Proseguono le riflessioni sull’industria culturale tratte dalle lezioni tenute da Vincenzo Bernabei e Alessandra Colucci presso il Master IED “Web Media Design“.

- Dalla rivoluzione industriale in poi la scansione del tempo dei soggetti cambia. Se precedentemente non esisteva il tempo di non lavoro, o era molto ridotto, ora è essenziale non solo per i consumatori, ma anche per chi produce: il prodotto deve essere consumato, quindi i lavoratori devono avere il tempo libero (dal lavoro) per farlo.
- Per questo il tempo di non lavoro assume una vera e propria centralità culturale, e la dimensione del rito e della festa cambiano di prospettiva. Se prima il rito e la festa erano legati alla religione e alla ridefinizione dei ruoli nelle società rurali, ora in un certo senso è il consumo la vera religione (religo è legare, costruire legami sociali, comunità).
Gli “appunti” qui presentati si ispirano liberamente al lavoro di Alberto Abruzzese e Davide Borrelli L’Industria culturale. Tracce e immagini di un privilegio.
Leggi le precedenti:
L’industria culturale 3 - Rivoluzione industriale
L’industria culturale 2 - Industria culturale
L’industria culturale 1 - Evasione: Orfeo e Euridice
Risorse:
Ordina su IBS L’industria culturale di Alberto Abruzzese e Davide Borrelli
Web Media Design - il master a cura dello IED
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Tags: Alberto Abruzzese, Alessandra Colucci, brand care, festa, Industria culturale, lavoro, non lavoro, Queimada, tempo libero, Vincenzo Bernabei











