“Studio a due”: una rivelazione

Naturalmente, come anticipato qui, ieri, io e tutta la “cricca” Brand Care (tranne Diego), siamo andati a vedere l’atto unico di Carlo Lei.
Aperitivo su via Nazionale, un bel po’ di chiacchiere ed eravamo pronti e pimpanti davanti al Teatro Manhattan, che del teatro ha solo il nome: una stanza non molto grande con un sipario arrangiato nel mezzo e tante sedie pieghevoli fin sulle scale dell’entrata.
Nonostante l’estrema scomodità delle sedute far da spettatori a questo spettacolo è stata veramente un’esperienza appagante: i ritmi ben studiati, gli attori spontanei, la trama densa di significati e alleggerita qui e là da trovate sempre sorprendenti.
Non entro nel dettaglio perché spero lo andiate a vedere, ma siamo usciti da lì contenti di esserci andati. Tutti. Nessuno escluso.
Un complimento particolare, oltre che a Carlo per aver scritto, diretto e prodotto uno spettacolo pieno di grazia e denso di riflessioni da esplorare, va da parte mia all’attrice protagonista, Stella Novari, per la sua parformance densa di personalità, resa unica dalla sua voce di una bellezza ipnotica.







