (Grand Theft Auto) finisce sott’inchiesta - Il Tirreno

Il commento di Matteo Bordone su Freddy NIetzsche (che appoggio in pieno, parola per parola)

L’intervista con Simone Mulargia sui Videogames di Sabato su Brand Care (per chi l’avesse persa)

Chiudiamo con una di quelle notizie che lasciano sperare in un mondo migliore in cui i videogiochi non sono più il male-da-combattere-dopo-aver-debellato-il-rock-il-giradischi-e-le-minigonne…

I videogiochi? Non solo violenza “Stimolano anche la creatività” - La Repubblica Tecnologia & Scienza

Qui, infine, qualche notizia sul gioco più discusso (e atteso) del momento.

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Mag 24

Prosegue l’intervista con Simone Mulargia, Dottore di Ricerca presso la facoltà di Scienze della Comunicazione (Sapienza Università di Roma).

Questa settimana Simone rifletterà sulla reale portata del fenomeno “Second Life“, il mondo virtuale più amato dai media tradizionali:

I giochi online aumentano le possibilità di comunicazione e relazione sociale. Ecco, in sintesi, la tesi di Simone in controtendenza rispetto all’immagine che i media tradizionali spesso ci offrono dell’universo dei videogames:

Impossibile parlare di videogames e comunità di giocatori online senza affrontare la questione della “violenza” associata al “gioco”. Ecco cosa ne pensa Simone che, nel suo Dottorato di Ricerca presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione, sta conducendo, proprio in questi mesi, una ricerca su tali tematiche:

La prossima settimana, nella terza parte dell’intervista, Simone ci parlerà di:

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Mag 16

Quando ero piccolo e i videogames erano grandi quanto i flipper messi in verticale, e il rapporto era 1 consolle-cabina / 1 gioco e, a casa, avevo a disposizione “solo” 64 KB di memoria, sognavo che un giorno tutto questo sarebbe diventato “portatile” (anche perché esistevano già i game boy e i game gear, per non parlare dei walkman…).

Quello che non potevo prevedere era “questo” livello di integrazione e “portabilità”:

commodore-64-iphone.jpg

Decisamente commovente.

fonte:

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Apr 14

Il sogno (più che legittimo) di Francois: una vita senza fili.

Non capisco però perché alla fine dello spot gli uccelli continuano a mantenersi in equilibrio su quello che era stato un filo (e perché Francois continui anche da adulto a perdere ai videogiochi, nonostante il suo sogno si sia avverato, ma questa è un’altra storia…).

Risorse:

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