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Comunicazione e sicurezza: a chi telefonare “In Case of Emergency”?

Qualche giorno fa mi è arrivata una e-mail da mio amico Claudio che riportava in oggetto “N° ICE (In Case of Emergency)”. Claudio non è solito mandare SPAM o “catene” di qualsiasi tipo, come egli stesso sottolineava nell’incipit, dunque mi sono incuriosita e ho continuato a leggere:

“Gli operatori delle ambulanze hanno segnalato che molto spesso, in occasione di incidenti stradali, i feriti hanno con loro un telefono portatile, ma gli operatori non sanno chi contattare tra la lista interminabile dei numeri salvati nella rubrica.

Gli operatori delle ambulanze hanno lanciato l’idea che ciascuno metta, nella lista dei suoi contatti, la persona da contattare in caso d’urgenza sotto uno pseudonimo predefinito.
Lo pseudonimo internazionale conosciuto è ICE (In Case of Emergency): è sotto questo nome che bisognerebbe segnare il numero della persona che operatori delle ambulanze, polizia, pompieri o primi soccorritori potrebbero contattare.
In caso vi fossero più persone da contattare si può utilizzare la definizione ICE1, ICE2, ICE3, etc….

Un consiglio facile da seguire, non costa niente e può essere molto utile …è una buona idea ed è anche promossa dalle autorità preposte al soccorso. Fate circolare la notizia in modo che questo comportamento diventi un’abitudine diffusa.

Protezione Civile Roma

Su Wikipedia ho scoperto che il programma ICE – In Case of Emergency è stato concepito dal paramedico Bob Brotchie nel 2005 e che sinora si è diffuso come viral e-mail. Il metodo pare abbia avuto qualche critica riguardo la propria efficacia, poiché il cellulare potrebbe essere trovato spento o bloccato da PIN, o anche essersi rotto durante l’incidente. Ancora: i soccorritori potrebbero non saperlo usare o non averne il tempo, ovvero la ricerca di informaizoni personali  su una ribrica altrui potrebbe essere considerato lesivo per la privacy.

Personalmente credo che si stia parlando di un’idea intelligente, tanto sotto l’aspetto comunicativo quanto da un punto di vista meramente pratico, dato che pur riflettendoci, non riesco a pensare a metodi del tutto efficaci per annotare informazioni di questo tipo avendo la certezza di portarle sempre con sé (anche foglietti, portafogli, targhe e simili potrebbero andar persi o essere distrutti durante un incidente).

Probabilmente, come in tanti altri ambiti della comunicazione, l’ideale sarebbe usare un mix di metodi differenti e compatibili fra loro, ma una segnalazione su ICE mi è sembrata utile e doverosa.

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Posted on: giovedì, luglio 15th, 2010 by alessandra colucci

Categorie: Comunicazione | Culture | News.

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