Export Dry ha scoperto che il suo target tra i 18 e i 25 anni, pur preferendo bere birra e non gradendo il vino, consuma ques’ultimo per senso di appartenenza al proprio gruppo: per salvare questi giovani uomini da questa “tortura”, il brand ha pensato bene di andar loro incontro con una sorprendente azione di direct marketing.
Per la prima volta nella storia dei produttori di birra, Export Dry ha prodotto un vino, una bella bottiglia con tanto di etichetta e tappo dorato. A ben guardare, però, la bottiglia di vino, posizionata tra le tante bottiglie di vino, seppur identica a tante altre, era in realtà un messaggio per i timidi consumatori.

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L’etichetta, infatti, “nascondeva” – alla stregua di un film di spionaggio alla 007 – un monito: “Non devi farlo!”. E, al posto di un elaborato profilo organolettico, le seguenti parole:
Ok, non andare nel panico! Sei nella sezione sbagliata. Continua semplicemente a leggere.
Le persone penseranno che stai studiando le caratteristiche delle uve o qualcos’altro.
Stiamo per tirarti fuori da questo pasticcio e darti delle birre. Birra Export Dry. Frizzante, rinfrescante e ricca di gusto. La birra Export Dryè una sofisticata lager adatta per ogni occasione. Soprattutto occasioni come questa.
Ecco quello che devi fare. Annuisci e strofinati il mento. Gira la bottiglia tra le tue mani e dì “Squisito”.
Poi avviati alle casse, fai passare la bottiglia allo scanner e riceverai indietro 5 dollari e una confezione di Export Dry. Ok, vai.
Io la trovo un’idea geniale, voi?
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Posted on: giovedì, maggio 17th, 2012 by alessandra colucci
Categorie: News.
Tags: Birra | bottiglia | Brand | Comunicazione | creatività | direct marketing | etichetta | Export Dry | Marketing | messaggio | monito | target | vendite | vino