Secondo me è un’ottima direzione da seguire: se da una parte abbiamo schermi televisivi giganti ad altissima definizione (ma fissi) dall’altra cosa c’è di meglio che un piccolo dispositivo portatile in grado di proiettare ovunque delle immagini, anche a discapito, almeno per ora, dell’altissima qualità visiva di cui sopra?
L’idea di poter proiettare sulla parete della camera da letto un film o una presentazione di lavoro su un foglio A4 mi affascina e chissà che, prima o poi, non decida anche di comprarlo.
La cultura post-alfabetica (dunque il ritorno all’immagine), i non-luoghi virtuali, le forme contemporanee del desiderio, le immagini, la scrittura e l’integrazione di esse non sembrano poter fare a meno della multimedialità e dell’interattività.
Entrambe nascono dalla crisi dei linguaggi generalisti, che dovendo raggiungere alti standard di uniformità chiedevano un grado di interazione basilare ai soggetti destinatari
La multimedialità è connessa alla natura evasiva (transvasiva) dei prodotti culturali. In un certo senso un solo mezzo non basta più a contenere un messaggio
L’interattività riconduce la comunicazione a un originario bisogno di face to face, di possibilità di interagire con l’altra parte
Secondo questa striscia, gli uomini che comprano macchine grosse avrebbero un complesso d’inferiorità. Quindi se non volete che la gente pensi in quel modo, compratevi una Smart !
Si l’on en croit ce dessin, les hommes qui achètent de grosses voitures auraient un complexe… Donc si vous ne voulez que les gens pensent ça, achetez-vous une Smart ! (fr)
Quanta carta vi capita di sprecare sentendovi poi in colpa? A me tanta, è per questo che spesso uso dei fogli di “brutta” quando non sono sicuro che sia “quella buona”:
Antonella mi segnala questa innovativa modalità di virale (trattasi di Wario Land, gioco per wii):
Non conoscevo il personaggio e ho scoperto su wikipedia che Wario è il peggior nemico di Super Mario (o almeno così si autodefinisce) è simile ad esso ma molto più grasso, goffo e codardo. La massima ambizione di Wario è avere un castello tutto suo, ma la cosa che dimostra di amare di più al mondo è il denaro.
ps. no, Antonella, la clip non l’avevo ancora vista.
Spot pubblicitario per uno shampoo cinese che sembra rendere i capelli cosi lisci da farli diventare addirittura “scivolosi”…
quando arriverà in Europa ve lo farò sapere.
Spot de pub pour un shampooing chinois qui semble rendre le cheveu si lisse qu’on passe directement à la vitesse supérieure… Quand arrivera-t-il sur le marché européen? Je vous tiens informé!
Certo si può dire anche così, non lo metto in dubbio, il fatto è che l’effetto è decisamente grottesco anche se, ripensandoci, vedere una porta che si allarma ogni volta che la merce è in pericolo sarebbe una scena piena di romanticismo involontario.
(La sagoma in controluce è la mia. Si, ancora non ho capito dove deve stare la luce quando faccio le foto…)
Il desiderio è il primo motore del consumo (quindi del linguaggio pubblicitario e promozionale). Desiderare è letteralmente de-siderare (fissare le stelle da lontano): il consumo è spinto dal desiderio, dalla brama dell’oggetto pubblicizzato