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A quanto dice il Sole24Ore di ieri, ultimamente molti americani vanno a letto con i loro personal computer dedicando ore e ore al lavoro pre-fase rem. Tutto ciò influisce sui rapporti interpersonali (per chiari motivi che non sto qui a spiegare) ma soprattutto mette a serio rischio le stesse aziende in quanto chi lavora da casa spesso si collega al web attraverso reti wireless non abbastanza protette.
Il “rimpicciolimento” dei computer porta/porterà necessariamente a questo e a chissà quali altri strambi comportamenti sociali (ad esempio: chi di voi porta il computer in bagno? Nota: perché il cellulare sono anni che vi fa compagnia lì accanto al lavandino, vero?). La cosa che però più mi suona strana è la natura del rapporto pubblico-privato che si sta ridefinendo sia dentro che fuori il luogo di lavoro.
Insomma – dati statistici alla mano – la mattina sarebbero sempre di più gli impiegati che “perdono tempo” su facebook per parlare con amici e parenti e la sera poi quando finalmente ci sono (con amici e parenti) che fanno? Accendono il computer nelle loro belle villette-a-due-piani-con-reti-wireless-scarsamente-protette e aprono file contenenti dati sensibili dell’azienda incuranti, tra l’altro, del calore prodotto dalle ventole dei suddetti portatili tra le coperte?
Posted on: venerdì, maggio 29th, 2009 by diego altobelli
Categorie: Culture | News | Tecnologie & Web.
Tags: aziende | bagno | cellulare | comportamenti sociali | computer | culture | dati azienda | dati sensibili | dati sensibili azienda | dati statistici | Facebook | lavoro | letto | luogo lavoro | MacBook | personal computer | portatile | rappoti interpersonali | reti protette | reti wireless | rischio aziende | sole24ore | Tecnologie & Web