È noto che le maggiori imprese (quelle con grandi capitali) arruolano schiere di specialisti che setacciano in lungo e in largo la Rete e il suo popolo così da rilevare i volumi e i cluster più diffusi, alcune volte con iniziative da first mover (innescando, quindi, social media trend), molto spesso come trend follower.
Nelle iniziative di rete, però, esistono nicchie, gruppi, tribù che comunicano sulla base di linguaggi propri. Ed è proprio sulla cosiddetta long tail (eventi poco frequenti che possono cumulativamente superare di numero o di importanza gli eventi più frequenti) che questi dovrebbero focalizzare l’attenzione.
In quest’ottica, molto spesso nei fenomeni comunicativi si inseriscono aziende di piccole dimensioni che cercano di acquisire una loro porzione di mercato attraverso campagne di comunicazione integrata a basso costo puntando, appunto, sulla “coda lunga”. Il brand di una barretta di cioccolata romena ce lo dimostra.
La ROM autentic, brand romeno del gruppo Kandia Dulceche che produce barrette di cioccolato e dolciumi, ha deciso di utilizzare i risultati ottenuti dallo strumento del search engine di Google per pruomuoversi. Come? Partendo da un pregiudizio diffuso e, a quanto pare, purtroppo, troppo condiviso.
Dopo aver analizzato i risultati dei motori di ricerca, gli specialisti hanno notato che, digitando la query “Romanians are”, i suggerimenti che ne escono fuori sono alquanto discriminanti (il rumeno è stupido, sporco, ecc.. ). L’azienda, quindi, ha deciso di sovvertire questa cattiva reputazione attraverso la campagna Romanians are smart.
La singolare iniziativa consiste nel digitare in massa su Google “i romeni sono intelligenti” (Romanians are smart), per modificare progressivamente i parametri di indicizzazione degli spider e contribuire alla promozione del buon nome del popolo rumeno.
A tale scopo l’azienda ha attivato vari canali della comunicazione: un video, un sito web (con una galleria di auterevoli personaggi rumeni in campo scentifico, artistico e politico) e una fan page su Facebook, riuscendo così a innescare un processo di community engagement e buzz.
Questo è un caso emblematico di come il mondo del web non abbia degli schemi definiti. Partendo da una buona idea, attraverso un’ ottima conoscenza degli strumenti della comunicazione in Rete si può tentare, con un discreto successo, di contrastare un pregiudizio facendo business.
Per ottenere risultati del genere, naturalmente, è indispensabile che il brand ascolti il web. Le aziende, finalmente, hanno iniziato a capirlo.
Marianna Mollica
Posted on: giovedì, dicembre 15th, 2011 by redazione
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