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Si, sono ipocondriaco, e allora?

C’è un gran parlare in giro di come il web amplifichi sindromi ipocondriache. Come?
Uno va su Google e scrive sintomi banali come ad esempio “mal di testa“, clicca su invio ed ecco che scopre che è affetto da malattie come la gotta, l’ebola o , addirittura, che ha un tumore.

Tanto sembra elevato l’allarme che questa cosa non solo ha un nome: Cyberchondria, ma anche importanti ricerche che cercano di spiegarne sintomatologie e possibili cure. Microsoft Research, ad esempio, ha portato a termine un esperimento raccontato qui dal NY Times e qui dal Sole 24Ore.

Ecco, io vorrei dire, con le dovute e necessarie precauzioni: si, è tutto vero. Io lo so, sono Ipocondriaco e, anzi, potrei raccontarvi innumerevoli aneddoti di uso distorto del web che ho fatto insieme a Salvatore il mio ex coinquilino con il quale condividevo segretamente le più cupe fobie.

Ma, almeno per quanto mi riguarda, facevo la stessa cosa anche a dieci anni con il Grande-Dizionario-Medico-Illustrato-De-Agostini che era nello scaffale alto della libreria del salotto e che aprivo spesso per controllare sintomi da cui ero affetto. Mi batteva forte il cuore? Tachicardia, ovvio. E così via.

Quello che ho imparato grazie al web però sono questi semplici principi che vorrei condividere con voi.
ATTENZIONE
! Queste sono le solite vecchie regolette universali a cui uno dovrebbe attenersi qualsiasi cosa cerchi sul web.

  • Evitate a priori di googlare i vostri sintomi. A meno che non siate anche masochisti. Il che, se siete già ipocondriaci è molto probabile.
  • Se proprio non resistete al suddetto impulso autolesionista imponetevi questo semplice dogma “tutto ciò che leggo potrebbe non essere vero”. D’altra parte lo dice anche Wikipedia che non da consigli medici (ne tantomeno di carattere psicologico). E di Wikipedia ci si può fidare.
  • Fidatevi dei siti “ufficiali” e “altamente autoritari”.  Un esempio? Con tutto il dovuto rispetto per la community che lo compone, se dovessi controllare dei sintomi forse Yahoo Answers non sarebbe il primo sito su cui andrei… magari mi farei consigliare da altri.
  • Non fidatevi MAI e dico MAI di un solo sito, anche se”ufficiale” e “altamente autoritario”. E comunque: almeno tre prima di sprofondare nel panico. Anzi quattro.
  • Se pensate di avere degli attacchi di panico andate nella camera di Salvatore. Lui saprà consolarvi con la sua infallibile tecnica “qualsiasi cosa credi di avere io ne ho una peggiore, ecco guarda cosa ho trovato ieri sera…”
  • Non fate che mi cadete nelle pseudoscienze altrimenti dimostrate di essere degli ipocondriaci poco informati o, peggio, dei neofiti nel campo delle ricerche auto-allarmanti.
  • Se proprio avete deciso che siete affetti da qualche malattia, sceglietene almeno una rara. Vi sentirete pieni di un fascino intellettuale insolito… e finalmente potrete farvi consolare da uno come Salvatore.
  • Chiamate sempre un medico (il mio ne sa qualcosa) oppure,
  • Circondatevi di amici specializzandi in medicina (ovviamente in settori diversi: due gastroenterologi sarebbero inutili, e andrebbero in conflitto tra loro) e invitateli a cena separatamente per poi, a tradimento, riempirli di domande ultra specialistiche facendo finta di parlare del più e del meno. Scusa Federica. Scusa Luigi. Scusa Manuela. Scusa Marina. Evitate però la classica frase: ”Sai, a un mio amico è capitato di…” perché tanto non ci cascano più. Sono furbi questi specializzandi.
  1. Dottore, ho ingoiato un osso di pollo” (My Girl, tradotto in italiano con “Papà, ho trovato un amicoqui il trailer),
  2. Gli innumerevoli tentativi di suicido di Harold (Harold e Maud) e, infine:
  3. 35 debole, 38 febbre: devi restare a casa” ovvero il più ipocondriaco viaggiatore del tempo che spiega a Leonardo come costruire un termometro perché, in fondo, ogni ipocondriaco che si rispetti sa che, prima o poi, dovrà morire:

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Posted on: martedì, dicembre 2nd, 2008 by diego altobelli

Categorie: Comunicazione | News | Tecnologie & Web.

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[...] che ormai sappiate quanto io sia interessato alla salute e a come facilitare (e rendere sempre più tranquillo) il mio rapporto con medici, medicine e [...]

[...] smodata passione condivisa per i Beatles, i Beach Boys e tutti gli altri e poi, confessioni diurne sulle nostre piccole ipocondrie… Ma torniamo a Radio [...]

[...] Dicembre: i  "Guarda & Vinci" per Milleocchiali, un pomeriggio alla fiera del libro "più libri più liberi", un weekend a Berlino e un outing finale: "Si, sono ipocondriaco e allora?" [...]

Grande Diego! Il tuo post potrebbe essere l’introduzione perfetta del “Manuale dell’ipocondriaco”.
Purtroppo soffriamo di una malattia che si autoalimenta in maniera fatale e che,, ne sono convinto, sarà la causa della nostra morte. Non una malattia, ma la stessa ipocondria ci accompagnerà fino alla tomba.
E’ ovvio che quando crediamo di avere qualcosa tendiamo ad irrigidire la parte del corpo su cui siamo concentrati, aumentando sintomi e dolori. L’evoluzione dei sintomi verso forme più gravi è normale negli ipocondriaci come noi. Ed è così che approdiamo in argomenti quali leucemia, tumori, sclerosi multipla, distrofie e sindromi varie che corrispondo perfettamente alle nostre sensazioni.
Internet non ha fatto altro che incrementare i nostri sintomi celebrali, come vertigini, capogiri, mal di testa, vista offuscata, tremolii, formicolii, intorpedimento. Tant’è che ogni volta che mi metto a fare il medico di me stesso su wikipedia finisce che sto peggio di prima.
Ora siamo giovani e “forti”, ma quando arriveremo sui 50 le nostre coronarie saranno talmente stressate dalla nostra ipocondria che prima o poi saremo sorpresi da un infarto, conferma della mia tesi iniziale.
Il senso della morte ci appartiene, ma non è questo che ci rende diversi?

10/12/2008 Salvatore

Sei troppo forte, per un attimo non ho più accusato sintomi!

7/12/2008 enrico