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Davide vs Golia 2.0: intervista al collettivo CocaColla

Alcune domande al gruppo di creativi diventati noti per il blog che mischiava pericolosamente pop culture e soft drink (facendo arrabbiare Coca Cola). E che ora fa crescere Collater.al

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Come e quando si è formato il vostro collettivo? Da dove venite?
Veniamo da Catania, il nostro collettivo si è formato ufficialmente circa due anni fa, precisamente nell'aprile del 2010. Siamo un gruppo di amici, ci conosciamo da tantissimi anni e abbiamo le stesse passioni in comune. Diciamo che abbiamo deciso semplicemente di rendere ufficiale quello che già facevamo ogni giorno.

Di cosa vi occupate?
Ci occupiamo essenzialmente di tutto ciò che concerne le nuove arti, la street culture, la grafica, il design e l’advertising (soprattutto guerrilla, ambient), passando anche per l’arte classica, ma cercando comunque di essere attenti anche a tutto ciò che è fuori da questi campi ma che può essere interessante ai nostri occhi.

Vorreste spiegare ai lettori su quali concept poggia il nome “CocaColla”?
Il nome “CocaColla” si basa sulla storpiatura del più famoso dei soft drink. Per far ciò ci siamo comunque rifatti ad operazioni che già dei grandi brand avevano compiuto in passato “appropriandosi” dei simboli della cultura pop. È costituito quindi da due elementi: il primo mainstream e il secondo underground, cioè la colla, uno dei principali strumenti utilizzati nella street art, che invece è quello che ci distingue e nel quale ci immedesimiamo.

Cosa è accaduto con la Coca Cola Company? Con quali motivazioni vi ha intimato la chiusura del blog e la cessione immediata del dominio?
Abbiamo ricevuto due lettere da parte dello studio legale che tutela i diritti legali di Coca Cola, le quali affermavano che stavamo facendo uso improprio del nome della Company e che ciò poteva creare confusione tra i consumatori e fargli pensare che i due marchi fossero correlati, chiedendoci dunque di chiudere tutto. Per noi è stato davvero un bel problema perché il nostro lavoro ha subito dei rallentamenti vista la mole di materiale e di contatti sviluppati nel corso degli anni. Diciamo che è stato un nuovo inizio, abbiamo dovuto ri-tararci e poi riprendere tutto nel giro di un mese.

Avete avuto un ottimo feedback da parte degli utenti, sia sul blog che sui social network sui quali siete posizionati e anche i media si sono occupati del vostro caso, vi aspettavate tutto questo successo?
Ce lo aspettavamo in parte, perché sapevamo che questa cosa non avrebbe lasciato indifferenti gli utenti che ci seguivano e che, comunque, si tratta di un tipo di storia che la gente segue con particolare attenzione, ma, in definitiva non ci aspettavamo che i toni si sarebbero alzati in questo modo e non immaginavamo che la cosa avrebbe assunto queste proporzioni. Molti utenti si sono anche schierati dalla nostra parte, dandoci dei consigli e aprendo addirittura delle petizioni online in nostro supporto senza che lo sapessimo, ma devo dire che abbiamo anche trovato degli utenti in disaccordo, sinceramente.
A grandi linee possiamo dire di aver triplicato i nostri follower su Twitter, sul quale siamo stati anche Trending Topic per più di tre giorni, e anche i liker su Facebook sono diventati 1000 in più nel giro di qualche giorno, quando abbiamo deciso di tenere il blog fermo. Con l’inizio del nuovo project poi, sono aumentati ulteriormente. Diciamo che la gente, anche solo per curiosità, è andata a vedere di cosa si trattasse e poi più di qualcuno ha deciso di rimanere sulla page.

Una domanda un po’ maliziosa: Avevate previsto una reazione del genere da parte della compagnia e, di conseguenza, calcolato un ritorno in termini di notorietà?
A dire la verità “ni”, nel senso che, come ti abbiamo detto precedentemente, avevamo calcolato che la cosa ci avrebbe garantito un ritorno in termini di popolarità, ma non in questa misura. Tutti gli eventi che si sono susseguiti hanno contribuito a creare questa situazione, che ha portato sicuramente a una crescita esponenziale della nostra visibilità e l’affezione per la pagina, ma mi sembra una cosa ovvia nel momento in cui sui social network, nei forum, nelle radio e sui giornali parlano di te, e ciò stuzzica indubbiamente molte persone in più.

