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L’era della tweet art

Twitter è sempre di più oggetto di attenzione da parte degli utenti, delle star e degli stessi sviluppatori, che proprio in questi giorni – come noto – ne hanno rilasciato una nuova versione. Si tratta di un mezzo social sui generis, molto versatile, che si presta a varie reinterpretazioni e a connettere molti aspetti della vita, tra cui l’arte.

Il 23 novembre scorso Twitter ha ospitato un’interessante e originale maratona, dal titolo “Draw my story”. Migliaia di utenti di tutto il mondo, per ben 48 ore di fila, hanno partecipato ad un esperimento di Live Social Media, organizzato dalla web agency inglese Creative Base. Scopo dell’iniziativa era quello di condurre una sperimentazione sociale dei media, sfruttando in maniera creativa le potenzialità del crowdsourcing.

L’idea di fondo era  di creare una storia da illustrare su un muro dello studio della web agency, trasformando in disegni i tweet inviati attraverso l’hashtag #Drawmystory. L’esperimento riprende – anzi, ri-media – il vecchio gioco “fold over stories”, in cui ogni persona scrive una riga su un pezzo di carta e lo passa avanti, fino a delineare un racconto del tutto imprevedibile.
Una volta lanciato il primo tweet, infatti, gli utenti potevano contribuire a creare la trama della storia seguendo due semplici regole: rientrare nei classici 140 caratteri ed essere creativi.

I tweet più bizzarri e originali sono stati selezionati e trasformati in illustrazioni dalle mani esperte della pluripremiata Lizzie Cullen Maria. Come in un “Grande Fratello”, la giovane designer londinese ha realizzato un meraviglioso murale “tutto d’un fiato”, costantemente spiata dalle videocamere: attraverso un feed video dal vivo, i numerosi followers hanno seguito l’opera e controllato che Lizzie non rimpiazzasse mai i pennelli con il cuscino.
Twitter non è nuovo alle contaminazioni con l’arte, e nemmeno a quelle con le maratone. Christoph Niemann, illustratore tedesco, ha raccontato a passo di tweet la maratona di New York: mentre correva, infatti, ha realizzato dei disegni e li ha postati in diretta, creando un’inedita cronaca del percorso.

L’artista americana Odessa Begay, invece, ha tradotto in comiche e colorate raffigurazioni i tweet più surreali e divertenti delle star, giungendo alla fondazione di un museo virtuale (Museum of Modern Tweets) interamente dedicato ai “very important tweet”.
Per chi, come me, non è certo Lizzie o Christoph, non perda le speranze di trasformare le proprie idee in opere d’arte. Basta lasciare i pennelli a chi li sa usare: la Samsung, ad esempio, nella recente campagna “Create my tweet” legata al suo nuovo smartphone, ha arruolato quattro illustratori (Steven Wilson, Rose Stallard, Danny Sangra e Natasha Law) pronti a dare colore ai tweet più creativi. Insomma, c’è chi ci mette il “tweet”, e chi ci mette l’”art”: a noi la scelta.

Tonia Basco

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Posted on: mercoledì, dicembre 14th, 2011 by

Categorie: Comunicazione | Creatività | Culture | News | Tecnologie & Web.

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