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The Illusionist: che i maghi non svelino mai i loro trucchi!

The Illusionist (2006) di Neil Burger, con Edward Norton, Paul Giamatti, Jessica Biel, Rufus Sewell.

Data di uscita: 7 aprile 2007 (cinema)
Visto il: 14 aprile 2007 (cinema)

The illusionis è apparentemente una semplice storia di amore tardo ottocentesca ambientata nella Vienna ancién regime: un classico triangolo tra un lui (l’illusionista Einsenheim), una lei (la duchessa Sophie von Teschen) e un altro (il Principe ereditario e alcolizzato Leopold). A complicare le cose si aggiunge il solerte commissario Uhl, incaricato dal principe di smascherare a tutti i costi Eisenheim e i suoi trucchi.

The Illusionist

Diciamo subito che il maggior interesse del film non risiede nella storia d’amore travagliato tra i due protagonisti, ricca di lungaggini e sentimentalismi da feuelleitton: amore contrastato dalle famiglie, classi e ruoli sociali come gabbie da cui fuggire, eros e thanatos, ecc. Un disturbante utilizzo del flashback inoltre sembra non permettere allo spettatore di orientarsi in maniera semplice nell’esatta successione degli eventi narrati.

Tutto l’interesse è invece da ricercarsi nei trucchi, nella metafora del mago-regista che dispensa illusioni ad un pubblico che sa di essere illuso, ma che continua volentieri a farsi ammaliare e affabulare… Non a caso l’illusione più sconvolgente che il mago Einsenheim propone nel momento più drammatico della sua carriera artistica ha molto a che vedere con la “macchina dei sogni” dei Lumière.


Il film rimarca, in ogni singola sequenza, la differenza di approccio psicologico degli esseri umani posti di fronte ai fenomeni non immediatamente comprensibili, che potremmo schematicamente riassumere in

1) “Gli svelatori”.
Razionalisti, figli della logica produttiva industriale moderna, moderatamente acculturati. Hanno bisogno di scoprire in che modo avvengono i trucchi e vivono le illusioni come una prevaricazione e un’offesa alla loro intelligenza.

2) “Gli ammaliati
Creduloni (nel senso buono del termine), amano l’affabulazione e l’inganno perché concede a loro (almeno) la speranza. Credono nelle illusioni che non osservano con occhio critico, bensì con occhio “magico” e sognante.

D’altra parte numerose teorie sociologiche sostengono esattamente questo, basti pensare a Robert K. Merton. Nel 1948 scrisse che una “profezia che si autoavvera” è «una supposizione o profezia che per il solo fatto di essere stata pronunciata, fa realizzare l’avvenimento presunto, aspettato o predetto, confermando in tal modo la propria veridicità».

L’inquietante vicenda del mago Erik Jan Hanussen, presunto consigliere segreto di Hitler finito poi in disgrazia, sembrerebbe avvalorare tale tesi. Si narra che Hanussen – esperto in precognizioni – predisse addirittura l’incendio del Reichstag.

Altro esempio è poi il teorema di Thomas: «se gli uomini definiscono certe situazioni come reali, esse sono reali nelle loro conseguenze». Il teorema rimarca quella linea di pensiero speculativo-religiosa che sosteneva l’esistenza di dio dedotta non dalle cause bensì dagli “effetti” che essa provoca nei “credenti”: dio esiste perché (quasi) tutti crediamo che esista….

Insomma, per concludere: non occorre che un intransigente “newtoniano” mi ricordi la prima legge della gravitazione universale per dimostrarmi che non è possibile che un essere umano possa saltellare da un grattacielo all’altro lanciando delle ragnatele dai propri polsi (vedi Spiderman), lo so benissimo da me. Il fatto è che però, attraverso un affascinante meccanismo di “sospensione della credibilità” la macchina narrativa del film/fumetto/libro/videogames mi permette di mettere in “pause” il mio cervello razionale e lasciare attiva solo la parte più “irrazionale”.

Così nel mondo parallelo appena costruito non faccio alcuna difficoltà a credere che un ragazzino sfigato possa – punto da un ragno radioattivo – trasformarsi in un supereroe… o che Einsenheim l’illusionista riesca a tirare fuori dal cilindro un intero albero di arance, o che sia grado di parlare con gli spiriti dei morti.

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Posted on: venerdì, aprile 20th, 2007 by diego altobelli

Categorie: Comunicazione | News.

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