Dal vostro punto di vista, in quanto proprietari di un piccolo marchio (soprattutto se comparato a un gigante come Coca Cola che è forse il marchio più potente del mondo), come giudicate la tutela che il diritto industriale garantisce a quelli forti e più potenti sul mercato? Godono di un ambito di protezione più ampio rispetto a quelli più deboli, soprattutto quando ci si trova di fronte a controversie intricate come questa?
Noi onestamente non siamo tecnici e non sapremmo darti una risposta tecnica, ma è chiaro che il più grande, avendo più blasone e disponibilità economica, abbia più possibilità e mezzi rispetto a chi è più piccolo. Comunque, si tratta di una materia nuova, e crediamo in seguito subirà delle modifiche per quel poco che sappiamo.
In fin dei conti, Andy Warhol ha fatto in linea di massima la stessa cosa che abbiamo fatto noi, solo che lui era un grande artista, noi un gruppo di ragazzi catanesi. Il dominio è stato lasciato libero e noi che lo abbiamo acquisito non lo abbiamo utilizzato a scopo commerciale, certamente dipende anche dall’uso che ne viene fatto, il nostro brand, però, promuove arte, creatività e cultura, nulla che possa recare danno alla Coca Cola, oltretutto ci occupiamo di un ambito completamente diverso da quello della Company. Per esempio anche Mentadent ed Apple hanno una mela morsicata nel logotipo e poi, per quanto sia seguito il nostro blog, pur avendo picchi di utenti abbastanza alti sia in Giappone che in USA, credi che potremmo mai arrecare danno a un colosso del genere?

Dopo la querelle avete iniziato una sorta di campagna online diramando oltre al comunicato stampa di chiusura del blog, un “media kit” per i supporters. Cosa contiene? Qual è il vostro obbiettivo? E quanti download ha ottenuto?
I download sinceramente non so quanti siano, ma credo molti, anche se “molti” non è di certo un dato. Non siamo analisti, ma sappiamo quali fili toccare e cosa comporta esporci in una certa maniera, è da anni che lavoriamo con gli strumenti del web e li sappiamo utilizzare bene. Abbiamo realizzato la nostra strategia raccontando ciò che è successo e mettendo nelle mani di chi volesse rendere nota la nostra vicenda tutto il necessario: banner, logotipi e una serie di immagini rappresentative. Inoltre abbiamo dato agli utenti la possibilità di followare gli autori del blog, il tutto correlato da un hashtag (#supportcocacolla) che poi ci ha portato a essere trending topic per giorni e portati alla ribalta.

Ultima domanda: Nonostante la chiusura di CocaColla il vostro project va avanti, infatti avete dato vita a Collater.al, come sta procedendo e quali sono i vostri progetti futuri?
Collater.al procede abbastanza bene, possiamo dire di aver ripreso ciò che avevamo interrotto precedentemente. Il nome attuale rappresenta un po’ la nostra storia e ciò che ci è capitato in questo momento, in fondo è nato tutto da una reazione collaterale. Quello che risalta è che abbiamo mantenuto termine “colla”, per noi era abbastanza importante. Ad ogni modo, avremo qualcosa da raccontare ai nipotini.
In cantiere ci sono tanti progetti futuri, in molti

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ci hanno suggerito di andare da Pepsi e proporci come “Pepsi Colla”, ma abbiamo deciso di rimanere indipendenti, anche se non te lo diamo certo per scontato, ovviamente se qualche marchio importante venisse da noi e ci proponesse un buon contratto lo prenderemmo seriamente in considerazione, ma dipenderebbe tutto dalla autonomia che avremmo, anche se per il momento abbiamo deciso di lasciar stare i soft drink.
Noi in realtà miriamo a fare qualcosa che ci piaccia nella vita, vorremmo diventare una entità autonoma capace di autosostentarsi un giorno, visto che al momento questo è un secondo lavoro che comunque toglie energie al primo. Tra i progetti futuri c’è sicuramente anche quello di avere un po’ di tranquillità in più, visto che è stato un periodo molto stressante.

di Eugenio Iannelli

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Posted on: lunedì, marzo 19th, 2012 by

Categorie: News.

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