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“Hey Jude, non peggiorare le cose: prendi una canzone triste e rendila migliore.
Ricordati di lasciarla nel tuo cuore, e poi comincia a migliorarla.”
(Hey Jude, Lennon-McCartney 1968)
Vi starete chiedendo perché mai uno dovrebbe scegliere, tra le tante canzoni dei Beatles proprio quella che Paul dedicò a Julian Lennon (in origine si chiama “Hey Julian“) proprio quando i suoi genitori stavano divorziando (ma su questo ci sono tesi differenti: Hey Jude sarebbe, per alcuni, un canzone autoreferenziale di Paul scritta per una sua crisi sentimentale, per altri invece rappresenterebbe quel periodo delicato di pre-scigliomento della band). Comunque, quella che credo sia l’esatta motivazione la copio/incollo da wikipedia:
Una delle caratteristiche peculiari della canzone è il coro finale, lungo quattro minuti circa, “Na-na-na-na-na-na-na-na-na-na-na Hey Jude” che verrà ripreso dai tifosi calcistici. Questa coda della canzone richiese la presenza di un’orchestra formata da trentasei elementi, tra cui dieci violini, tre viole, tre violoncelli, due flauti, un contrabbasso, un bassso, due clarinetti, quattro trombe, due corni…
Tutto ciò per dire che l’idea di T- Mobile diriempire Trafalgar Square e di invitare migliaia di persone a cantare Hey Jude condividendo questa particolare emozione mi è piaciuta molto. D’altra parte anche il payoff non è niente male: Life for sharing
Risorse:
T- Mobile
Posted on: venerdì, maggio 15th, 2009 by diego altobelli
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