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A New York (ri)vive il cinema 3D

In questi giorni è in corso a New York una rassegna sul cinema 3D. Ma se qualcuno si aspettasse vedere Avatar o l’ultimo capitolo della saga di Shrek rimarrebbe deluso, perché a essere proiettate sono pellicole del secolo scorso…

Prima che il web arrivasse a modificare irrimediabilmente le nostre vite di consumatori culturali, la tv e il cinema si dividevano gran parte del nostro tempo libero. Alla prima delegavamo la nostra visione quotidiana sulle cose, l’informazione, l’intrattenimento “leggero” e costante a mo’ di “flusso”; al secondo era invece riconosciuta la capacità di stupire, di mostrare divi e celebrità irraggiungibili, e soprattutto di sorprenderci con l’uso di effetti speciali.

Per esempio, ciò che comunemente chiamiamo cinema 3D, vale a dire quell’esperienza di visione in cui oggetti e personaggi sembrano “uscire” dallo schermo, è in realtà una tecnologia che fa parte del passato cinematografico. In particolare, negli anni ’50 del secolo scorso ci fu una stagione in cui gli Studios produssero decine di film 3D, che gli spettatori potevano ammirare attraverso l’uso di occhialini del tutto simili a quelli che indossiamo in sala oggi.

Molto spesso i film prodotti con questa tecnica erano considerati B-movies, prodotti con target e funzioni molto diversi dalle pellicole che sono diventate successivamente grandi classici della modernità. Ma è altrettanto certo che titoli come Il mostro della via Morgue, Il mostro delle nebbie, Gorilla in fuga, Baciami Kate!, La maschera di cera o Delitto perfetto, interpretati da attori di tutto rispetto come Vincent Price, Karl Malden e Grace Kelly sono diventati dei capisaldi per appassionati e addetti ai lavori, i quali negli anni successivi e fino a oggi si sono ispirati a quelle pellicole per produrre cinema contemporaneo.

Una curiosità: per mostrare in sala i film cult 3D degli anni ’50 si proiettavano in contemporanea due pellicole, tenute insieme dallo sguardo dello spettatore. La tecnica non è poi così distante da quella usata attualmente, se si pensa che James Cameron per il suo gioiello uscito quest’anno ha utilizzato una speciale camera a 2 obiettivi, da lui stesso brevettata.

Fonti:
New York Times
Trovacinema

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Posted on: giovedì, agosto 19th, 2010 by vincenzo bernabei

Categorie: Comunicazione | Culture | News | Tecnologie & Web.

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