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La risposta dell’Onorevole Carlucci all’Espresso, la risposta alla risposta, e la festa dei Pirati alla Garbatella

Submitted by diego altobelli on 27 marzo 2009 – 07:01No Comment

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La settimana scorsa si rifletteva sulla proposta di legge dell’Onorevole Carlucci che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto combattere (e debellare) i reati pedopornografici perpetrati sul web mentre invece, a una lettura leggermente più approfondita si comprendeva che gli intenti della proposta erano ben altri (cioè diritti d’autore, file sharing e peer-to-peer).

Sull’Espresso (on line) leggo la risposta dell’Onorevole alle critiche mosse e i commenti al suo intervento di Alessandro Gilioli (Piovono Rane).

Alcuni momenti salienti (copio/incollo da Piovono Rane):

G. CARLUCCI: La domanda da porsi in realtà è: scaricare o diffondere opere coperte dal Diritto d’autore è o non è illegale? Chi critica la mia proposta chiede e pretende la libertà di violare il diritto altrui? Le chiedo: come reagirebbe lei ed il suo editore se qualcuno comprasse il suo periodico in edicola e poi pretendesse di non pagarlo all’edicolante?

A. GILIOLI: La domanda in questione - certamente lei lo sa - è al centro di un dibattito mondiale da alcuni anni e in proposito sono state scritte dozzine di libri (alcuni anche scaricabili on line). Comunque sì, al momento è illegale, ma bisogna capire se in termini di vantaggi complessivi della società sia meglio percorrere la strada della perseguibilità penale di chi scarica o quella di una liberazione per gradi e non necessariamente completa del diritto d’autore. Anche in proposito ci sono diversi studi, che sono certo lei, Carlucci, ha letto. Quanto all’edicolante, immagino che sia lui a inseguire chi non paga “L’espresso”: ma quanto a noi, mettiamo on line gratis al 90 per cento il giornale ogni settimana, accanto a moltissimi altri contenuti prodotti solo per il Web, sperando fare la scelta giusta.

G. CARLUCCI: Internet oggi è un canale di diffusione di messaggi e contenuti che purtroppo si presta a diffondere notizie vere, ma si presta anche ad essere luogo virtuale e difficilmente controllabile nel quale commettere reati gravissimi o praticare l’illegalità.

A. GILIOLI: Anche la via dove abito io è un luogo dove si possono commettere illegalità. Ma non sarebbe una buona idea mettere un poliziotto ogni dieci metri a chiedere i documenti a tutti i passanti. Altrimenti si chiama Stato di polizia.

Scopro, sempre su Piovono Rane che domani a Roma c’è La Festa dei Pirati alla Garbatella (Teatro delle Arti) in cui sarà possibile assistere a Dibattiti, presentazioni, spettacoli, corsi pratici per impare gioiosamente a costruire una rete libera, e mi sembra un buon modo di passare il sabato.

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