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Capita, a volte, specie ai professionisti della comunicazione, di affrontare faticose discussioni riguardanti l’utilità delle nuove tecnologie, la loro eventuale pericolosità, la loro presunta incapacità di significare e di esprimere rispetto ai media tradizionali (primo tra tutti: il libro).
Coloro che Umberto Eco ha da tempo definito “apocalittici” sostengono che la cultura ha subito un duro colpo con l’avvento della televisione, prima, e del digitale (pc, telefonini, videogames) poi, poiché “nulla è paragonabile alla lettura di un classico“.
Ebbene, queste persone non dovrebbero dimenticare che anche il libro, a suo tempo, fu un mezzo nuovo, e che la scrittura a caratteri mobili rappresentò una vera e propria rivoluzione rispetto alle forme di trasmissione di sapere preesistenti.
A chi volesse approfondire l’argomento segnalo, attraverso un’apparente contraddizione, la lettura di un vero e proprio classico della comunicazione: Understanding media (1964) di Marshall McLuhan, e posto questo simpatico video:
Posted on: mercoledì, giugno 27th, 2007 by vincenzo bernabei
Categorie: News | Tecnologie & Web.
Tags: Marshall McLuhan | Queimada - Brand Care | Umberto Eco
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