Quello che mi ha sempre colpito positivamente di Bono e del suo modo di scrivere è soprattutto la musicalità: ha una “leggerezza” non comune nel saper trattare le voci insieme agli strumenti. Questo gli permette di dispiegare la sua inventiva melodica senza affettazioni, e soprattutto senza ricorrere ad astrusi escamotages avanguardistici, tipici per esempio della scuola viennese, piena di decadenza e disfacimento. Per questo quando si è rivolto a me per affinare le sue qualità di compositore gli ho consigliato di interessarsi a questo splendido personaggio di Tofano, che io stesso avevo trattato ne La gatta Cenerentola. In questo modo ha avuto la possibilità di rimanere con successo nel solco della tradizione italiana più genuina e popolare, evitando esclusività e intellettualismi.
Personalmente ho trattato Cenerentola perché siamo di fronte, più che un personaggio, a un vero e proprio mito. Certo è che un mito non è mai attuale in sé: può essere reso tale solo attraverso una traduzione sapiente, una sensibilità e una qualità di scrittura all'altezza della materia trattata. A volte, per esempio
, mi trovo di fronte a certe opere di avanguardia che pretendono di essere attuali, ma in realtà risultano vecchissime ed elitarie. La Gatta Cenerentola invece non è un'opera per pochi, è per un pubblico vasto, perché sia il personaggio di Tofano che la mia rilettura non sono, fortunatamente, né moralistici né edonistici.
Per quel che riguarda la canzone napoletana in sé, semplicemente, non esiste più. Quello che di napoletano abbiamo di fronte oggi è musica leggera o pop, rock, ma ha poco a che fare con la canzone classica perché nelle manifestazioni attuali si è perso il suo tratto distintivo principale: la vocalità. In più, tentare di riproporre quegli stilemi rappresenterebbe oggi un tentativo di realismo, e il realismo a teatro è quanto di più volgare si possa immaginare. Anche per quanto riguarda Bono, lui riattualizza adeguatamente un mito perché riesce a stilizzare la tradizione, senza scadere nella citazione pedissequa.
Tofano è stato uno splendido illustratore, un sublime attore e un ottimo scrittore. Ha dato vita a varie commedie in versi, per esempio, che sono drammaturgicamente molto rispettabili e rappresentabili ancora oggi in maniera molto credibile. Il Signor Bonaventura è simpatico ai più perché guadagna grazie alla fortuna, ma tra i suoi personaggi ci sono altre figure molto curiose e popolari, come la famiglia Brambilla. Si tratta insomma di un grande artista da riscoprire.
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Posted on: mercoledì, maggio 5th, 2010 by redazione
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