Ma SkypePhone conviene o no? Enterprise 2.0
Nov 21

ANTEFATTO
Dopo mesi e mesi di riflessioni ponderate sul “momento storico migliore” per cambiare il mio computer personale sono finalmente giunto alla conclusione che il nuovo MacBook - Intel Core 2 Duo a 2,2GHz - 1GB di memoria - Disco rigido da 120GB - SuperDrive doppio strato era esattamente ciò che faceva al caso mio.

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SI, PASSO ALLA MELA
Ieri pomeriggio, pieno di speranze e aspettative mi reco in uno dei più famosi Apple Store di Roma per acquistare quello che già da diversi giorni definivo come “il mio nuovo computer”.
Prima convinco il commesso che il MacBook che voglio è PROPRIO QUELLO che ho visto sul sito (quello con il chip intel Santa Rosa per intenderci… che un mio amico esperto di Linux definisce ironicamente “il nuovo pc della Apple“, ma questa è un’altra storia…) e non QUELLO DI PRIMA CHE E’ IN OFFERTA E CHE “TANTO ALLA FINE E’ UGUALE”.

Poi scelgo il mouse (ma non quello della Apple che ancora non sono un “maniaco del brand”) e una cover rossa per proteggere il mio computer “che non si sa mai”. Pago il conto: 1290 €.
Non ho più un euro ma vado via contento. Aspetto di arrivare a casa per aprirlo. Ceno felice con la certezza che mi ricorderò della serata per un bel po’ di anni!

ORE 21:30: LA TRAGEDIA
Sistemo religiosamente lo scatolone e lo apro delicatamente. Inebriato dal profumo-di-apple sono felice come quando scartai il mio primo computer nel 1991 (un Commodore 64).
Una patina grigia mi separa dall’oggetto che mi accompagnerà per chissà quanti anni (si spera).
Recido l’adesivo che mi avvisa in tutte le lingue di controllare le licenze bla bla bla… estraggo il MacBook. Nell’estrazione un pezzo dell’adesivo si incolla incidentalmente proprio sotto la mela del computer, trascinando una parte consistente di istruzioni in cinese e restando li attaccato. Non ci credo subito: mi ci vogliono 10 minuti.

ORE 21:40: LE INVETTIVE


Nemmeno l’ho estratto e sotto la mela del MacBook si sono attaccate le istruzioni in cinese (quelle delle licenze di prima…). Provo a staccarle delicatamente. Niente. Provo con un po’ più di violenza. Niente. Mi arrendo.

Mia madre prende un liquido “delicatissimo” per togliere le macchie dai mobili ma è tutto inutile. Rido nervosamente: “il liquido per i mobili… ma pensa te!”. Mi deprimo.

Richiudo tutto dentro la scatola e inizio ad inveire contro tutto e tutti fino alle 22:50/23:00. Ovviamente i destinatari principali delle mie invettive erano coloro che avevano applicato quel maledetto adesivo sull’involucro con una colla più potente del Super Attack (non sto esagerando). Il nervosismo sale quando scopro che ho ancora qualche ideogramma cinese sui polpastrelli e non riesco a toglierli nemmeno da li…

ORE 23:00: VOYAGER
Ho bisogno di rilassarmi. Accendo la tv e mi metto a vedere la prima cosa a disposizione: Voyager. Si parla di draghi. Piccoli draghi bianchi chiusi in formalina dentro bottiglie di vetro… Ricomincio a inveire violentemente (ma più a bassa voce visto l’orario). Ad libitum…

THE DAY AFTER. ORE 9.30: IL COMMESSO GENTILE
Sono davanti al negozio dove ho comprato il MacBook già da mezzora in attesa dell’apertura. Non ho fatto colazione e grazie al freddo ho un’idea geniale: “restituisco il Macbook e mi faccio dare in cambio 20 iPod!”
Apre. Entro. Parlo con un ragazzo raffreddato e insonnolito a cui spiego tutto nei minimi dettagli. Lui mi capisce e mi tranquillizza. Mi dice che non sono un idiota e che “è già successo a tante persone” (grazie di cuore amico!).
Io mi sfogo un po’ mentre lui pazientemente passa un’ora e 40 minuti a strofinare il computer con un liquido “delicatissimo” per togliere le macchie ai mobili (scusa mamma!). “Non si toglierà mai vero?” “Resteranno per sempre quei maledetti caratteri cinesi sotto la mela?”, “E l’alone?”. Lo sfinisco di domande. “Con chi mi posso lamentare?”. “Scrivi una mail alle Apple, loro ascoltano!”. Si, LORO. Io già li odio, LORO.

ORE 10:00: SPLENDE IL SOLE
Inizia a togliersi. No no, si toglie tutto. Scompaiono anche i graffietti. Vorrei baciare il commesso se solo non fraintendesse il gesto (grazie ancora amico!).

“Caro Steve Jobs e Gentile Apple tutta,

Non so ancora come funziona esattamente il vostro computer, magari è veramente meglio dei pc, magari rende felici le persone che lo usano così come dicono i miei amici mac-dipendenti, chissà…

Il fatto è che sono un po’ “prevenuto” a causa dell’adesivo che avete apposto sulla confezione grigia e che è rimasto attaccato sul mio MacBook appena comprato (proprio sotto la mela) causandomi una notte di nervosismo.

Fortunatamente, grazie a un vostro dipendente (grazie ancora amico!) e a un magico liquido per i mobili si è risolto tutto ma, visto che mi sembra di aver capito che più di qualche vostro cliente ha avuto lo stesso problema, non potreste usare per favore una colla che sia meno forte? O cambiare sistema di chiusura del plico? O quantomeno suggerire un corretto “invito all’apertura” del suddetto?

Io nel frattempo mi impegnerò ad accende il MacBook e a dargli una seconda possibilità…

Speriamo bene

Saluti (quasi) tranquilli

diego”

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