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La Disney rimborsa i neonati che non diventano “genius”

Questa è la breve storia della “scoperta” di un nuovo mercato, della proposizione di un nuovo prodotto, del suo successo, e del suo (apparentemente) veloce declino.

Parliamo della linea Baby Einstein (ma esiste anche la linea Baby Mozart, Galileo, Shakespeare…) della Disney: una serie di giochini ideati per bambini dai 6 mesi ai 2 anni di età a base di quiz e video-tutorial.

LA PREMESSA: l’enorme successo dei giochi (in America, secondo Repubblica li usano 1 bambino su 3) è da ricercarsi non solo in un’assenza di giochi così strutturati per quell’età ma anche nel desiderio competitivo dei genitori che, ovviamente, sono convinti che il loro bambino, ha tutte le carte in regola per diventare un genio. E quale miglior modo di stimolare la sua intelligenza che piazzarlo da solo davanti a dei video tutorial? L’infante matura la sua genialità davanti al DVD della Disney mentre i genitori sono liberi e in pace con la loro coscienza di genitori-che-stanno-permettendo-al-loro-figlio-di-diventare-intelligente.

SENONCHE’: sempre leggendo su Repubblica scopro che la “passività ” a cui sono costretti i piccoli geni ridurrebbe anziché aumentare le loro capacità intellettive.

E QUINDI la linea Baby Genius, paradossalmente, ritarderebbe anziché velocizzare l’ìapprendimento dei piccoli Mozart/Galileo/Shakespeare (sempre negli USA, già da mesi varie associazioni di genitori si stavano dando da fare per dimostrarlo).

LA NOTIZIA: La Disney, che monopolizzava il 90% del mercato giochi”neonatali” rinborserà dunque i genitori insoddisfatti del fatto che i propri figli non abbiamo imparato “più in fretta” degli altri come promesso dal prodotto acquistato.

MORALE: genitori di neonati, non riversate sui piccoli le vostre ansie! Prendete i cuccioli e portateli al parco a giocare con i loro coetanei perché, lo dicono gli scienziati (ma anche mia nonna) sicuramente impareranno molto di più oppure, se proprio non potete, sedetevi insieme a loro sul divano a divertitevi a guardare un bel cartone animato. La Disney, ad esempio, ne fa di bellissimi…

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Posted on: martedì, ottobre 27th, 2009 by diego altobelli

Categorie: Brand | Comunicazione | Creatività | Culture | Formazione | Marketing | News.

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