Mitsubishi Outlander e il contropotere dell’invisibilità
Sin dalla nascita il cinema è stato attratto da ciò che non poteva essere ripreso: dai primi “trucchetti di montaggio” che rappresentavano oggetti che scomparivano (Méliès) sino ai fantasmi e ai più complessi Uomini invisibili (il cui capostipite è The Invisible Man, di James Whale, del 1933).
Ciò che ha sempre accomunato tutti gli Uomini Invisibili è, appunto, il valore aggiunto dell’invisibilità intesa come superpotere. Attraverso l’invisibilità la persona comune diventava insomma un supereroe (o simile).
In questo spot della Mitsubishi, invece, si ribalta il topos dell’invisibilità intesa come impercettibilità e astrattezza e la si “declassa” al suo significato letterale (ma con accezione negativa): l’uomo mischiato alla massa non ha nulla di originale e, quindi, è invisibile.
E come può ritrovare la propria immagine, la propria consistenza materiale, il proprio io questo pover’uomo invisibile?
Semplice, entrando dentro una Mitsubishi.
Insomma, si può combattere l’invisibilità (e, contemporaneamente riaffermare la propria individualità), ma solo all’interno dell’abitacolo di un’utilitaria. Molto confortante.
(clicca sull’immagine per vedere lo spot)








