Cosa vuol dire fare retail marketing
E’ stata presentata a Barcellona durante il World Retail Congress la classifica di Interbrand sui primi 25 brand a più alto valore economico del comparto retail, la Top Performing European Retail Brands.
La metodologia Interbrand esamina i brand attraverso la lente della forza finanziaria, dell’influenza sulla scelta dei consumatori, della probabilità di continuità nel tempo dei flussi di valore economico derivanti dal brand e della presenza significativa nel continente europeo.



In testa alla classifica la svedese H&M a 10.366 milioni di euro, seguita dalla francese Carrefour a 6.620 milioni di euro e terza classificata la svedese Ikea a 6.516 milioni di euro.
Tra i primi 25 in lista, i nomi top della distribuzione alimentare, da Auchan a Aldi, da Lidl a Tesco, affiancati da insegne come Sephora, The Body Shop, Fnac.
Tutte mettono l’esperienza emozionale al centro del processo d’acquisto e proprio per questo risultano vincenti rispetto alle altre.
Ma nessun brand italiano?
No.
I motivi principali sono l’assenza di una significativa presenza a livello europeo e la dimensione media delle imprese.
Ma il limite principale è, ovviamente, culturale. Il retail viene ancora visto in Italia come uno spazio commerciale e non come un’area interattiva che pone in primo piano la brand experience del consumatore. Spesso un punto vendita viene creato senza un’identità precisa e si lascia che sia il pubblico ad applicargliela.
Ma una corretta politica di marketing è quella del retail branding, ossia modulare sul proprio posizionamento tutte le espressioni di marca nel punto di vendita.
I top retailer sono consapevoli che una corretta progettazione della brand experience è un elemento di differenziazione dalla concorrenza e crea preferenza nella clientela e il fatto di rendere il consumatore parte attiva del brand crea una distinzione emotiva che è molto più difficile da replicare rispetto ad una semplice offerta di prodotti.
L’espansione internazionale ha più successo quando il brand è un elemento trainante per la crescita dell’azienda.
In classifica ci sono i brand che oltre a essere insegna, sono veri e propri concept dove il brand è il motore trainante di tutto. Il brand si declina nel format, negli arredi, nell’offerta, nella comunicazione, in un mix coerente e armonico.
Tre dei primi cinque brand in classifica offrono esclusivamente i propri brand.
H&M è un colosso che ha rivoluzionato le regole del retail e si propone come trendsetter. Grazie alle partnership con celebri designer e star mondiali offre il prêt-à-porter in versione mass market.
Carrefour ha fatto la storia della GDO ed è presente in tutti i continenti.
Ikea ha cambiato il modo in cui l’umanità vive la propria abitazione.
In Italia il retail non è ancora considerato come brand, che è accessorio rispetto al modello commerciale e non il suo principio fondamentale… ho detto “ancora”… sono un’ottimista!
Risorse:
Trovate la classifica Best Global Brands stilata da Interbrand cliccando qui.








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