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E, improvvisamente a pag. 191 di Verso Occidentel’Impero dirige il suo corso, Foster Wallace scrive:
“Drew-Lynn, col tempo, diventerà la J. D. Steelritter Advertising, e scoprirà che la chiave di ogni campagna pubblicitaria geniale, efficace e originale non sta nella creazione forzata di jingle e immagini completamente nuovi ma nella semplice disposizione di vecchie parole e ancor più vecchie immagini in combinazioni e rapporti che il consumatore crede già che siano veri.”
Il concetto oggi potrebbe sembrare ovvio, ma vi prego di considerare che il libro di FW è del 1989 e che FW stesso a quell’epoca aveva appena ventisette anni e già un libro assolutamente geniale scritto due anni prima.
Verso Occidente, tra le altre cose, racconta di una riuonione. Un’enorme riunione nell’Illinois dei quarantaquattromila attori e testimonial di tutti gli spot di McDonald’s. Noi seguiamo il viaggio di sei di questi, tra i quali: due studenti di un corso post-laurea di scrittura creativa, una hostess non più giovane, un padre-ideatore-delle-maggiori-campagne-pubblicitarie-degli-states e un figlio che interpreta il clown del Mc.
Posted on: martedì, giugno 30th, 2009 by diego altobelli
Categorie: Comunicazione | Creatività | Culture | Marketing | News.
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