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Il lusso? Lo desidero (e lo compro) attraverso lo smartphone

Secondo una recente ricerca condotta dl Luxury Institute sempre più spesso, e sempre più regolarmente, gli utenti americani utilizzano le apps degli smartphone per informarsi sui brand e i prodotti  di lusso, definendo uno stile di consumo che unisce tecnologia e ricercatezza.

I risultati sono indicativi, e restituiscono un quadro del tutto verosimile rispetto alle ultime tendenze di consumo nell’intero panorama occidentale, oltre che statunitense.
Anzitutto il dato generico relativo al download: il 34% degli intervistati dichiarano di aver recentemente scaricato applicazioni sul proprio device, mentre l’11% del campione assicura che ha intenzione di farlo nel prossimo periodo. Mediamente, coloro che hanno effettuato i download hanno installato 13 nuove applicazioni, e ne usano regolarmente 7 (nella maggior parte dei casi 2 o più volte al giorno).

Generalmente le tipologie di applicazioni più ricercate sono relative al meteo, all’informazione, ai viaggi, al gaming, alla musica e al business; i 3/4 degli utenti, però, affermano di prediligere apps che in qualche maniera sono associabili a brand già conosciuti, di cui “si fidano”, e spesso tali brand appartengono alla categoria del lusso. Per dare un’idea, il 9% ha da poco scaricato applicazioni dagli spazi BMW, e altrettanti utenti si sono serviti di strumenti targati Mercedes-Benz; l’8% di loro hanno scelto Louis Vuitton, uguagliando numericamente gli appassionati di Ralph Lauren e Chanel.

D’altra parte, come afferma Milton Pedraza, Ceo del Luxury Institute,

Le vendite nei retail store si stanno riprendendo, ma è vero che le vendite online sono rimaste alte anche durante la recessione. Per i brand del lusso e per i negozi che vendono su internet, l’e-commerce dovrebbe diventare il loro store più importante a lungo andare. E dovrebbe continuare a portare margini alti, soprattutto se saranno capaci di lavorando bene sul riapprovigionamento dei prodotti e sui programmi per i ri-acquisti, bypassando così il canale wholesale.

Sotto l’aspetto culturale, risulta evidente che i social network come LinkedIn e Facebook rivestano ormai una funzione primaria per quel che riguarda la formazione delle opinioni sugli oggetti e il confronto con gli altri membri della propria community sulle caratteristiche dei prodotti in vendita. Una tendenza che accomuna le persone facoltose e quelle meno abbienti, che di fronte alla seduzione delle merci di fascia alta si comportano sostanzialmente allo stesso modo.

Chi avrebbe mai scommesso sul fatto che in certi contesti è proprio il settore più esclusivo, quello del lusso, a porre sullo stesso piano ricchi e meno ricchi? :)

Per approfondire:

Adweek

LuxRevolution

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Posted on: mercoledì, ottobre 20th, 2010 by vincenzo bernabei

Categorie: Brand | Business | Comunicazione | Marketing | News | Tecnologie & Web.

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