Queimada - Brand Care

è la società di comunicazione e marketing che fornisce

servizi di design, editoria, web, video, eventi e formazione,

dalla semplice consulenza alla definizione di piani strategici completi.

Brand Care magazine

mette in contatto business e ricerca per informarti e produrre innovazione.
Connettere idee e creare strategie è la nostra passione, oltre che

il nostro lavoro

.


Web Media Design – Master IED 2008: la clip di Queimada

E’ on line lo spot realizzato da Queimada per il master “Web Media Design” (a cura di IED – Istituto Europeo di Design):

Potete vedere la clip in alta risoluzione (sempre su you tube) cliccando su “guarda la clip in alta risoluzione” o watch in high quality.

Produzione: Queimada

Post-produzione: Niko Demasi

Attore: Walter Viti

Oltre a partecipare alla fase promozionale, Queimada sarà presente nel corpo docente attraverso le lezioni tenute da Vincenzo Bernabei e Alessandra Colucci.

Questi gli argomenti che verranno trattati:


● Forme archetipiche di marketing virale/1: passaparola, leggende metropolitane, suggestioni della metropoli…

● Forme archetipiche di marketing virale/2: il product placement cinematografico

● La smaterializzazione del marketing: dalla merce alla Brand Care

● Analisi del Brand: preesistenza, percezione, identity

● Definizione del target, del formato e dei supporti: le tecnologie “viral” e l’importanza del rispetto dei tempi

● Pianificazione delle strategie “viral” e budgeting

● Scrivere per il virale: linguaggi, supporti, stili

● Produrre per il virale: una clip per infettare col messaggio

Risorse:

Web Media Design – Master IED 2008, la clip di Queimada
Web Media Design, il sito ufficiale del master IED

IED – Web Media Design: il primo master italiano sul web 2.0 (Brand Care)

Web Media Design – IED Master

queimadacontents: il canale video di Queimada su You tube

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Posted on: lunedì, aprile 28th, 2008 by diego altobelli

Categorie: Creatività | News | Queimada - Brand Care | Tecnologie & Web.

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Noto anche io con piacere che i lettori, che spesso sono professionisti del settore (e gli autori) intervengono in maniera sempre più diretta su Brand Care.
Al di là dei giudizi espressi, ringrazio tutti per l’interesse dimostrato e invito a
non rinunciare a esprimere il proprio giudizio. Per me e per Brand Care non può che essere un motivo di orgoglio.
Vincenzo Bernabei

5/5/2008 admin

Premessa ricca di soddisfazione: sono felice che brand care stia diventando sempre più un luogo in cui discutere attivamente di advertising senza troppi “fronzoli” e “convenevoli” e anche al di là di ogni “politically correct”. D’altra parte, uno dei motivi per cui abbiamo concepito questo blog è proprio quello di raccontare, commentare e criticare (più o meno) ferocemente il nostro lavoro :D

Nonostante ciò:

per luca: touchè. cavolo… si vedeva così tanto che ero un po’ risentito nell’altro commento? :)

per andrea: Apprezzo la sincerità delle tue posizioni e sarò altrettanto sincero: non ho condiviso il tono delle tue critiche, non le critiche. Per questo ho risposto un po’ “piccato” (ok, va bene, forse un po’ troppo, ma comunque in stile con le tue).
Niente di personale ovviamente :) .

Piccola polemica fine a se stessa: proprio in virtù dei toni da te utilizzati mi sembra curioso che, leggendo il commento di massimo parli di “cadute di stile” o che tu dica “alcune opinioni contano più di altre”. non diventare anche tu “piccato” altrimenti facciamo dei meravigliosi commenti-monologo fine a se stessi (da leggersi come un’autocritica :) ).

Per il resto, citando proprio massimo: “sicuramente, ci sono cose che sarebbero potute essere migliori (e ci mancherebbe altro!)”.
Continuo però ad essere convinto che, ad esempio, sarebbe stata un’infinita perdita di tempo riprendere persone poco esperte di web o cercare risposte “vere” perché, sono allergico ad ogni forma di “XXX-veritè” (scegli tu il sostantivo che preferisci al posto delle XXX).

per quanto riguarda i commenti mi dispiace, ma purtroppo siamo costretti a fare così non per censurare alcunché (nessuno, come hai potuto constatare, troverà mai modificata nemmeno una virgola delle sue riflessioni) ma solo per una piccola misura precauzionale legata al fatto che legalmente, ad oggi, il proprietario del blog è anche responsabile dei commenti degli utenti.
Tutto ciò si traduce, nel nostro caso, in una pubblicazione dei suddetti commenti leggermente “asincrona” e, anche se non abbiamo mai avuto, almeno fin’ora, alcuna critica dai nostri lettori, non è detto che non si possa cambiare idea proprio alla luce del tuo suggerimento! :D

per massimo: grazie delle tue riflessioni e… speriamo di migliorare (e ci mancherebbe altro!) :)

per davide: idem.

