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Cos’è il marketing

Tra le “chicche” che Diego mi segnala ogni giorno, una in particolare oggi ha attirato la mia attenzione: un post di Matt J McDonald in cui si cerca di dare al marketing una definizione in una riga: la mia preferita in assoluto è “Marketing is for lovers – everybody may think they can do it well, but it’s only the passionate, edgy and open that make it worthwhile” (Sean Moffitt).

via

Ho sempre visto il marketing come una disciplina a metà strada tra le materie economiche e la psicologia… ho sempre pensato che per fare marketing fossero necessari tanto il know-how per organizzare e condurre studi descrittivi del mercato, delle dinamiche di interazione al suo interno e dei suoi “utenti”, quanto una spiccata sensibilità nel percepire “lo stato emotivo” del mercato: umori, tendenze, “capricci”, contraddizioni e aspettative… quasi fosse una persona (un amante! ;) ) e non un sistema complesso.

L’”empatia” nei confronti del mercato rende più semplice la connessione e l’incrocio di dati per portare avanti analisi e pianificazioni e penso sia questa stessa necessità di “empatia” che spinge Kotler a definire il marketing non solo come la scienza, ma anche come l’arte di individuare, creare e fornire valore per soddisfare le esigenze di un target di riferimento realizzando un profitto: il processo sociale e manageriale diretto a soddisfare bisogni ed esigenze tramite la creazione e lo scambio di prodotti e valori.

Inutile dire che al marketing operativo o “push” (cerco di vendere quel che produco) preferisco il marketing strategico e la sua prospettiva “pull” di orientamento al mercato (cerco di comprendere i bisogni dei clienti, per produrre i beni e quindi soddisfarli).

Mentre il rischio del marketing operativo è la cosiddetta “marketing myopia”, cioè il non accorgersi che lo sbocco di mercato è inesistente, o la mancata comprensione dei desideri del consumatore finale; il marketing strategico misura l’attrattività in termini quantitativi, qualitativi (con riferimento all’accessibilità al mercato) e dinamici (con riferimento alla durata economica che è rappresentata dal ciclo di vita del prodotto-servizio) dei desideri dei consumatori in modo da scegliere una strategia di sviluppo che colga le opportunità esistenti (rappresentate sostanzialmente da bisogni insoddisfatti) e che, tenendo conto di risorse e competenze dell’impresa, offra alla stessa un potenziale di crescita e di redditività.

Marketing: feel, care and connect! :)

Leggi anche:
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Posted on: lunedì, settembre 10th, 2007 by alessandra colucci

Categorie: Business | Comunicazione | Creatività | Marketing | News.

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Ho rubicchiato l’immagine per il mio blog. D’altronde, era troppo bella.

11/9/2007 Flavia