C’è un gran parlare in giro di come il web amplifichi sindromi ipocondriache. Come?
Uno va su Google e scrive sintomi banali come ad esempio “mal di testa“, clicca su invio ed ecco che scopre che è affetto da malattie come la gotta, l’ebola o , addirittura, che ha un tumore.
Tanto sembra elevato l’allarme che questa cosa non solo ha un nome: Cyberchondria, ma anche importanti ricerche che cercano di spiegarne sintomatologie e possibili cure. Microsoft Research, ad esempio, ha portato a termine un esperimento raccontato qui dal NY Times e qui dal Sole 24Ore.
Ecco, io vorrei dire, con le dovute e necessarie precauzioni: si, è tutto vero. Io lo so, sono Ipocondriaco e, anzi, potrei raccontarvi innumerevoli aneddoti di uso distorto del web che ho fatto insieme a Salvatore il mio ex coinquilino con il quale condividevo segretamente le più cupe fobie.
Ma, almeno per quanto mi riguarda, facevo la stessa cosa anche a dieci anni con il Grande-Dizionario-Medico-Illustrato-De-Agostini che era nello scaffale alto della libreria del salotto e che aprivo spesso per controllare sintomi da cui ero affetto. Mi batteva forte il cuore? Tachicardia, ovvio. E così via.
Quello che ho imparato grazie al web però sono questi semplici principi che vorrei condividere con voi.
ATTENZIONE! Queste sono le solite vecchie regolette universali a cui uno dovrebbe attenersi qualsiasi cosa cerchi sul web.
Posted on: martedì, dicembre 2nd, 2008 by diego altobelli
Categorie: Comunicazione | News | Tecnologie & Web.
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Grande Diego! Il tuo post potrebbe essere l’introduzione perfetta del “Manuale dell’ipocondriaco”.
Purtroppo soffriamo di una malattia che si autoalimenta in maniera fatale e che,, ne sono convinto, sarà la causa della nostra morte. Non una malattia, ma la stessa ipocondria ci accompagnerà fino alla tomba.
E’ ovvio che quando crediamo di avere qualcosa tendiamo ad irrigidire la parte del corpo su cui siamo concentrati, aumentando sintomi e dolori. L’evoluzione dei sintomi verso forme più gravi è normale negli ipocondriaci come noi. Ed è così che approdiamo in argomenti quali leucemia, tumori, sclerosi multipla, distrofie e sindromi varie che corrispondo perfettamente alle nostre sensazioni.
Internet non ha fatto altro che incrementare i nostri sintomi celebrali, come vertigini, capogiri, mal di testa, vista offuscata, tremolii, formicolii, intorpedimento. Tant’è che ogni volta che mi metto a fare il medico di me stesso su wikipedia finisce che sto peggio di prima.
Ora siamo giovani e “forti”, ma quando arriveremo sui 50 le nostre coronarie saranno talmente stressate dalla nostra ipocondria che prima o poi saremo sorpresi da un infarto, conferma della mia tesi iniziale.
Il senso della morte ci appartiene, ma non è questo che ci rende diversi?
Sei troppo forte, per un attimo non ho più accusato sintomi!
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