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Fruit packaging: le etichette solubili di Scott Amron

Le nuove tendenze green del food packaging da oggi si concentrano su un piccolo annoso problema: come evitare di lasciare una patina di colla staccando le etichette da un frutto? Grazie al design di Scott Amron si è trovata una soluzione, per la gioia degli appassionati di label come Roger Harris.

Sul fatto che la frutta sia salutare e che dovrebbe essere inserita (insieme alla verdura) all’interno di qualunque dieta nessuno ha dubbi. A voler essere pignoli però anche banane, arance, mango & company presentano almeno due controindicazioni fastidiose. La prima è: come lavare la frutta efficacemente cercando di “disinfettarla”, soprattutto quando si è fuori casa? E la seconda: come eliminare quella insidiosa, appiccicosa patina che talvolta rimane attaccata alla buccia del frutto una volta staccata l’etichetta? Due belle questioni, anche perché pare che in alcuni casi la colla utilizzata per l’etichetta sia tossica.

Individuato il problema, non disperate: le vie del food packaging sono tantissime e piene di soluzioni creative. Ne sa qualcosa il designer Scott Amron, il quale ha pensato bene di inventare un’etichetta che si dissolve una volta a contatto con l’acqua, risolvendo almeno una delle due questioni suddette. La nuova etichetta, chiamata Label Fruitwash, non esiste ancora, ma Amron pare abbia già commercializzato il suo brevetto, riscontrando un successo incoraggiante.

Se vi sembra strano che un designer si ingegni per escogitare nuovi accorgimenti sulle fruit label rimarrete stupiti scoprendo che esistono veri e propri collezionisti di etichette da frutta. Uno di questo è Roger Harris, che nel lontano 1999 mise online un database contenente foto, descrizioni e notizie sulla provenienza delle varie “marche di frutta” documentate.

Senza dubbio la veste grafica del sito lascia molto a desiderare, ma il fatto di poter rintracciare con un click brand “fruttivendoli” da tutto il mondo posti in ordine alfabetico dà molta soddisfazione. Da Palermo al Brasile, da Murcia all’Uruguay, fino all’estremo Oriente, le immagini sgargianti e bucoliche di nationalfinder.com rimandano ad atmosfere esotiche e lontane nel tempo. Con la speranza che non restino attaccate alla mela o all’arancia di turno…

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Posted on: mercoledì, novembre 2nd, 2011 by

Categorie: Brand | Creatività | Marketing | News | Tecnologie & Web.

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