Dal comunicato stampa:
Chris Rain non fotografa la realtà, ma inventa visioni. Scene surreali senza luogo né tempo, oggetti spesso irriconoscibili senza collegamenti, fantasmi di cose e di persone che si rincorrono senza trovarsi.
Le foto in mostra, tratte dalle serie “Glockenspiel” e “I am the snow”, sono solo pochi frammenti di un universo fotografico fatto di enigmatiche sensazioni miste a ricordi del passato e apparizioni del presente nelle quali non è difficile imbattersi in angeli allucinati o pesci che volano.Realizzate con Rolleiflex e macchine grande formato, le foto trovano nella fase di sviluppo la propria essenza. Stropicciate, bruciate, corrose, dei veri e propri collage in cui convivono realtà e visione, vero e immaginazione, in un flusso di coscienza fotografico nel quale appaiono personaggi di una storia sognata e ormai sbiadita, scene che si fondono una sull’altra e si rovinano, si perdono, evaporano.
Le sue fotografie, moderni dagherrotipi che incontrano sperimentazioni sciadografiche e rayografiche, hanno un che di perso e ritrovato.
Chris Rain sembra capace di vedere nei sogni, di ricomporli una volta tornato in superficie e di imprimere su pellicola ciò che ne rimane: lo scheletro, bianco e nero.
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Posted on: venerdì, maggio 13th, 2011 by redazione
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