Nespresso raddoppia i testimonials e aggiunge a Clooney un Malkovich “divino”
Ho già scritto qui riguardo al brand Nespresso e ne seguo ancora le evoluzioni: continuano le simpatiche disavventure di Mr. George Clooney e stavolta se la vede veramente brutta…
Il focus dello spot è il brand Nespresso nella sua interezza, comunicato attraverso una serie di dettagli, tangibili e intangibili, che ne rendono percepibile la “sfera di significati”.
La cremosa tazzina di caffé preparata all’istante, l’avvolgente e colorata coreografia del punto vendita, la gentilezza ammaliante della commessa (che comunque non sembra neppure riconoscere il Clooney star/testimonial dato che lo chiama semplicemente “Sir”), la presenza marchio sulla vetrina del negozio e sulla “shopping-bag” sono tutti elementi importanti, ma gustare un Nespresso è molto di più.
L’esperienza che deriva dall’atto del consumo e della scelta d’acquisto del brand è più di quel che si può vedere, diviene ciò che “chiunque” brama (anche chi non dovrebbe avere niente da desiderare, come il “divino” Malkovich), a cui non si rinuncia per nessun motivo… se non per questioni “di vita o di morte” e a patto di rimediare: avendo utilizzato Nespresso come “moneta di scambio”, Clooney torna subito nel negozio per ripetere il suo acquisto e se non lo avesse fatto il suo primo “sacrificio” sarebbe stato del tutto inutile.









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