Le implementazioni dei servizi di geocalizzazione non trovano sosta. Nati per permettere agli utenti di orientarsi in spazi pubblici e aperti – tra cui, naturalmente, le strade – le applicazioni che mappano il territorio si sono successivamente trasformate in un grande business che coinvolge le attività commerciali sparse per il mondo.
L’ultima trovata è quella di Google Maps (e di chi, se no?), che nella nuova versione ottimizzata per Android 6.0 ora include anche la mappatura degli spazi indoor, permettendo ai viaggiatori di non “smarrire la bussola” anche all’interno di aeroporti e strutture commerciali.
Non appena varato il progetto, la multinazionale di Mountain View ha iniziato a intavolare partnership con svariati brand, come ad esempio Ikea, Macy’s e Tokyu, proponendosi di approfondire tale pratica nei prossimi mesi. Attualmente sono gli snodi del trasporto, come le stazioni ferroviarie e – appunto – gli aeroporti a fungere da terreno di sperimentazione, con gli scali internazionali di San Francisco, Chicago, Las Vegas, Houston, Atlanta, Seattle e Narita (Giappone) utilizzati come apripista.
Le prime ricadute economiche del progetto sono evidenti, con le attività commerciali e turistiche pronte naturalmente a prestare il proprio consenso al “censimento” per risultare più rintracciabili, ma i possibili sviluppi non sono ancora del tutto prevedibili. Quello che cambia rispetto al passato è che in pratica i touch point tradizionali, come i pannelli informativi e la segnaletica orizzontale e verticale, lasciano spazio a un touch point virtuale integrato, che sfruttando le connessioni 3G o Wifi ed il GPS, si presenta sotto forma di interfaccia digitale targata Google.
Posted on: lunedì, dicembre 5th, 2011 by vincenzo bernabei
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