Per aristotele: non credevo di fare cosa così tragicomica nel citarti, ma spero si sia capito almeno il senso di ciò che volevo dire…

diego

4/5/2008 diego altobelli

>Da noi troppo spesso i commenti sono fatti piu’
>per dimostrare la propria presunta superiorita’ (spesso supportata >prevalentemente dalla teoria), che per dare il proprio
>apporto,

Che funzioni cosi’ e’ probabilmente vero, ma e’ anche vero il fatto che aprire un blog per ricevere critiche e non accettarle di default e’ un controsenso. Questa e’ si che e’ un’altra cosa tipica italiana… il budget, aristotele… dai e’ una barzelletta…

>Tanto, le opinioni, sono come il buco del culo.
>Ognuno ha il suo e se lo tiene stretto.

Dai, questa stata proprio una caduta di stile… cmq e’ vero che un opinione ce l’hanno tutti. Alcune infatti contano piu’ di altre.

;-)

Buona Giornata

3/5/2008 Andrea

A me il video è piaciuto, sarà che i Romani mi stanno simpatici… :-)

Scherzi a parte, alcune delle cose che ha detto Andrea sono condivisibili… magari non è proprio del tutto condivisibile il tono, ma ci faccio poco caso perchè conosco Andrea :-)

Il video in se forse non ha proprio il carattere del virale, ma riguardandolo diverse volte penso che l’obiettivo è centrato: creare interesse rispetto a questo nuovo corso che sarà attivato a breve, attraverso una serie di gag che risultano comunque piacevoli..

Per Luca: il corso risulta già presente tra quelli disponibili sul sito IED… basta cercare.. :-)
http://ied.it/Corsi/Arti-Visive/Master/Roma/Web%20Media%20Design/info.html?courseId=VMB652I

3/5/2008 Davide Vasta

La clip e’ simpatica e l’attore non e’ affatto male.
Pero’ a mio parere la critica di Andrea ci sta e Diego sbaglia a reagire
in modo piccato.
Non fa venire voglia di mandare il link agli amici, per fargli vedere questa clip.
Se considerando tutto, meglio non si poteva fare, forse e’ sbagliata l’idea.

off topic
non riesco a trovare info su questi corsi, non capisco dove si faranno, ne quando.

Luca

2/5/2008 luca

Buongiorno a tutti,

non sono una persona che vive di teoria, ma di pratica.
(ecco perche’ ignoro completamente che iniziare un commento in un post
augurando buongiorno a tutti e’ sicuramente una cosa sbagliata)

In pratica, appunto, scrivo per fare i miei complimenti allo staff che ha
realizzato lo spot, in quanto l’ho trovato divertente.
Sicuramente, ci sono cose che sarebbero potute essere migliori (e ci mancherebbe altro!)
Il ritmo a volte cala e la fotografia mi e’ sembrata a meta’ strada tra una
pulita e fighetta, che pero’ richiede piu’ mezzi, e una naturale, che forse
avrebbe aiutato la narrazione.
Detto questo, credo fermamente che sia un buon prodotto,
sia per quanto riguarda l’aspetto creativo che quello di produzione.

Per quanto riguarda la natura ela funzione dei vari commenti (e qui entriamo in un campo a me non consono, quello della teoria), credo che la funzione dei
blog sia quella di stimolare attraverso un imput, per ricevere commenti e suggerimenti. Quindi, ben vengano soprattutto le idee diverse e le critiche,
perche’ permettono di migliorare.
Quello che dico sembra banale, ma mi capita sempre piu’ spesso di vedere
che questa cosa viene ignorata. Non bisogna mai perdere di vista quello che
e’ il rispetto del lavoro altrui, mentre lo si commenta.

Sto vivendo una breve esperienza di lavoro all’estero,
e la piu’ grande differenza che ho notato fra qui e l’italia, sta
proprio nel rispetto. Da noi troppo spesso i commenti sono fatti piu’
per dimostrare la propria presunta superiorita’ (spesso supportata prevalentemente dalla teoria), che per dare il proprio
apporto, e questo genera paura ad osare e a uscire da quella che e’
l’opinione comune, soprattutto nei giovani.
Il risultato, tornando alla pratica, e’ che attualmente la qualita’
dei prodotti italiani si e’ sensibilmente ridimensionata (su piu’ di
130 commercial in shortlist all’ultimo cannes, solo 2 erano italiani).

Detto questo, bravi ragazzi, continuate cosi’ e continuate a migliorare,
ascoltando sempre tutti i commenti, positivi e negativi.

Tanto, le opinioni, sono come il buco del culo.
Ognuno ha il suo e se lo tiene stretto.

