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Dalla ACME ad alcune altre marche fittizie nel cinema hollywoodiano

Questo articolo mi spinge a pubblicare una mia breve ricerca di qualche tempo fa in materia di product placement (come al solito! :p) :

Le marche fittizie usano essere create e inserite nei film quando la parodia è talmente evidente da non permettere di usare un vero brand, ovvero vengono utilizzate per creare strane campagne pubblicitarie che, in alcuni casi, “fanno il verso” a quelle esistenti (spesso funzionando anch’esse come posizionamento delle marche reali: stessi vantaggi!).


Il fenomeno del prodotto inventato ha origine con il marchio ACME, fantomatica società che per anni ha fornito le attrezzature più assurde e sconclusionate all’industria di Hollywood. Partita come XXXX, la marca, che si rivela per la prima volta nei cartoni animati, si diffonde in tutti i generi e compare in moltissimi film, fornendo una palestra per il fenomeno del product placement.

La ACME Products Corp, fondata da Marvin Acme, il padrone di Cartoonia che morirà schiacciato da una cassaforte in “Chi ha incastrato Roger Rabbit”, produce un po’ di tutto anche se nella maggior parte dei casi i suoi prodotti rimangono più che altro legati al mondo dei cartoni animati (“Se è della ACME, è scompisciante!”, come ammette lo stesso Marvin).

“Chi ha incastrato Roger Rabbit”, per com’è strutturato, potrebbe essere considerato una sorta di mega-spot di questa fantomatica azienda dato che, oltre a varie casse che riportano questa scritta in bella vista e che sono presenti un po’ ovunque, tranne rare eccezioni, tutti i prodotti presenti nel film sono marcati ACME, dalle gomme di scorta agli elettrodomestici:

  • Nella scena iniziale, il cartone animato con Roger Rabbit e Baby Herman, a parte il forno il cui brand è HOTTERNELL (comunque anch’essa marca inventata), si possono vedere: ACME deadly mouse poison (veleno per topi), ACME soap (sapone da bucato), ACME chili sauce extra hot (salsa), ACME toastamatic (tostapane), ACME suck-o-lux (aspirapolvere).
  • Nella scena che invece si svolge direttamente all’interno del magazzino della ACME, sono invece riconoscibili molti degli effetti speciali e delle attrezzature creati appunto dalla ACME e da utilizzare per le scenografie quando si girano i cartoons, tra questi: ACME hole (buchi adesivi), martelli dotati di un complesso meccanismo a molla che supporta un guantone da pugile, scarpe danzanti, strumenti musicali dotati di vita propria, il meccanismo per dare la scossa quando ci si stringe la mano (l’articolo più venduto!), inchiostro simpatico che scompare per poi riapparire successivamente, ACME curve ball, la schiacciasassi, ACME Gulf (colla potentissima), casse e così via.

In altre circostanze by ACME sono anche: i dischi su cui ha inciso le sue canzoni Eddie in “The Rocky horror picture show”, il negozio di libri nel quale si reca Philip Marlowe (Humprey Bogart) per cercare di risolvere il mistero de “Il grande sonno” , il furgone che prende a prestito l’ispettore Clouseau nel corso della sua sconclusionata indagine ne “La Pantera Rosa colpisce ancora”, le vele per far navigare un palazzo in “Monty Python-Il senso della vita” e così via, arrivando addirittura ad essere un negozio ne “Il sesto senso” l’inquietante film prodotto dalla Walt Disney.

Il fenomeno ACME è stato anche soggetto ad imitazione: nei film a cartoni della Walt Disney, ad esempio, solitamente non si usavano i prodotti ACME ma altre marche completamente inventate, fra le quali la più famosa rimane la KANINE KRUNCHIES, sponsor del programma preferito dai cuccioli dalmata ne “La carica dei 101”.

Il marchio ACME fa la sua comparsa in decine e decine di film fino agli anni settanta, ma negli anni ottanta le apparizioni diminuiscono drasticamente forse anche perché i veri brand cominciano a voler comparire comportando un enorme sviluppo del product placement in quel periodo: le marche, ormai, accettano di posizionare il proprio logo su ogni genere di oggetto, anche nel mondo dei cartoni animati, ma ciò non vuol dire che l’epoca dei brand di fantasia si sia conclusa.

Per sapere qualcosa in più su altre marche inventate leggete questo.

La prima immagine viene da qui, la seconda da qui.

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Posted on: venerdì, marzo 20th, 2009 by alessandra colucci

Categorie: Brand | Comunicazione | Creatività | Culture | Marketing | News.

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