Massimo

2/5/2008 Massimo Caiati

Caro Diego,
- FYI conosco molto bene come funziona una produzione video e uno spot pubblicitario, visto che fa parte del mio lavoro quotidiano.
- Che le interviste debbano essere “casuali” lo hai aggiunto tu, non lo mica detto io. Io dico solamente che non c’e stata abbastanza ricerca (parlo di ricerca primaria) alle spalle prima di iniziare la produzione del video. E si vede, soprattutto dallo script.
- Quotare Aristotele per giustificare le scelte di produzione mi pare un tentativo un pochino disperato.
- Non servono gli effetti speciali della pixar, o la regia di Scorzese. Il look “homemade” e’ perfetto, sono I contenuti che mancano. In questo spot non c’e’ dinamismo, e’ un botta e risposta continuo con risposte che seppur paradossali non sono comiche. Questo spot nn funzionera’ mai come viral advertising perche’ non e’ comico a sufficienza per far si’ che la gente sia invogliata a farlo circolare. E forse questa e’ la pecca piu’ grave, considerando che il MA in questione riguarda viral marketing etc.
- Il budget e’ una scusa troppo comoda. Lo script poteva essere scritto meglio, l’attore un po’ piu’ bravino e magari piu’ di uno (e potevano essere recrutati quasi gratuitamente avendo la prospettiva di apparire su uno spot dello IED). Il web e il cinema (non quello fatto dai blockbuster) e’ pieno di esempi di produzioni low budget o a budget zero.
- Per quanto riguarda il termine staged, si intendevo “costruito”, costruito male pero’. Un agenzia di comunicazione non deve solo “costruire” una situazione, deve costruirla bene. Tutto e’ “costruito” ma non per questo vuol dire che cio’ sia sufficiente a creare un buon prodotto o debba essere considerato di per se un complimento.
Buon Lavoro

2/5/2008 Andrea

Gentile Andrea,

grazie dei tuoi consigli e suggerimenti.

A quanto pare però, sembra che tu non abbia molto chiaro come funzioni la produzione di un video di qualsiasi natura (clip, videoclip, cortometraggio o film che sia). Forse è per questo che immagini una produzione “naif” con interviste “casuali” a “persone”.

Tra l’altro, “l’azione dell’immagine è risultata più importante e decisiva della riproduzione realistica di una procedura ricostruita in modo documentario ma priva dell’intensità dell’immagine” (lo diceva Ejzenstejn qualche annetto fa). In più, adesso che ci penso, anche Aristotele nella Poetica parlava di “verosimile”, mica di “vero”…

Per gli altri utilissimi consigli certo, avessimo avuto anche un Robert De Niro come attore (senza nulla togliere al vecchio Walter che ci fa ridere ogni volta che rimettiamo in play il video), e avessimo avuto Vittorio Storaro alle luci, Paul Haggis alla sceneggiatura, Martin Scorsese alla regia e la Pixar alla cura degli effetti speciali, molto probabilmente il risultato sarebbe stato decisamente migliore, ma lo IED ci ha posto, guarda un po’, alcuni incredibili limiti di budget per la realizzazione dello spot…

Ecco perché considero in fondo l’aggettivo “staged” (che poi letteralmente vuol dire “allestito”, e che credo tu abbia voluto utilizzare con il significato – traslato – di “costruito”) sia, per un’agenzia di comunicazione che realizza un lavoro, un grande complimento.
Proprio perché un video (e in generale qualsiasi lavoro) non si improvvisa, ma si “costruisce”

Infine, non nego che la clip ha anche dei limiti. Ma questa è un’altra storia…

2/5/2008 diego altobelli

Aggiunta: forse invece che filmare un attore che ripeteva script gia’ preparati sarebbe stato meglio (e pure piu’ semplice) recrutare persone che del web non capiscono molto e fare a loro le domande. Ne sarebbe uscito un prodotto decisamente migliore.

1/5/2008 Andrea

Il concept del spot in generale [ anche carina. L-esecuzione un po- meno. Anzi molto meno. Il tono della comunicazione cerca di essere divertente ma diventa per diventare noioso e quasi prevedibile. La scelta di avere un solo attore ad interpretare colui che e- sottoposto ad un colloquio di lavoro non migliora le cose. C-e- una carenza di ricerca dei contenuti e il tutto risulta troppo “staged”. Sarebbe stato meglio avere diversi attori, aver ricercato quali sono le risposte piu’ esilaranti che sono state (davvero) date a datori di lavoro, e mantenere lo spot piu’ corto. I vari titoli tra una risposta sono a dir poco superflui visto che il tutto è “staged” (e quindi l’attori ripete sempre il soggetto della domanda. Insomma poteva essere molto piu’ divertente, con pause silenzi imbarazzanti risposte date a caso. Certe risposte dono ridicole (feed, fidi) dai…
Insomma, buona l’idea pessima la realizzazione.

:-)

1/5/2008 Andrea

[...] Queimada Agency ha realizzato per il primo master italiano in Web Media Design, presso lo IED, un simpatico ed efficace video virale. [...]